Allagamenti, si punta al rischio zero

300 mila euro per dimenticare le alluvioni a Porta Borsari, e altri due milioni per risolvere le criticità di Veronetta e del Teatro Romano. Per la prima Acque Veronesi ha concluso da poco i lavori per la realizzazione di un pozzo disperdente, mentre per il secondo stralcio bisognerà attendere il 2019

Porta Borsari che si allaga dopo le imponenti piogge? Acqua che torna in superficie dai tombini?

Situazioni che “dovrebbero rimanere solo nell’archivio storico della città”, secondo il sindaco Sboarina. Per Verona infatti c’è un piano per superare le principali criticità in zone come Piazza Isolo e Veronetta. A conferma di ciò, le forti piogge delle settimane scorse, che non hanno provocato disagi in quella zona proprio grazie al nuovo sistema di assorbimento dell’acqua.

L’intervento per la sistemazione di Porta Borsari ha richiesto un investimento di circa 300 mila euro, cifra che ha consentito la realizzazione di un pozzo disperdente profondo 8 metri. Questa cavità permetterà all’acqua di discendere il sottosuolo ghiaioso facendo quindi defluire la pioggia in falda. Nel caso questo non fosse abbastanza, entreranno in funzione due pompe di scarico in grado di aspirare fino a 150 litri al secondo, e di riversare l’acqua in Adige.

Per quanto riguarda le zone di Veronetta e Teatro Romano, si sono stimati altri due milioni di euro, finanziati per metà dall’amministrazione comunale (950 mila euro) e metà da Acque Veronesi (1 milione e 150 mila euro). La cifra sarà utilizzata per risolvere le criticità relative all’adeguamento della rete fognaria, da una parte, e per risolvere i problemi di allagamento in queste zone della città.

Il servizio