Verona, tempi confermati per Ponte Nuovo: entro l’estate
di Alessandro Bonfante
A che punto siamo con il cantiere di Ponte Nuovo, che collega il centro di Verona alla zona di San Tomaso e Piazza Isolo? Domanda che da ormai qualche anno i cittadini si pongono piuttosto spesso. Oggi la Commissione consiliare Quarta del Comune di Verona è stata qui per un sopralluogo.
Durante l’incontro, l’assessore a Strade e giardini Federico Benini ha confermato che la tempistica è quella già comunicata negli scorsi mesi, ovvero che entro l’estate si arriverà alla conclusione dei lavori. Si è registrato anche qualche momento di tensione fra consiglieri di opposizione e i rappresentanti della maggioranza, in particolare sulla questione delle lungaggini del cantiere, avviato nel 2021.
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Come procedono i lavori
Le prime due campate del ponte, dal lato del centro storico, sono già state smontate, rinforzate e rimontate. Tutte le colonnine e i rivestimenti esterni in pietra sono stati restaurati.
In questi giorni, una squadra di 15 operai sta intervenendo sulla terza e ultima campata, quella lato Veronetta. La soletta sopra le prime due campate, lato centro storico, è stata già ricostruita in cemento con armature nuove. Restano da completare la terza campata e i sottoservizi sul lato Veronetta.
L’adeguamento sismico del ponte è stato un intervento molto significativo, come ha spiegato il professore Claudio Modena, già docente di tecnica delle costruzioni all’Università di Padova, componente della Commissione grandi rischi, nonché progettista, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza del cantiere.
«Il ponte è stato rinforzato perché potesse sopportare i carichi statici – ha concluso Modena –, sono state integrate le armature e completamente ricostruita la soletta. Grazie al rifacimento della soletta è molto aumentata la resistenza del piano orizzontale che è quello che entra in gioco in modo fondamentale per la resistenza della struttura agli eventi sismici».
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«Verona tornerà ad utilizzare il ponte in entrambi i sensi di marcia – ha dichiarato l’assessore Benini – e senza limiti di portata. Il ponte sarà completamente restaurato nei suoi elementi architettonici. Sarà antisismico e illuminato, anche dal basso. Il Politecnico di Milano ha, infatti, elaborato un progetto di illuminazione scenografica sui ponti lungo l’Adige, in città. La struttura, grazie alla collaborazione di Agsm, sarà illuminata dal basso da punti di luce bianca, posti sotto le campate».
«Quanto alla viabilità – ha aggiunto Benini –, saranno agevolati dal ritorno alla completa funzionalità del ponte i possessori di pass Ztl, soprattutto. Chi proviene da Veronetta, infatti, aveva anche prima del cantiere un’unica possibilità: svoltare verso Ponte Navi e quindi ritornare dall’altro lato dell’Adige, dato che all’altezza della chiesa di San Fermo vi sono due ingressi in Ztl e la corsia preferenziale di Stradone San Fermo. Il ripristino della viabilità sul ponte, quindi, non avrà alcun impatto sugli attuali flussi di traffico privato attorno al maxi-cantiere di Veronetta».
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Tema caldo
Durante la seduta della Commissione in esterna ci sono stati anche alcuni momenti di scontro sulla durata del cantiere, con una certa animosità da parte dell’opposizione e qualche risposta piccata dal presidente della Commissione 4^, Pietro Trincanato e dall’assessore Benini.
I lavori sono iniziati infatti nel 2021, quando era ancora in carica l’Amministrazione Sboarina, e si sono trascinati per anni, con varie polemiche nel tempo da parte di cittadini e commercianti per l’allungarsi dei tempi. Anche a causa della piena dell’Adige che il 31 ottobre 2023 danneggiò le impalcature rallentando le operazioni.

Trincanato ha riassunto così il tema della tempistica: «Questo è stato un cantiere complesso per due ordini di motivi. È partito in ritardo rispetto al programma dei lavori, già durante l’amministrazione precedente, per le indagini archeologiche e sugli ordigni bellici della Sovrintendenza. Successivamente, la piena dell’Adige dell’autunno 2023 ha provocato danni all’impalcatura».
«Su indicazione del Genio Civile – ha continuato Trincanato – è stato nuovamente collaudato l’intero cantiere e riprogettato tutto il sistema dei ponteggi. Sono stati adottati ponteggi mobili che si possano sollevare in caso di piena, evitando che vengano investiti dall’acqua. Ponteggi che sono già stati messi alla prova una volta, nell’autunno scorso, quando il livello dell’Adige si è alzato in modo importante. Complessivamente, quindi, il ritardo rispetto al cronoprogramma è salito a un anno e mezzo. Se si tolgono i tempi legati ad imprevisti imputabili a fattori esterni, il Ponte Nuovo tornerà ad essere completamente fruibile da quest’estate, con un ritardo di 5-6 mesi».
Gli altri ponti
Durante la seduta della commissione, si è discusso anche dello stato di salute generale dei ponti di Verona. Ponte Catena e ponte Navi sono degli stessi anni di ponte San Francesco, che negli scorsi anni ha dovuto a sua volta affrontare lavori di manutenzione. Si tratta di strutture in cemento armato del dopoguerra, che vanno incontro a naturale deterioramento. Per questo sono tenuti sotto osservazione.
Allo stesso modo ponte Unità d’Italia, noto come “ponte del Saval”, è proprio in queste settimane oggetto di uno studio da parte dell’Università di Padova, con conseguente restringimento di carreggiata attuato dallo scorso 3 marzo e che dovrebbe durare ancora circa tre settimane. Qui si sta cercando anche di far coincidere il restringimento con un’operazione dei Vigili del fuoco per togliere i rami rimasti bloccati dai piloni.
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