Verona si prepara a candidarsi Capitale italiana del Volontariato 2027
Redazione
L’amministrazione comunale di Verona, fin dal suo insediamento ha dato grande valore al terzo settore, a Verona molto radicato, tanto da istituire tra i primi Comuni in Italia un assessorato dedicato. Ora la Giunta sta valutando il percorso di candidatura per il conferimento del titolo di Capitale italiana del Volontariato 2027.
Il titolo è conferito mediante bando pubblico da CSVnet, Associazione Centri di Servizio per il Volontariato, in partenariato con il Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI, e intende promuovere la cultura del dono e dell’impegno civico, rafforzare il ruolo del volontariato nella costruzione del bene comune e valorizzare le buone pratiche di collaborazione tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore, imprese e cittadini.
Verona può contare su numeri significativi. A fine 2025, in provincia risultano quasi 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e oltre 900 associazioni di promozione sociale, circa la metà delle quali operano nel Comune capoluogo. I dati ISTAT riferiti al 2020 evidenziano inoltre la presenza di oltre 6.200 enti non profit in provincia, l’85% dei quali di natura associativa.
«Questa candidatura – spiega l’assessora alle Politiche sociali, al terzo settore e all’Ambito territoriale sociale, Luisa Ceni – rappresenterebbe un’occasione per promuovere ancora di più la cultura e il valore oggi dell’empatia che è proprio del volontariato, e rafforzerebbe ulteriormente l’identità solidale della città, mettendo in rete esperienze, competenze e visioni volte a costruire una comunità sempre più inclusiva e partecipata. Sarebbe un riconoscimento importante del lavoro di rete costruito negli anni con le associazioni del territorio, con cui il Comune collabora quotidianamente, e con i tanti volontari che ogni giorno si impegnano concretamente per rendere Verona una città più inclusiva, partecipata e solidale».
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
«Stiamo raccogliendo le adesioni di tutti i soggetti che vorranno sostenere questo percorso, con l’obiettivo di presentare un progetto solido, capace di coinvolgere la comunità e di valorizzare al meglio il patrimonio civico della nostra città. Siamo convinti di poter costruire una candidatura autorevole e attrattiva, che possa portare Verona a diventare Capitale italiana del Volontariato per un anno indimenticabile», conclude Ceni.
Un tessuto ricco e articolato quello del volontariato scaligero, che trova espressione anche nelle 38 associazioni della Consulta comunale della Famiglia e nelle 35 associazioni della Consulta comunale della Disabilità, costantemente impegnate a supporto dei servizi e dei progetti di inclusione sociale.
Negli ultimi anni il volontariato veronese ha dimostrato una forte capacità di innovazione e adattamento. Ne sono un esempio i 15 Centri di Comunità, nati attraverso percorsi di co-progettazione con 12 enti del Terzo Settore, oggi punti di riferimento intergenerazionali nei quartieri cittadini. Nel solo 2025 hanno registrato oltre 80.000 presenze complessive, confermandosi luoghi di socialità e contrasto alla solitudine.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
Accanto al volontariato organizzato, la città presenta un diffuso fenomeno di cittadinanza attiva. Dal 2017 il Comune promuove i patti di sussidiarietà per la cura e valorizzazione dei beni comuni: ad oggi sono oltre 220 i patti attivati, che coinvolgono cittadini singoli, gruppi informali, enti del Terzo Settore e realtà imprenditoriali.
Particolarmente significativa è anche la partecipazione dei giovani. Emblematico il caso dei 170 “Volontari di Città”, in gran parte under 23, impegnati nel supporto agli eventi collegati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, a testimonianza di una nuova generazione attiva e protagonista.
Dal 2023 l’Amministrazione ha inoltre avviato una mappatura sistematica degli enti del Terzo Settore presenti a Verona, raccogliendo le interviste di 346 realtà associative attive nei diversi ambiti sociali, sanitari e culturali, con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale e migliorare la conoscenza dei servizi disponibili.
La candidatura, con scadenza fissata al 26 marzo 2026, sarà presentata congiuntamente dal Comune di Verona e da CSV Verona, come previsto dal bando, e nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio civico e sociale che rappresenta uno dei punti di forza della città. Essa si sviluppa lungo tre direttrici principali: comunità solidali e inclusive nei quartieri, valorizzazione del volontariato come risorsa culturale e territoriale con il coinvolgimento delle giovani generazioni, riconoscimento del volontariato come presidio di futuro, democrazia e diritti.
Nel corso del mese di febbraio sarà perfezionato il progetto e ampliato il partenariato, che già vede coinvolti CSV Verona, Caritas Diocesana Veronese e il Forum del Terzo Settore Veneto, con l’obiettivo di estendere la collaborazione ad altri stakeholder territoriali, tra cui ULSS 9, Provincia, Università di Verona e Regione Veneto.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






