Verona si prepara a candidarsi Capitale italiana del Volontariato 2027

Redazione

| 11/02/2026
Il Comune di Verona valuta la candidatura a Capitale italiana del Volontariato 2027, valorizzando una rete di quasi 500 organizzazioni e oltre 220 patti di sussidiarietà. Il progetto, in collaborazione con CSV Verona e realtà del Terzo Settore, punta a rafforzare comunità, giovani e inclusione sociale.

L’amministrazione comunale di Verona, fin dal suo insediamento ha dato grande valore al terzo settore, a Verona molto radicato, tanto da istituire tra i primi Comuni in Italia un assessorato dedicato. Ora la Giunta sta valutando il percorso di candidatura per il conferimento del titolo di Capitale italiana del Volontariato 2027.

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Il titolo è conferito mediante bando pubblico da CSVnet, Associazione Centri di Servizio per il Volontariato, in partenariato con il Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI, e intende promuovere la cultura del dono e dell’impegno civico, rafforzare il ruolo del volontariato nella costruzione del bene comune e valorizzare le buone pratiche di collaborazione tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore, imprese e cittadini.

Verona può contare su numeri significativi. A fine 2025, in provincia risultano quasi 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e oltre 900 associazioni di promozione sociale, circa la metà delle quali operano nel Comune capoluogo. I dati ISTAT riferiti al 2020 evidenziano inoltre la presenza di oltre 6.200 enti non profit in provincia, l’85% dei quali di natura associativa.

«Questa candidatura – spiega l’assessora alle Politiche sociali, al terzo settore e all’Ambito territoriale sociale, Luisa Ceni – rappresenterebbe un’occasione per promuovere ancora di più la cultura e il valore oggi dell’empatia che è proprio del volontariato, e rafforzerebbe ulteriormente l’identità solidale della città, mettendo in rete esperienze, competenze e visioni volte a costruire una comunità sempre più inclusiva e partecipata. Sarebbe un riconoscimento importante del lavoro di rete costruito negli anni con le associazioni del territorio, con cui il Comune collabora quotidianamente, e con i tanti volontari che ogni giorno si impegnano concretamente per rendere Verona una città più inclusiva, partecipata e solidale».

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«Stiamo raccogliendo le adesioni di tutti i soggetti che vorranno sostenere questo percorso, con l’obiettivo di presentare un progetto solido, capace di coinvolgere la comunità e di valorizzare al meglio il patrimonio civico della nostra città. Siamo convinti di poter costruire una candidatura autorevole e attrattiva, che possa portare Verona a diventare Capitale italiana del Volontariato per un anno indimenticabile», conclude Ceni.

Un tessuto ricco e articolato quello del volontariato scaligero, che trova espressione anche nelle 38 associazioni della Consulta comunale della Famiglia e nelle 35 associazioni della Consulta comunale della Disabilità, costantemente impegnate a supporto dei servizi e dei progetti di inclusione sociale.

Negli ultimi anni il volontariato veronese ha dimostrato una forte capacità di innovazione e adattamento. Ne sono un esempio i 15 Centri di Comunità, nati attraverso percorsi di co-progettazione con 12 enti del Terzo Settore, oggi punti di riferimento intergenerazionali nei quartieri cittadini. Nel solo 2025 hanno registrato oltre 80.000 presenze complessive, confermandosi luoghi di socialità e contrasto alla solitudine.

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Accanto al volontariato organizzato, la città presenta un diffuso fenomeno di cittadinanza attiva. Dal 2017 il Comune promuove i patti di sussidiarietà per la cura e valorizzazione dei beni comuni: ad oggi sono oltre 220 i patti attivati, che coinvolgono cittadini singoli, gruppi informali, enti del Terzo Settore e realtà imprenditoriali.

Particolarmente significativa è anche la partecipazione dei giovani. Emblematico il caso dei 170 “Volontari di Città”, in gran parte under 23, impegnati nel supporto agli eventi collegati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, a testimonianza di una nuova generazione attiva e protagonista.

Dal 2023 l’Amministrazione ha inoltre avviato una mappatura sistematica degli enti del Terzo Settore presenti a Verona, raccogliendo le interviste di 346 realtà associative attive nei diversi ambiti sociali, sanitari e culturali, con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale e migliorare la conoscenza dei servizi disponibili.

La candidatura, con scadenza fissata al 26 marzo 2026, sarà presentata congiuntamente dal Comune di Verona e da CSV Verona, come previsto dal bando, e nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio civico e sociale che rappresenta uno dei punti di forza della città. Essa si sviluppa lungo tre direttrici principali: comunità solidali e inclusive nei quartieri, valorizzazione del volontariato come risorsa culturale e territoriale con il coinvolgimento delle giovani generazioni, riconoscimento del volontariato come presidio di futuro, democrazia e diritti.

Nel corso del mese di febbraio sarà perfezionato il progetto e ampliato il partenariato, che già vede coinvolti CSV Verona, Caritas Diocesana Veronese e il Forum del Terzo Settore Veneto, con l’obiettivo di estendere la collaborazione ad altri stakeholder territoriali, tra cui ULSS 9, Provincia, Università di Verona e Regione Veneto.

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