«Verona scommetta sulla transizione ecologica»

L'esortazione arriva da Marco Wallner (Azione), Tommaso Ferrari (Traguardi) e Gianni Benciolini (+Europa), uniti per ribadire l'importanza di Next Generation Europe per il rilancio industriale della nostra città.

Marco Wallner (Azione), Tommaso Ferrari (Traguardi) e Gianni Benciolini (+Europa)
Marco Wallner (Azione), Tommaso Ferrari (Traguardi) e Gianni Benciolini (+Europa)

Next Generation Europe non è un tappabuchi, ma un’occasione di rilancio industriale. Ne sono convinti Marco Wallner (Azione), Tommaso Ferrari (Traguardi) e Gianni Benciolini (+Europa) che sottolineano come nei settori Industria, Agricoltura e Costruzioni si registra da anni un saldo negativo tra nuove imprese e imprese cessate e la transizione ecologica può diventare, invece, una grande occasione di rilancio.

«Il contesto nazionale e internazionale individua nella transizione ecologica la chiave per riorientare lo sviluppo delle città, e Verona, immobile da troppo tempo, non può lasciarsi sfuggire questa occasione. – prosegue la nota congiunta – La nostra città dispone di caratteristiche che la rendono il terreno ideale per investimenti di questo tipo: una posizione strategia, una radicata vocazione produttiva, presenza di aree industriali da riconvertire e di un’azienda partecipata in salute e attiva sul mercato energetico».

«Il programma Next Generation Europe ha identificato nella Green Economy uno dei capitoli di investimento centrale, e sfruttando adeguatamente queste risorse il nostro Paese potrà porre le basi per il rilancio economico, se pensiamo che i nostri vicini europei, Francia e Germania, hanno già destinato a questo settore investimenti ingenti, come quelli sull’idrogeno verde (rispettivamente 7 e 9 miliardi).

Next Generation Eu

Purtroppo, l’amministrazione di Verona sembra ancora considerare “Next Generation EU” come un fondo “tappabuchi” invece che come un programma per la crescita strutturale. Ma non sarà così, e se ogni euro che ne deriverà non sarà investito per rilanciare il territorio abbracciando trend di sviluppo vincenti, come la transizione ecologica, non perderemo soltanto un’opportunità unica, ma anche una fetta ingente di finanziamenti. Per questo proponiamo che Comune, AGSM, Università e categorie produttive aprano un confronto per progetti che facciano di Verona un vero e proprio HUB per la transizione ecologica: logistica 4.0, startup in ambito agritech, biomedicale ed energetico sono ambiti nei quali la città già eccelle, e possiamo utilizzare queste competenze per rilanciare la nostra economia. Bisogna, però, fare davvero squadra e investire con coraggio, senza il timore di scontentare qualcuno.

Fra tanti progetti possibili, l’idrogeno verde potrebbe rappresentare una sfida alla nostra portata, capace di dare nuovo impulso a un’economia stremata non solo dalla pandemia ma anche da anni di profonda decrescita industriale, come certificano i dati della Camera di Commercio, che registrano da anni un saldo negativo tra imprese nuove e imprese cessate (solo per il periodo 2017-2019, il saldo è negativo di 923 aziende, e dopo il 2020 tutto fa pensare che la situazione si aggraverà ulteriormente. La politica ha abituato i veronesi a un dibatto sterile su AGSM, concentrato solo in chiave di spartizione di potere e mai sulle strategie industriali. L’idrogeno verde potrebbe rappresentare un deciso cambio di passo, capace di rivitalizzare la nostra economia grazie all’ampia filiera necessaria per produrlo e distribuirlo. Si tratterebbe di oltre 280 aziende per ogni GigaWatt di produzione, e se si considera che il Piano Europeo per le energie verdi prevede di arrivare a produrre 40 GigaWatt, è facile immaginare l’impatto di un simile investimento sul nostro territorio.

In Veneto esiste già, e sta crescendo, l’Hydrogen Park di Marghera, su cui si stanno concentrando forti investimenti, e che può rappresentare un grande volano economico per tutto il Veneto. È evidente che è questo il modello da seguire, ma anche che AGSM non può farcela da sola: occorrerà uno sforzo da parte dell’azionista pubblico per favorire investimenti nelle infrastrutture di trasporto e distribuzione, e per questo sarà necessaria una pianificazione lungimirante, elaborata insieme alla Regione, per sfruttare al meglio gli strumenti offerti dagli stanziamenti europei.

Verona non può rimanere ai margini di questa rivoluzione energetica e produttiva, perché può ambire a diventare un centro di eccellenza nel settore. Un vero e proprio HUB che investa anche in formazione, sviluppando Istituti Tecnici Superiori (ITS) ad hoc, e che crei nuovi posti di lavoro qualificati. Solo così sarà possibile rendere Verona di nuovo attrattiva per investitori, lavoratori e professionisti, seguendo la via indicata dal recente rapporto CRESME. Per riuscirci, però, serve la volontà politica di mettere la transizione ecologica al centro dello sviluppo della nostra economia. Uniamo le forze per una Verona ancora una volta protagonista!» concludono Wallner, Ferrari e Benciolini.

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