Verona, sciopero in un magazzino per un «licenziamento ingiustificato»

Flai CGIL ha indetto uno sciopero per domani, 14 ottobre, nel magazzino di una cooperativa che si occupa della cernita della frutta, a Verona. Alla base delle motivazioni, la gestione dei cali di lavoro che nei giorni scorso è sfociata nel licenziamento di un dipendente, rifiutatosi di accettare i turni imposti.

cgil sciopero magazzino Verona
Foto d'archivio

Verona, sciopero in un magazzino per un «licenziamento ingiustificato»

Flai Cgil Verona, il Sindacato dei lavoratori del comparto alimentare, ha indetto per domani, venerdì 14 ottobre, uno sciopero di otto ore al magazzino della Co.Cer Frutta di via Alpo a Verona, cooperativa che si occupa della cernita della frutta su appalto di Fruttital, che a sua volta è una delle più grandi piattaforme di importazione della frutta del Nord Italia.

La richiesta dei sindacati è di «correggere la politica della cooperativa per quanto riguarda la gestione dei cali di lavoro che tendenzialmente vengono fatti scontare soprattutto ai lavoratori sindacalizzati, con il risultato che una parte di essi, soci di cooperativa lasciati a casa nei periodi morti, finiscono per percepire stipendi da fame, anche meno di 800 euro al mese al posto dei soliti 1.200-1.300, mettendo così a rischio la possibilità da parte delle rispettive famiglie di continuare a pagare l’affitto o anche soltanto a provvedere al sostentamento dei figli».

Sul punto Flai Cgil ha già avviato un procedimento di verifica per condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, il quale farà il suo corso. 

Ma a far precipitare la situazione, proprio in queste ore, è stato il licenziamento di un lavoratore che si era «rifiutato di rispettare la turnistica imposta, rivendicando il diritto contrattuale a lavorare per 40 ore settimanali. Una mossa che segue l’irrigidimento della cooperativa difronte alla recente impennata di iscrizioni al Sindacato (una ventina sui circa cento lavoratori del magazzino di via Alpo)», riporta la CGIL. 

Il sindacato aggiunge: «Si tratta di un’assurda prova di forza che mette a rischio la stabilità economica e psicologica di decine e decine di famiglie in un momento già di per sé molto difficile. La gestione dei picchi, come quella dei cali di lavoro, deve poter essere sottoposta a soluzioni concordate anche con il Sindacato in maniera da minimizzare l’impatto del ciclo economico sui bilanci delle famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici, anche ricorrendo, se necessario e qualora ne ricorrano le condizioni, a istituti specifici come può essere la cassa integrazione, che assicurino continuità produttiva da un lato e sicurezza sociale dall’altro lato».

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