Verona ricorda la Divisione Acqui di Cefalonia e Corfù
Grande partecipazione e commozione, ieri mattina, alla cerimonia commemorativa dell’81° Anniversario dell’Eccidio Divisione Acqui di Cefalonia e Corfù, che si è svolta al Parco delle Mura, in circonvallazione Oriani, di fronte al monumento eretto a Verona nel 1966 dallo scultore, partigiano e poeta Mario Salazzari, in onore dei caduti veronesi.
Presenti alla Cerimonia, il sindaco Damiano Tommasi, la senatrice Isabella Rauti, sottosegretaria di Stato, in rappresentanza del Ministero della Difesa e del Governo, gli assessori alla Memoria storica Jacopo Buffolo e alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, il prefetto Demetrio Martino, il Comandante del Comfoter di Supporto, Gen. di C.A. Massimo Scala, il Comandante della Divisione Acqui, Gen. D. Maurizio Fronda, il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, Claudio Toninel. Intervenute inoltre numerose autorità civili, militari e religiose, locali e nazionali, i labari e le bandiere delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e della Resistenza e i gonfaloni dei Comuni della Provincia di Verona e di altri giunti da tutte le Regioni d’Italia, in particolare quello della città di Firenze e dell’Università degli Studi di Padova, posti accanto a quello di Verona, tutti decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, ai quali si è affiancato anche il Gonfalone del Comune di Vestenanova, unico della provincia di Verona, decorato di Medaglie di Bronzo al Valor Militare.
Per la prima volta purtroppo non erano presenti i reduci e i superstiti della Divisione Acqui, molti dei quali recentemente scomparsi o impossibilitati per l’avanzata età. Presenza importante, invece, quella degli alunni e delle alunne e degli insegnanti e delle insegnanti delle cinque classi terze dell’adiacente istituto S.M. Betteloni, che la scorsa primavera hanno partecipato alla “Corri Acqui”, con la bandiera dell’Istituto.
La storia
Dopo l’8 settembre 1943 il presidio tedesco dell’isola intimò all’Acqui di arrendersi. Il comandante non solo rifiutò la resa, ma il 14 la intimò ai tedeschi. La risposta fu un violento attacco aereo alle postazioni italiane, contro le quali fu sferrata una violenta offensiva di mezzi corazzati da parte dei nazisti.
Pur combattendo con valore, gli italiani – inferiori per armamento e privi di protezione aerea – il 22 chiesero la resa, dopo avere perduto 55 ufficiali e oltre 3.000 militari. I tedeschi, dopo la resa, fucilarono 4.800 soldati e 341 ufficiali, compreso il comandante della divisione. Altri 2.000 militari persero la vita, per l’affondamento della nave, mentre erano trasportati sulla terraferma. I superstiti della divisione si unirono all’ELAS e presero parte alla Resistenza contro i tedeschi.
Secondo lo studio di Silvano Lugoboni, del COMFOTER di Supporto, solo a Cefalonia c’erano ben 471 soldati veronesi, di cui se ne contano 18 fucilati, 14 deceduti, 87 dispersi (5 nel Mar Ionio a causa ffondamento piroscafi), 15 dispersi in prigionia oppure in altre zone della Grecia, Balcania e Germania. 163 le perdite veronesi, 220 I.M.I. (Internati Militari Italiani), 304 rimpatriati, 94 soldati rimasti prigionieri sull’isola di Cefalonia come lavoratori coatti, 30 incorporati nel C.I.L. Sempre secondo l’analisi delle fonti storiche, risultano anche 14 ufficiali veronesi, di cui 4 deceduti, 8 fucilati e 1 disperso sull’isola di Cefalonia. Se ne salvò solo uno.
Il monumento dedicato ai soldati a Verona
Lo storico Monumento fu eretto a Verona nel 1966 dallo scultore, partigiano e poeta Mario Salazzari, in onore dei numerosissimi veronesi appartenenti ai reparti dell’Acqui, oltre all’elevato numero di caduti a Cefalonia e Corfù. Fu inaugurato nello stesso anno, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio, l’onorevole Aldo Moro.
A ricordo degli eroi che perirono in nome della libertà, nel corso della mattinata sono state deposte tre corone d’alloro al monumento dedicato alla Divisione Acqui: la corona del Governo, la corona del Comune e la Corona dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui.
«I conflitti si superano deponendo le armi e dando valore all’incontro e al dialogo. Per fare questo bisogna continuare ad alimentare le positive occasioni di confronto fra le istituzioni – ha esordito il sindaco Damiano Tommasi –. La nostra città quest’anno ha ospitato eventi importanti, che hanno evidenziato quanto il mettersi in relazione sia un elemento fondamentale nella costruzione di ponti che collegano realtà diverse e messa in campo di azioni per evitare di nuovo ciò che sta accadendo in diversi paesi nel mondo. Il cambiamento è possibile a partire dalla creazione di nuovi linguaggi e di scelte che favoriscono la costruzione di relazioni positive fra cittadini e cittadine».
Ad inizio mattinata è stata deposta una ghirlanda di fronte al monumento dedicato al generale Salvatore Pianell, ai giardinetti di viale Piave, in occasione del 142° anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria, per mano del sindaco Giulio Camuzzoni. Siciliano d’origine, Pianell fu il primo comandante del corpo d’armata di Verona dopo la dominazione asburgica. Stabilitosi a Verona nel 1866, riuscì ad evitare che i forti austriaci venissero demoliti, anzi ne favorì la ristrutturazione in modo che potessero essere usati dall’esercito italiano.
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