Verona: ricercato da novembre, trovato in un B&B con 42 grammi di eroina

Qualche giorno fa, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Verona hanno arrestato un uomo gravato da un ordine di esecuzione per la carcerazione, come disposto da provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Verona. Leggi anche: Tregnago, estorti settemila euro a un commerciante: denunciati due truffatori Il 43enne era ricercato dallo scorso novembre…

Qualche giorno fa, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Verona hanno arrestato un uomo gravato da un ordine di esecuzione per la carcerazione, come disposto da provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Verona.

Leggi anche: Tregnago, estorti settemila euro a un commerciante: denunciati due truffatori

Il 43enne era ricercato dallo scorso novembre poiché condannato dal locale Tribunale ad una pena di tre anni e otto mesi di reclusione, oltre che a 6.200 euro di multa per i reati di “detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio” e “resistenza a pubblico ufficiale”.

La scorsa mattina, attorno alle ore 12, nel corso di un quotidiano servizio perlustrativo in città, i militari dell’Arma sono riusciti ad intercettarlo e a fermarlo immediatamente mentre si trovava da solo appena fuori dall’affittacamere in cui stava alloggiando da qualche giorno. Nel corso del controllo, proprio nella sua camera del B&B i Carabinieri hanno poi rinvenuto 42 grammi di eroina, un bilancino di precisione e 840 euro in banconote ritenute provento di pregressa attività illecita. L’uomo, su cui già gravava un ordine di esecuzione per la carcerazione, è stato perciò arrestato in flagranza del reato di “detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio” ed è stato poi tradotto presso il carcere di Montorio, dove dovrà scontare la pena della reclusione e della multa per i precedenti reati per i quali era stato condannato con sentenza dello scorso novembre.

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Da una verifica dei registri dell’affittacamere è inoltre emerso che l’uomo alloggiava presso la struttura clandestinamente, senza cioè aver fornito i propri documenti d’identità all’albergatrice. Quest’ultima è stata dunque denunciata all’autorità giudiziaria.

Si rappresenta, infine, che le misure sono state adottate d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

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