Verona, nido chiuso per maltrattamenti: trovati posti altrove per i bambini
Redazione
Verona risponde con una rete di solidarietà e coordinamento alla chiusura improvvisa dell’asilo nido “Baby Island”, in zona Filippini, avvenuta a seguito di un’indagine per maltrattamenti. Comune di Verona, famiglie e servizi educativi hanno collaborato per costruire in tempi record un nuovo percorso di accoglienza, garantendo ai piccoli una continuità pedagogica in un momento di forte incertezza.
Fin dai primi momenti, l’Amministrazione Comunale e le realtà educative si sono attivate per superare la criticità e rassicurare i genitori. Su suggerimento degli esperti, si è scelto di privilegiare soluzioni che permettessero ai bambini di rimanere insieme in piccoli gruppi, evitando di spezzare i legami relazionali già creati.
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«Se è indubbio che la qualità del sistema educativo cittadino si debba fondare proprio su questo dialogo continuo e sul confronto pedagogico costante tra tutti gli attori coinvolti – dichiara l’assessora alle Politiche scolastiche Elisa La Paglia –, non appare scontata la disponibilità e la partecipazione che invece abbiamo riscontrato e che ci ha permesso di dare una risposta corale alle famiglie».
Diverse realtà cittadine hanno messo a disposizione spazi e personale. Le scuole paritarie “Angelica” del Chievo e “Principessa Jolanda” di Borgo Roma hanno sfruttato le sezioni primavera esistenti, mentre la scuola “Mater Gratia” ha allestito una nuova sezione dedicata.
«Come presidente della scuola Principessa Jolanda – sottolinea Luciano Venturini –, sono orgoglioso di come in poche ore, con il contributo corale del nostro personale, ci siamo proposti come porto sicuro per queste famiglie ferite, assumendo nuovo personale e accogliendo 9 bambini in un percorso pedagogico emergenziale».
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L’operazione è stata supportata da FISM Verona, che coordina decine di scuole e nidi sul territorio. La presidente Luciana Brentegani ha evidenziato l’importanza della sinergia: «Il ruolo di coordinamento attivo svolto dal Comune è stato essenziale per permettere in breve tempo a ogni famiglia di trovare risposte adeguate».
Per i bambini più piccoli sono intervenute le cooperative sociali, tra cui “Azalea“, che ha accolto oggi, 23 marzo, l’ultimo gruppo di iscritti. Tutti i bambini coinvolti hanno completato l’inserimento nelle nuove strutture nell’arco di circa tre settimane.
«Situazioni come questa richiedono una risposta collettiva capace di mettere al centro i bambini e le famiglie – afferma Linda Croce, presidente di Azalea –. È dentro una rete territoriale che sa attivarsi in modo rapido e condiviso che un sistema educativo dimostra davvero la propria forza».
La generosa disponibilità delle strutture individuate ha reso, invece, non necessario l’utilizzo temporaneo di spazi comunali destinati ai futuri asili nido, consentendo così di proseguire con gli interventi già programmati in vista dell’apertura prevista per settembre in zona Navigatori e in zona Sacra Famiglia.
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