Verona in prima linea per l’assistenza alle vittime di reato

Dalla mediazione al sostegno psicologico passando per consulenze sul diritto e anche la possibilità di accesso a luoghi protetti. E’ vasto il ventaglio di quanto cerca di offrire la Rete Dafne Italia per l’assistenza alle vittime di reato. Non è casuale il nome dell’associazione rubato alla mitologia, ovvero a quella Dafne cantata da Ovidio che fuggì l’amore ossessivo di Apollo e si trasformò in alloro, sfuggendo con coraggio il suo destino di vittima prescelta. L’Italia, come risulta da un’indagine dell’Agenzia Europea sui Diritti fondamentali (2015), rimane uno dei pochi Paesi non dotato di una rete nazionale di servizi di assistenza alle vittime. Fondamentale è, dunque, l’impegno dell’associazione  che cerca di diffondere una cultura della vittima fondata sulla necessità del suo riconoscimento. Verona è il primo Comune italiano che ha aderito alla nuova Rete Dafne Italia, costituitasi lo scorso luglio per dare assistenza alle vittime di reato.

L’adesione è arrivata dopo un percorso di avvicinamento: Palazzo Barbieri ha, infatti, avviato già dal 2013 un progetto sperimentale di ascolto delle vittime di reato aprendo uno sportello al piano terra (130 gli utenti che si sono già rivolti, dei quali una sessantina presi in carico per un percorso di effettivo accompagnamento). Una bussola per chi ha patito e sofferto reati di qualunque genere, un punto di ascolto e di orientamento sui servizi offerti dal territorio, attivo tutti i martedì pomeriggio. La decisione di prendere parte alla Rete è l’approdo di un percorso per il Comune scaligero ma è soprattutto un nuovo stimolo per non dimenticare quelle persone che già sono state vittime, e non devono diventarlo di nuovo strozzate da burocrazie o disattenzioni.

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Rete Dafne Italia nasce dalla fusione di Rete Dafne di Torino, Firenze e Sardegna, proprio per promuovere in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale i diritti delle vittime di reato. Obiettivi dell’associazione nazionale sono infatti quelli di formulare linee guida di intervento per tutte le realtà locali che operano in questo ambito; pubblicizzare, diffondere e promuovere i servizi di assistenza per le vittime; rilevare i bisogni formativi degli operatori, favorendone e sostenendone l’erogazione; svolgere attività di supporto per le vittime di reati di particolare e straordinaria gravità; rappresentare l’Italia alla rete Victim Support Europe, che raccoglie 47 organizzazioni operanti in 27 paesi d’Europa.

Hanno già aderito alla rete anche Libra di Mantova, Dike di Milano, Vittime del Salvemini di Casalecchio di Reno, Spondè di Roma, Diesis di Napoli, Telefono Rosa Piemonte, C.R.I.S.I. di Bari e l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

“Questa Amministrazione – ha detto l’assessore all’Anticorruzione Edi Maria Neri – ha voluto inserire, nel programma di mandato, il potenziamento delle politiche di tutela delle vittime di reato, proprio per essere vicina ai propri cittadini, prendendosene cura in tutte le situazioni della vita, comprese quelle più complesse e dolorose. Un sostegno sia alla vittima che ha ricevuto un’offesa che alla comunità, per favorire un percorso di ricucitura dello strappo che il reato provoca nella società”.

Questa mattina, alla presentazione dell’adesione, erano presenti il presidente di Rete Dafne Italia Marco Bouchard, la presidente dell’Associazione scaligera Assistenza Vittime di Reato Annalisa Rebonato e la Garante per la difesa dei diritti delle persone private della libertà personale Margherita Forestan.