Verona: lettera aperta del volontariato ai candidati
La missiva che il CSV, Centro di Servizio per il Volontariato, dopo un confronto con le associazioni attive sul territorio, inoltrata oggi nel giorno della Festa della Repubblica ai sei candidati sindaco, muove dall’esigenza che il volontariato in questa nuova sfida del Terzo settore non arretri, né sia visto come ripiego nell’emergenza, ma diventi invece un partner riconosciuto, capace di collaborare e di rilevare le necessità che cambiano.
È stato quindi importante e significativo raccogliere dalle associazioni una serie di istanze su temi di cura, assistenza, attenzione allo sviluppo sostenibile della città. Sono punti chiave emersi cui fa preciso seguito una serie di quesiti che il mondo del volontariato veronese, attivo e propositivo su questi fronti da un punto di vista privilegiato in quanto testimone della quotidianità, rivolge direttamente ai candidati.
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Domande che potrebbero trovare risposte operative attraverso, ad esempio, tavoli permanenti di confronto e che toccano i temi fondamentali di:
- Rigenerazione urbana, ambientale e housing sociale,
- Urbanizzazione e invecchiamento demografico,
- Salute dei più fragili, dei più deboli e delle minoranze,
- Ospedali e città,
- Disabilità adulta,
- Persone senza fissa dimora,
- Giovani e partecipazione nella società,
- Famiglie e crescita sociale.
La lettera aperta muove dall’esperienza del CSV – che conta 25 anni tondi – di informazione, sensibilizzazione, promozione al volontariato, di formazione e consulenza attraverso le quali ha incontrato molte realtà e istituzioni per cercare di sviluppare progetti di crescita e di innovazione.
La richiesta è in primis quella dunque di mantenere un’attenzione necessaria per il Terzo settore e il volontariato, motori di ripartenza delle comunità dopo gli anni difficili della pandemia e in un’Europa in cui è tornata la drammaticità della guerra.
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«Il buon volontariato, così come la buona politica, dovrebbero essere autentici generatori di “capitale sociale”, bene di cui la nostra città e le nostre comunità hanno tanto bisogno, soprattutto per uscire dagli strascichi di difficoltà, divisioni, povertà, disuguaglianza che ci hanno lasciato due anni di pandemia», riflette il presidente del CSV Roberto Veronese. «Abbiamo scelto questa data significativa per una lettera “volontaria” di chiamata e di stimolo, perché crediamo che il volontariato sia una delle più belle forme di democrazia partecipata, ma anche perché ci piace pensare che impegno politico e impegno volontario abbiano molti punti in comune».
L’agire organizzato all’interno di un’associazione è una grande scuola di democrazia. In questo Verona, con le sue oltre 1000 associazioni operanti, è una città che ha tanti esempi di cittadinanza e partecipazione attiva da portare e da continuare a valorizzare.
«Ci piace pensare – e diventa una richiesta – che un buon sindaco, così come un buon volontario, debba avere le capacità di ascolto, di reale interesse per tutti i suoi cittadini, di assunzione di responsabilità, di impegno e di autenticità e trasparenza nell’operare», si legge tra i passaggi più rilevanti della lettera aperta.
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