Verona, il Consiglio comunale approva le mozioni per “città green” e in difesa dei diritti umani

Ieri sera il Consiglio comunale di Verona si è concentrato su varie mozioni di minoranza e maggioranza. Approvate, in particolare, quelle che impegnano il Comune a investire sulle tecnologie per la salvaguardia dell'ambiente e per l'accoglienza dei difensori dei diritti umani.

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Serata di mozioni per il consiglio comunale di Verona

Dalle tecnologie per l’ambiente ai campi da Padel, il Consiglio comunale di Verona si è riunito ieri per esaminare alcune delle mozioni presentate dai consiglieri negli ultimi mesi. Trattati, nel corso della serata, 4 documenti, dei quali 3 approvati e 1 respinto.

Con 23 voti a favore, e 2 astenuti del Pd, è stata approvata la mozione “Il Comune investa sulla tecnologia per la salvaguardia dell’ambiente” presentata dal consigliere Nicolò Sesso di Fratelli d’Italia. Il documento impegna l’Amministrazione a identificare le aree a rischio, a creare un tavolo di lavoro e a prevedere un bando specifico per sfruttare i vantaggi di bioedilizia, vernici mangia polveri, asfalto mangia smog, giardini verticali.

Con 21 voti a favore, 3 astenuti (1 Lega, 1 Battiti per Verona e 1 Fratelli d’Italia) e 7 contrari (3 Lega, 2 Forza Italia, 1 Fratelli d’Italia e 1 Battiti per Verona), approvata la mozione “Verona “Città in difesa di” per i difensori dei diritti umani“, primo firmatario il capogruppo di Traguardi Tommaso Ferrari. Un impegno ad attivare azioni di appoggio e solidarietà internazionale per proteggere la vita e l’integrità di chi agisce per proteggere i diritti umani in modo non violento. Ad attivare in caso di estrema necessità accoglienza temporanea e a promuovere occasioni di approfondimento.

Respinta, con 19 voti contrari e 6 favorevoli (1 Sinistra in Comune, 3 Pd, 1 Movimento 5 Stelle e 1 Traguardi), la mozione presentata dal capogruppo di Sinistra in Comune Michele BertuccoLa Regione Veneto escluda dal Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali l’impianto di incenerimento di Ca’ del Bue“. Il documento chiedeva a sindaco e Giunta di avanzare tale richiesta alla Regione.

Approvata, con 21 voti a favore e 4 astenuti (1 Sinistra in Comune, 1 Traguardi e 2 Pd), la mozione “Padel, sviluppo e realizzazione impianti“, primo firmatario il consigliere comunale della Lega Nord Andrea Velardi. Il documento impegna l’Amministrazione a individuare e reperire spazi comunali, realizzare uno studio di fattibilità, indire un concorso di progettazione e creare un vademecum per la realizzazione di nuovi campi.

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La mozione sulla salvaguardia dell’ambiente

Ilaria Segala e Nicolò Sesso
Ilaria Segala e Nicolò Sesso

La mozione, che si occupa di bioedilizia, bioarchitettura e salvaguardia dell’ambiente, impegna il Comune di Verona su tre fronti. Il lavoro per “Verona green” parte con la creazione di un tavolo di lavoro, prosegue con lo scouting per identificare le aree a “rischio” su cui intervenire celermente e pianificare azioni di tutela delle risorse naturali ed energetiche. Il lavoro si conclude con un bando specifico per l’investimento pubblico nelle tecnologie ecosostenibili. L’impegno è esteso anche a tutte le partecipate comunali.

«Questa mozione vuole essere un passo concreto per una Verona green e una conferma dell’attenzione di questa amministrazione al tema sostenibilità», afferma il consigliere Sesso, che l’ha presentata. E continua: «Soprattutto in questo periodo storico, grazie alle innovazioni tecnologiche, non ci sono più attenuanti per non porre in primo piano la salvaguardia ambientale, poiché, oltre a una sensibile riduzione dei costi a medio-lungo termine, significa, in primis, difendere la salute delle persone e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ora la priorità è iniziare subito il tavolo di lavoro e lo scouting, per procedere verso la meta».

«Il Paesc è già stato licenziato dal dirigente dell’ambiente e martedì 23 novembre sarà discusso in Giunta per poi essere portato in Commissione Consigliare. È proprio questo il momento per affrontare queste tematiche» dichiara l’assessora Ilaria Segala.

«Il Paesc pone già molte indicazioni, ma sicuramente un tavolo di lavoro congiunto con tutti i consiglieri potrà dare spunti significativi. D’altronde anche il Regolamento Edilizio, approvato in Consiglio Comunale quest’anno, è nella stessa direzione, con importanti agevolazioni a chi migliora dal punto di vista energetico gli edifici e anche a chi mette al primo posto la forestazione e l’aumento della permeabilità del suolo» conclude Segala.

La mozione per i difensori dei diritti umani

Il Consiglio comunale ha approvato la mozione di Traguardi affinché la città di Verona entri nella rete delle città «In difesa di» impegnate a promuovere una cultura dei diritti umani e a stare al fianco di difensore e difensori di diritti umani ed ambientali, tra cui avvocati, docenti, attivisti, leader sociali e giornalisti che, proprio perché pacificamente lottano per le libertà e i diritti fondamentali, affrontano rischi e sono spesso vittime di gravi abusi nel loro Paese.

«La proposta lanciata da Traguardi in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, lo scorso 10 dicembre, era nelle corde della nostra città, accogliente e generosa, dove chi è in pericolo potrà d’ora in poi vivere tranquillo, ma in attività, per un periodo circoscritto della propria vita. Ringrazio i colleghi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che l’hanno appoggiata», afferma Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi. «L’obiettivo di Traguardi è far sì che la città si inserisca in sistemi virtuosi che possano portare all’attivazione di pratiche di eccellenza, e con l’ingresso nella rete In difesa di Verona entra a far parte di una rete nazionale e internazionale riconosciuta come una best practice».

Alla sua stesura e presentazione hanno contribuito il coordinamento nazionale della rete In difesa di e i componenti locali della rete stessa che oggi esprimono soddisfazione. Essere “in difesa di” presuppone una collaborazione con la società civile e una forte sinergia tra reti nazionali e internazionali già presenti sul territorio locale impegnate nella tutela dei diritti e la tutela di soggetti vulnerabili, come le reti CUCS, Manifesto Università inclusiva, Scholar at Risk e Università per la Pace a cui l’ateneo di Verona appartiene.

«Farsi carico della tutela dei diritti umani è un dovere delle città, che sono la struttura statale più vicina al cittadino e in grado di influenzare davvero la realtà di tutti i giorni. Siamo orgogliosi di aver contribuito all’approvazione di questa mozione, pensata in difesa di tutti i colleghi che nel mondo mettono la propria vita in gioco per difendere la giustizia e la libertà. Crediamo davvero che una Verona attenta alla difesa dei diritti umani sia una Verona più forte e proiettata verso un futuro internazionale», commenta Anna Tragni, di Avvocato di strada a Verona.

Alle sue parole fanno eco quelle della Commissione Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati di Verona, che in qualità di membro della Rete in Difesa Di, esprime soddisfazione per l’impegno del Comune nel promuovere la tutela dei diritti umani e quello, strettamente connesso, della tutela dei difensori di tali diritti, che «Per l’Ordine degli Avvocati di Verona rappresenta l’espressione più incisiva della funzione sociale dell’avvocatura, tanto nell’esercizio dell’attività professionale quotidiana, quanto nella necessaria sensibilizzazione dell’opinione pubblica».

«Verona è un nuovo ente locale che assume la responsabilità di supportare e tutelare attivamente chi difende i diritti umani, ed è per noi segno del procedere di un percorso positivo e innovativo sul territorio italiano», evidenzia Selene Greco, referente del gruppo di coordinamento della rete nazionale In difesa di.

«Amnesty International esprime grande soddisfazione per il traguardo raggiunto dal Comune di Verona nella difesa dei diritti umani e di chi li protegge, prerogativa della rete In difesa di», è quanto afferma l’avvocato Silvia Savoia, responsabile del Gruppo Amnesty di Verona. «Grazie alla preziosa e indispensabile collaborazione degli enti locali, è possibile proteggere i diritti dei difensori dei diritti umani e garantire la loro capacità di svolgere le loro attività in un ambiente sicuro. Il loro lavoro è fondamentale per il funzionamento di una società giusta ed equa in cui i diritti di tutti siano rispettati».

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