Verona, entrano in servizio 17 nuovi medici di base (su 213 zone carenti)

SPI CGIL esprime preoccupazione in merito all'emergenza medici di base che sta colpendo la provincia di Verona. Secondo la consigliera regionale Bigon «serve garantire stabilità, prospettiva e qualità della vita lavorativa».

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Foto d'archivio

Sono 92 i medici in tutto il Veneto, di cui 17 nell’Ulss 9 Scaligera, che hanno risposto al primo avviso del 2024 di Azienda Zero per il reperimento di medici di medicina generale nelle aree carenti. Le graduatorie sono state chiuse e approvate il 20 maggio scorso, e i medici incaricati dovevano confermare l’accettazione entro il 4 giugno.

Il bando era rivolto ai medici di ruolo desiderosi di trasferirsi in un altro ambito territoriale, ai diplomati del corso di formazione specifica iscritti alla graduatoria regionale dei medici di base per il 2024, e ai diplomati del 2023 che non hanno terminato il corso in tempo per l’iscrizione alla graduatoria del 2024.

Tra le 17 nuove assegnazioni veronesi si contano:

  • 1 trasferimento,
  • 11 nuovi inserimenti in graduatoria,
  • 5 assegnazioni di diplomati.

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Spi CGIL afferma: «Dopo la fase di accettazione, Azienda Zero aggiornerà il numero delle aree rimaste carenti, che resta elevato. La situazione della medicina di base veronese, con 213 zone carenti registrate ad aprile 2023, non vedrà miglioramenti significativi da questo nuovo bando. Inoltre, come dimostra il caso dei tre nuovi medici di famiglia di Parona, selezionati con la graduatoria di dicembre 2023, possono passare molti mesi dall’assegnazione all’effettiva entrata in servizio. Oltre alle carenze del sistema che non valorizza adeguatamente questa professione, i nuovi medici affrontano difficoltà nel reperire spazi a prezzi adeguati per i propri ambulatori».

«Come pensionati e sindacato, chiediamo con forza l’intervento delle istituzioni per mettere in campo misure che consentano ai nuovi medici di essere immediatamente operativi – dichiara infatti Adriano Filice, Segretario generale Spi Cgil Verona -. Chiediamo l’intervento non solo delle autorità sanitarie, ma anche delle amministrazioni comunali e dei Sindaci, che hanno la responsabilità della salute della comunità. È una vera emergenza e bisogna trovare soluzioni alle problematiche che impediscono l’attivazione immediata dei medici di famiglia».

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Filice sottolinea inoltre la necessità di maggiore attenzione alla condizione sociale delle famiglie: «Le liste d’attesa per visite specialistiche, l’accoglienza nelle case di riposo, la qualità dell’assistenza, la carenza di medici di famiglia, e l’assistenza alle persone non autosufficienti sono le priorità delle famiglie e dovrebbero essere anche le priorità di chi amministra la sanità e le istituzioni locali».

Per quanto riguarda la Continuità assistenziale (ex guardie mediche), CGIL afferma: «Nelle graduatorie pubblicate da Azienda Zero il 20 maggio 2024 risultano solo cinque nuove assegnazioni per tutto il Veneto, nessuna delle quali riguarda l’Ulss 9. Nel nostro territorio, dunque, resta critica anche la situazione delle ex guardie mediche, trasformate in medici “distrettuali” per assistere i pazienti senza medico di famiglia. Al 2 aprile 2024, nell’Ulss 9 risultavano vacanti 114 incarichi da 24 ore settimanali. Con il nuovo bando praticamente deserto per quanto riguarda l’Ulss 9, la situazione sembra destinata a rimanere invariata».

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Bigon: «Serve garantire stabilità, prospettiva e qualità della vita lavorativa»

Esprime preoccupazione anche la consigliera regionale del Partito Democratico Veneto, Anna Maria Bigon. «Anche dopo le nostre sollecitazioni, finalmente è stata garantita alla frazione di Sandrà, a Castelnuovo del Garda, la presenza di un medico di famiglia. Ma lo scenario dell’ovest veronese resta largamente problematico, come emerge dalla risposta alla nostra interrogazione, fornita dalla Giunta regionale».

«L’Azienda ULSS 9 Scaligera ha comunicato che nel 2023 ha richiesto la pubblicazione di un fabbisogno di 25 posti per medici nell’ambito territoriale 2 del Distretto 4 Ovest Veronese, comprendente il Comune di Castelnuovo del Garda e la frazione di Sandrà, su cui è stata presentata l’interrogazione, per questa emergenza e per la situazione più generale. Tuttavia, solo 8 medici hanno accettato l’incarico: 4 hanno iniziato nei comuni di Bardolino, Sona e Sommacampagna, mentre gli altri 4 inizieranno a Garda, Bussolengo, Malcesine e Sommacampagna. Per il 2024, è stata richiesta la copertura di 28 posti nello stesso ambito territoriale, nonostante l’aumento del numero massimo di assistiti per medico da 1500 a 1800, grazie a disposizioni regionali».

Secondo Bigon «serve garantire stabilità, prospettiva e qualità della vita lavorativa ai medici in servizio. Dalla Giunta, attraverso questa risposta, è arrivato l’impegno a riconoscere indennità e compensi aggiuntivi per i medici con carico di lavoro aumentato, ad attivare ulteriori medicine di gruppo, a incrementare le ore settimanali per garantire la copertura dei LEA e ad affidare incarichi temporanei di assistenza primaria con compensi aggiuntivi. Vigileremo su tutti questi impegni».