Verona e la campagna vaccinale, come prosegue?

Il tema del giorno di oggi, lunedì 12 aprile 2021, della redazione di Verona Network è dedicato a fare un punto sulla situazione della campagna vaccinale a Verona e provincia. Intervistati Denise Signorelli, direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera, Guglielmo Frapporti, della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona, ed Elena Di Gregorio dello Spi Cgil Veneto.

Vaccino in fiera - prenotare vaccini covid verona campagna vaccinale
Vaccini in fiera a Verona

Altre 21mila dosi di vaccino somministrate nella giornata di domenica 11 aprile nella nostra regione. Il totale in Veneto arriva a 1.178.496, con 855.318 persone che hanno ricevuto almeno la prima dose e 323.178 che hanno completato il ciclo di vaccinazione.

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Per quanto riguarda gli ultraottantenni, l’84,3% ha ricevuto almeno una dose. Nell’ultima settimana le dosi somministrate in Veneto sono state 190.322, superando le 179mila e 181mila delle due settimane precedenti.

In totale nella provincia di Verona le dosi somministrate sono state 211mila e 638.

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Per fare il punto sulla situazione della campagna vaccinale a Verona e provincia, la redazione di Verona Network ha dedicato a questo il tema del giorno di oggi, lunedì 12 aprile 2021. Ospiti Denise Signorelli, direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera, Guglielmo Frapporti, segretario della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona, ed Elena Di Gregorio dello Spi Cgil Veneto.

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Vaccini, Denise Signorelli (Ulss 9): «Campagna rallentata, ma mai interrotta»

La carenza di vaccini «sta rallentando una macchina che potrebbe fare più del doppio di somministrazioni», spiega la direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera Denise Signorelli.

Denise Signorelli, direttrice sanitaria Ulss 9 Scaligera
Denise Signorelli, direttrice sanitaria Ulss 9 Scaligera

«Abbiamo quindi dovuto rallentare con le prime dosi, per garantire le seconde. Non si interrompe nulla, ma stiamo procedendo più lentamente». Nel Veronese «gli ultraottantenni coperti con almeno una dose sono circa il 78%. Alcuni di questi sono contenuti anche nelle liste dei “soggetti fragili”, quindi contando anche quelli siamo in linea con i dati della Regione Veneto».

Negli scorsi giorni è stata introdotta la nuova piattaforma di prenotazione online. «C’è stata una grande collaborazione con i sindaci del territorio, che in questi giorni contattano e sono vicini alle persone più anziane per aiutarli nella prenotazione. Invito a non scoraggiarsi per chi trova la dicitura “disponibilità esaurita”, perché sblocchiamo le prenotazioni quando siamo sicuri di avere i vaccini disponibili».

Per le persone delle categorie “estremamente vulnerabili” o “legge 104” «possono esserci problemi nel riconoscimento del codice fiscale. Li invito a rivolgersi in settimana ai propri medici, che comunicheranno il codice fiscale del paziente all’Ulss 9, che a sua volta lo comunicherà ad Azienda Zero. Sembra complicato, ma è un meccanismo che stiamo mettendo a punto. Dalla segnalazione bisogna pazientare due o tre giorni» spiega Signorelli.

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Guglielmo Frapporti (Fimmg Verona): «Siamo in attesa delle dosi per vaccinare a domicilio i nostri assistiti»

Il segretario della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona Guglielmo Frapporti
Il segretario della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona Guglielmo Frapporti

Da metà marzo anche i medici di famiglia sono stati coinvolti nella campagna di vaccinazione, in particolare per i pazienti fragili che non si possono muovere da casa «Il 20 per cento circa delle 65mila persone veronesi con più di 80 anni fa molta fatica a spostarsi da casa» spiega il segretario della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona Guglielmo Frapporti.

«A Verona il 92% dei medici di famiglia è disponibile a vaccinare a domicilio i propri assistiti. Siamo in attesa dei vaccini: dobbiamo avere dall’Ulss la certezza di quali e quanti vaccini, quando e come andarli a ritirare. Attendiamo a breve queste informazioni» aggiunge Frapporti. «Quella dei vaccini è la domanda più frequente che riceviamo dai nostri assistiti».

«In Veneto siamo in ritardo per la partecipazione alla campagna vaccinale come medici di famiglia. I colleghi di altre regioni hanno cominciato già a gennaio».

Frapporti testimonia così la buona volontà dei medici di famiglia: «Capita che un medico si faccia 30 o 40 chilometri per andare a prendere un paio di dosi Pfizer in uno degli hub provinciali. Se non è buona volontà questa!».

Elena Di Gregorio (Spi Cgil Veneto): «In Veneto incapacità organizzativa e mancata attenzione verso gli anziani»

I sindacati dei pensionati del Veneto negli scorsi giorni avevano denunciato una «mancanza di rispetto verso gli anziani», per quanto riguarda la campagna vaccinale. La segretaria dello Spi Cgil Veneto Elena Di Gregorio aggiunge: «Vero che mancano le dosi, ma nella nostra regione ci misuriamo anche con difficoltà dovute a incapacità organizzativa e mancanza di attenzione alla popolazione più anziana e fragile. Ogni Ulss si organizza in modo diverso e non ci sono linee chiare a livello regionale».

«Adesso bisogna mettere in campo la vaccinazione a domicilio, ma stenta a partire e ci sono differenze fra le Ulss» rimarca Di Gregorio. «Errore fondamentale della Regione Veneto è stato iniziare con gli ottantenni, ovvero i più “giovani” della fascia più anziana, lasciando ancora scoperti i più fragili. Bisognava iniziare davvero dai più anziani».

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