Verona discute sull’adesione alla “Rete Ready”

L'adesione del Comune di Verona alla "Rete Ready" aveva fatto discutere – anche in modo aspro – durante la campagna elettorale. Oggi il tema arriva in consiglio comunale, e il dibattito continua.

Verona Pride 2022 tommasi
Il sindaco Damiano Tommasi al Verona Pride 2022

La giunta del Comune di Verona, già negli scorsi giorni, aveva esaminato il testo che impegna l’Amministrazione ad attuare politiche di inclusione, contro discriminazioni di vario tipo, aderendo alla “Rete Ready“, e deciso di sottoporre il tema al Consiglio comunale.

L’adesione alla rete RE.A.DY e la sottoscrizione della carta di intenti sono state messe all’ordine del giorno del consiglio comunale di oggi, convocato per le 17.30 in Sala Gozzi di Palazzo Barbieri. Ieri mattina invece il passaggio in Commissione consiliare Prima, dove è stata licenziata per la discussione in consiglio con 7 voti favorevoli e 3 contrari.

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Rete RE.A.DY

La Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.

Qui il sito della Rete Ready.

L’assessore alle Pari opportunità Jacopo Buffolo ha spiegato così la decisione di aderire: «Attualmente quasi tutte le grandi città, a prescindere dai colori delle giunte che le amministrano, fanno parte della Rete Ready. Troviamo le amministrazioni delle città vicine Vicenza, Padova, Brescia, Mantova, Trento ma anche Milano, Torino, Roma, Napoli, Bologna e Genova».

«L’adesione di Verona vuole essere una prima risposta concreta alle domande dei tanti e tante che cercano sostegno, ascolto, accoglienza e supporto, e che purtroppo oggi sono più invisibili di altre» aveva aggiunto Buffolo.

Jacopo Buffolo
Jacopo Buffolo

Il dibattito in campagna elettorale

L’adesione alla Rete Ready, inserita nel programma della coalizione di Damiano Tommasi in campagna elettorale, fu oggetto di aspre critiche da parte della coalizione a sostegno di Federico Sboarina.

In un testo diffuso a pochi giorni dal ballottaggio, le liste alleate dell’ex sindaco scrivevano: «Guardiamo con preoccupazione la proposta contenuta nel programma del candidato sindaco Tommasi, al punto 2.8: ovvero, l’adesione del Comune di Verona alla carta RE.A.DY, dove si impegna a – e citiamo – “promuovere la condivisione e l’interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei diritti umani e alla promozione di una cultura sociale…”, ma, nella realtà e nelle Amministrazioni locali in cui è già operativa, questa proposta ha uno scopo principalmente diseducativo, ossia promuovere l’ideologia gender all’interno delle strutture educative per i bambini».

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Le critiche dei consiglieri comunali

Il consigliere Marco Padovani, di Fratelli d’Italia, durante l’incontro della Commissione consiliare Prima, ha chiesto ulteriori chiarimenti e la possibilità di rimandare a data successiva a quella odierna il passaggio in consiglio comunale.

Il consigliere di Battiti Rosario Russo ha dichiarato: «Contrastare la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale è un intento meritorio, purché i singoli progetti attuativi della Carta d’intenti non vadano ad impattare sulla sfera sensibile dei minori di età e sulla loro educazione, che è diritto intangibile dei genitori ai sensi dell’art. 30 della Costituzione. Ciò tuttavia deve avvenire nel contesto più ampio della lotta a tutte le forme di discriminazione, tenendo conto della proporzione e gravità dei rispettivi fenomeni».

Continua Russo: «I casi di femminicidio, di bullismo e di violenza psicologica per motivi diversi dall’orientamento sessuale sono incomparabilmente maggiori per quantità e gravità delle conseguenze. Ci sono emergenze ben più importanti, per questo non si comprende perché l’Amministrazione voglia esordire con questo focus monotematico. L’omofobia è una, e non la più grave, delle varie fattispecie di discriminazione».

Rosario Russo
Rosario Russo

L’ex sindaco Federico Sboarina (consigliere del gruppo Battiti), sui social, ha scritto: «Per questa Amministrazione le difficoltà economiche di imprese e cittadini possono aspettare. Per noi no».

Anche Patrizia Bisinella (Fare con Flavio Tosi) ha criticato le tempistiche dell’Amministrazione nel portare in consiglio il documento in questione.

Qui il video dell’ultima riunione della Commissione consiliare Prima.

Soddisfazione dal comitato Verona Pride

«Il comitato Pride di Verona accoglie con grande soddisfazione la volontà del Comune di aderire alla rete RE.A.DY, convinto che questo sia un primo passo necessario per contrastare le discriminazioni che combatte intersezionalmente da tempo. Il comitato Pride, come già comunicato negli incontri tenuti in questi mesi, è a disposizione del Comune per collaborare attivamente alla realizzazione di quelle buone pratiche proposte dalla rete RE.A.DY e implementate con buoni risultati in molte altre città italiane».

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