Bivacchi sul Liston: scontro politico sul decoro del centro di Verona

Quello della presenza di persone senza fissa dimora, accattoni, persone che bivaccano e che talvolta infastidiscono passanti ed esercenti sul Liston, è un fenomeno che si trascina da anni. I titoli dei giornali tornano puntualmente a segnalare un problema che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito politico. Anche per altri punti della città. Degrado…

Quello della presenza di persone senza fissa dimora, accattoni, persone che bivaccano e che talvolta infastidiscono passanti ed esercenti sul Liston, è un fenomeno che si trascina da anni. I titoli dei giornali tornano puntualmente a segnalare un problema che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito politico. Anche per altri punti della città.

Degrado e bivacchi sul Liston la prima replica dell’amministrazione

Per quanto riguarda il centro, in seguito alle segnalazioni degli scorsi giorni, l’amministrazione Tommasi ha dichiarato in una nota che il tema lo «sta affrontando con tutte le risorse a disposizione, consapevole che un vero cambio di passo si potrà avere solo quando Verona sarà riconosciuta come Città metropolitana, uno status che garantisce maggiori risorse e strumenti alle Forze dell’Ordine e per ottenere il quale l’Amministrazione ha chiesto l’intervento dei parlamentari veronesi».

Sul fronte segnalazioni dei titolari di negozi e locali del Liston, l’Amministrazione «incontrerà gli esercenti nei prossimi giorni e rassicura i cittadini sul fatto che si tratta di un fenomeno di cui non solo l’Amministrazione è a conoscenza ma per il quale sta investendo tutte le risorse a disposizione, sia sul fronte della sicurezza che su quello sociale. Perché riguarda soggetti che sono prima di tutto persone, molte delle quali con storie drammatiche alle spalle, per le quali anche i servizi sociali del Comune talvolta riescono a fare poco».

Stefania Zivelonghi
Stefania Zivelonghi, assessora alla Sicurezza di Verona

Le accuse dell’opposizione

Dice il consigliere regionale e comunale di Forza Italia Alberto Bozza: «Le dichiarazioni della Giunta Tommasi in risposta alla denuncia degli esercenti lungo il Liston e Piazza Bra dimostrano ancora una volta come questa amministrazione non abbia idea di come gestire il degrado vergognoso al quale veronesi e turisti sono costretti ad assistere giorno e notte in piena stagione turistica e lirica».

«Non possiamo accettare – prosegue Bozza – che la nostra città, il centro storico, le strade, i marciapiedi, i giardini, si presentino in uno stato di degrado estremo come quello di oggi. Non possiamo pensare che per chi decide di occupare in maniera inadeguata spazi pubblici di giorno e di notte a scapito di tutti possano trovare le giustificazioni addotte oggi da esponenti della Giunta Tommasi».

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Alberto Bozza
Alberto Bozza

«C’è molta preoccupazione non solo per i residenti, ma anche per coloro che hanno attività commerciali e turistiche», gli fa eco il consigliere comunale azzurro del gruppo Misto Luigi Pisa.

Continua Bozza: «A Verona servono decoro, pulizia e sicurezza. Servono politiche adeguate e presìdi del territorio, che consentano di riportare Verona a città modello come in passato. Ma c’è invece chi parla di ‘inclusione’, o pensa a palliativi senza sostanza come il ‘controllo di vicinato’ o scaricando le proprie responsabilità appellandosi ai parlamentari. Chi vive sotto i portici del Liston e che usa quegli spazi come dormitori e bagni a cielo aperto deve essere condotto nei centri appositi, se si tratta di casi socialmente disagiati. Lo si faccia con gli strumenti che oggi ci sono e che sono tutti nella piena facoltà del Sindaco e dell’amministrazione. Basta scuse si agisca».

Il deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani dichiara: «Tommasi prenda posizione ora che è al comando della città, basta con le giustificazioni su tutto. Finora abbiamo assistito solamente all’aumento dei lavavetri e dei bivacchi ovunque».

Sulla richiesta di intervento da parte dei parlamentari, Padovani replica: «Che il Comune faccia la propria parte. I parlamentari stanno già lavorando col Governo per prendere provvedimenti seri a livello nazionale al fine di aumentare le sanzioni, perfezionare, migliorare e legittimare, mediante il conferimento di maggiori strumenti, l’attività della Polizia». E aggiunge: «L’amministrazione Tommasi, che in questo momento è al comando della città da più di un anno, non ha ancora intrapreso azioni forti, come invece fatto in passato. Negli ultimi decenni le Giunte di centrodestra si sono sempre occupate della sicurezza attuando azioni repressive e preventive nei confronti di coloro i quali delinquono e creano situazioni di disagio in centro e nei quartieri».

«Il bilancio – sentenzia Padovani – è sotto gli occhi di tutti ed evidenzia come siano aumentati ovunque i lavavetri e i bivacchi. Non è solo una questione di città metropolitana. Devono essere usati tutti gli strumenti per supportare l’attività della Polizia locale e attuare un’azione costante, solo così si potranno controllare queste situazioni».

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Marco Padovani
Marco Padovani

Cosa rivendica l’Amministrazione

Nelle ultime settimane gli agenti della Polizia locale sono stati dispiegati per un massiccio controllo e presidio del territorio. Lo testimoniano i numeri degli interventi della Polizia locale in zona piazza Bra e Liston. In soli quattro giorni, da venerdì 30 giugno a lunedì 3 luglio, sono stati ben 48 i verbali notificati per accattonaggio a cittadini rumeni, bulgari, croati e a un italiano, tutti soggetti già sanzionati anche centinaia di volte, che non rispettano il Daspo urbano e che non solo non pagano i verbali ma iniziano a opporre resistenza e a non voler abbandonare i luoghi dove maggiormente raccolgono soldi dai turisti.

Alcuni soggetti fanno parte di una vera e propria organizzazione che sfrutta donne che girano per il centro, mentre altri fanno finta di essere sordomute e tentano anche di rubare portafogli e orologi, distraendo il turista, con firme per false associazioni. Sono stati sequestrati 80 euro quale proventi dell’accattonaggio, 12 cartelli e due pappagalli che venivano messi in mostra in violazione delle norme sulla tutela degli animali. Sono stati sequestrati vestiti, caschi e riproduzione di armi a due figuranti centurioni, sanzionati decine di volte, senza che cambiassero il proprio atteggiamento. Per 23 cittadini è scattata la sanzione per bivacco, con obbligo di rimuovere coperte ed altro materiale. Nell’ambito dei controlli cittadini sempre in 4 giorni sono stati sequestrati 380 gr di hashish, tra la zona della stazione, Pradaval, delle ex officine ferroviarie. Sono state identificate 572 persone, 1899 veicoli controllati tramite la piattaforma informatica Giano, in particolare nella zona di Veronetta dove continua il presidio della Polizia Locale.

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Non meno importante l’impegno sul fronte sociale, con una serie di servizi e attività che fanno di Verona la prima città del Veneto in tema di accoglienza. Da circa due settimane è attivo il Pronto Intervento Sociale (PIS), un servizio sperimentale avviato da Comune con i suoi Servizi sociali, le Forze dell’Ordine e gli enti del territori per dare sostegno immediato e tempestivo ad emergenze e urgenze di carattere sociale che di fatto prevede una pronta risposta telefonica continuativa alle Forze dell’Ordine in orario di chiusura dei servizi pubblici, 365 giorni l’anno. L’Unità di strada è operativa tutte le notti per cercare di aggiungere e agganciare senza tetto e perone che vivono ai margini della società affinché usufruiscano dei posti letto a disposizione nelle strutture di accoglienza del Comune.

Il Comune di Verona è l’unico, insieme a Bosco Chiesanuova e Fumane a offrire, con cento posti letto, il cosiddetto servizio di seconda accoglienza per cittadini profughi e migranti. È inoltre in fase di definizione il bando per assegnare il servizio diurno all’interno del dormitorio Camploy, da poco riqualificato, che diventerà anche durante il giorno punto di riferimento per persone senza fissa dimora o che si trovano in particolari situazioni di disagio e difficoltà.

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«Rassicuriamo i cittadini sul fatto che il fenomeno in questione non solo ci è noto ma è anche oggetto di misure specifiche e i numeri degli interventi effettuati negli ultimi giorni rendono bene l’idea dell’intensità dell’azione della Polizia locale oltre che della necessità di essere presenti – spiega l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi -. Si tratta di una situazione annosa, un problema che ha interessato anche le amministrazioni precedenti come dimostrano i titoli della stampa locale degli anni passati. Un tema nei confronti del quale è legittimo l’interesse dei cittadini e che l’Amministrazione sta affrontando con tutti i mezzi a disposizione, da quelli più propriamente di competenza dell’assessorato alla Sicurezza a quelli a disposizione dei Servizi sociali. Tuttavia l’efficacia delle azioni è proporzionale agli strumenti che abbiamo a disposizione, ecco perché un vero cambio di passo si potrà avere quando a Verona verrà riconosciuto lo status di città metropolitana con la conseguenza di poter avere importanti risorse aggiuntive in termini di Forze dell’Ordine, un percorso per il quale abbiamo già avviato un dialogo con i parlamentari veronesi affinchè si attivino a loro volta con il Governo e i Ministeri competenti. L’incontro con i titolari di negozi e locali del Liston è già in programma, l’uscita del tema sulla stampa ci da’ l’occasione per rassicurare i cittadini, stiamo facendo tutto il possibile per arginare il problema».

«Più l’accoglienza è diffusa più è sostenibile per tutti – ha detto l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni -. Un risultato che si raggiunge con il coordinamento tra tutti i soggetti interessati e un coinvolgimento corale. Nonostante l’accoglienza sia un fiore all’occhiello dei nostri Servizi sociali, abbiamo implementato le attività a sostegno di senza tetto e soggetti disagiati. Penso al Pronto intervento sociale ma anche all’Unità di Strada che opera di notte per cercare un aggancio con persone bisognose, che prima di essere stranieri, rifugiati o senza tetto sono anzi tutto persone, spesso con storie drammatiche alle spalle. E in quanto persone libere, possono anche scegliere di non farsi aiutare».

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Luisa Ceni
L’assessora ai Tributi Luisa Ceni
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