Verona corre verso l’alta velocità. Intanto si discute sui cantieri

Treni ad alta velocità: proseguono i lavori sulla tratta Verona-Vicenza, mentre si avvicina la progettazione definitiva dell'ingresso in città della linea del Brennero. Il Pd però punta il dito sulla gestione dei cantieri e degli espropri.

Alta velocità Verona-Padova - cantieri lavori tav
Cantieri dell'alta velocità sulla linea Verona-Padova

Presto il progetto definitivo per l’ingresso a Verona della nuova linea AV/AC del Brennero

Si avvicina il momento in cui saranno pronti per Verona i progetti definitivi per l’ingresso nord della linea ferroviaria alta velocità/alta capacità Verona-Brennero. Il Progetto di fattibilità tecnico-economica, a cura di Rete Ferroviaria Italiana e Italferr, dovrebbe essere pronto per febbraio. Lo ha annunciato ieri l’assessora alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala.

Ilaria segala
Ilaria Segala

«L’Alta velocità del Brennero se ne parla da anni, ma non si è mai arrivati così avanti nelle fasi di progettazione. Nell’ultimo periodo, in particolare, le tempistiche si sono accelerate e da parte di RFI c’è la volontà di giungere presto alla conclusione delle fasi riguardanti lo sviluppo progettuale. L’importanza dell’opera in questione non si discute, per Verona questi lavori sono imprescindibili» ha sottolineato Segala.

L’intervento prevede il quadruplicamento dell’attuale linea ferroviaria Verona-Brennero. Ciò, a partire dalla fine dell’abitato di Pescantina fino al bivio di San Massimo in territorio veronese per circa nove chilometri.

In parallelo, nei mesi scorsi i tecnici di Comune e RFI si sono incontrati anche per definire il Masterplan degli interventi di riqualificazione superficiale lungo la linea ferroviaria Verona-Brennero. Quest’ultima verrà dismessa e lasciata libera dai binari, in quanto sono previste due tratte interrate a San Massimo e Parona. Gli incontri non hanno mai riguardato il tracciato, che era già stato definito tra Comune e RFI nel primo decennio del 2000 e sottoscritto nel protocollo d’intesa del 2013.

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Già avanzati i cantieri dell’alta velocità sulla Verona-Vicenza

Guardando invece all’asse ovest-est, i primi due lotti di alta velocità che uniranno Verona e Padova sono già a uno stadio avanzato. Il primo, lungo 44,2 chilometri, da Verona a Vicenza, è stato approvato in via definitiva nel 2018, con l’inizio dei lavori al 6 agosto del 2020. Il secondo, lungo 6,2 chilometri, all’interno del quale rientra l’attraversamento di Vicenza, prevede la consegna del progetto definitivo nei primi giorni di gennaio e l’inizio dei lavori entro l’estate del 2022.

Con tracciato di complessivi 76,5 chilometri, la Verona-Padova attraversa il territorio delle provincie di Verona, Vicenza e Padova e fa parte della trasversale est-ovest Torino-Milano-Venezia. Il progetto complessivo attraversa 22 comuni e si articola in tre lotti funzionali.

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Il primo lotto, la tratta Verona-Bivio di Vicenza, è in corso di realizzazione da parte del Consorzio Iricav Due, costituito per circa l’83% dal Gruppo Webuild e per il 17% da Hitachi Rails STS. Ad oggi sono circa 320 le imprese fornitrici coinvolte nella realizzazione, mentre la forza lavoro impegnata, tra diretti e indotto, raggiungerà le 4mila persone.

Alta velocità Verona-Padova INFOGRAFICA

Le criticità legate ai cantieri secondo il Pd

Proprio sui cantieri dell’alta velocità nella zona est di Verona si sono concentrate le attenzioni del consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Vallani. «Al di là dell’accelerata sui lavori della Tav grazie ai fondi Pnrr, qui ad Est di Verona, luogo di cantiere, c’è tuttavia preoccupazione per il silenzio dell’amministrazione comunale sull’argomento. Preoccupa la situazione viabilistica che sarà pesantemente modificata dai cantieri» dice Vallani.

Di seguito i punti critici secondo il Pd.

Sottopasso Porto San Pancrazio-via Porto San Michele

«I lavori per l’allungamento del sottopasso di via Porto San Michele dovranno considerare la difficile situazione viabilistica del Porto San Pancrazio e quindi prevedere l’avvio dei lavori in contemporanea con la limitazione al traffico di via Unità d’Italia con via del Capitel. Inoltre si fa presente che via Galilei è una strada a doppio senso, ma molto stretta su cui è impossibile eliminare la sosta su strada e per questo motivo difficilmente utilizzabile dai mezzi pesanti».

Lavori su via Unità d’Italia-via del Capitel

«Propedeutica all’esecuzione di questi lavori, l’amministrazione Comunale di Verona dovrebbe provvedere a realizzare in tempo la rotatoria prevista con l’iniziativa del piano degli interventi per la realizzazione di un supermercato, su Corso Venezia con via Quattro Stagioni, al fine di consentire a chi deve andare in Borgo Trieste un’alternativa all’asse di via Unità d’Italia-via del Capitel dove non sarà più consentita la svolta a sinistra e verranno ridotte le corsie».

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Sottopasso Bernini Buri

Alta velocità Verona-Padova - cantieri lavori tav
Cantieri dell’alta velocità sulla linea Verona-Padova

«Dovranno essere ridotti i tempi della eventuale chiusura, attualmente individuati in 5 mesi, cercando la soluzione migliore che possa consentire i sensi unici alternati da semaforo durante la maggior parte del tempo dei lavori previsti. Inoltre chiediamo che non vengano svolti in contemporanea i lavori su via Serenelli che deve rimanere libera fino a quando non saranno conclusi i lavori del sottopasso».

«La vecchi strada, dalla chiesa di San Rocco, può essere utilizzata solo in un senso di marcia ovvero da San Michele verso Molini e non viceversa e non ha le caratteristiche idonee per essere definita come deviazione a doppio senso di marcia».

«Ricordiamo che questo sottopasso rappresenta la via più idonea per circa 2.500 residenti, attività economiche e aziende del territorio per raggiungere il quartiere e la Città. È inoltre l’accesso idoneo utilizzato dal trasporto pubblico. Per il periodo di necessaria chiusura, dovrà essere garantito il trasporto pubblico per gli studenti e lavoratori».

Via Serenelli

«I lavori di via Serenelli, luogo in cui vi è grande convento delle Sorelle della Misericordia che è anche luogo ospedaliero e casa di riposo, devono svolgersi solo quanto terminati quelli relativi al sottopasso di via Bernini Buri e con la conclusione dell’allargamento di via Pontara Sandri verso Case Nuove e anche dei lavori relativi al collegamento con la rotatoria di Verona Est prima del raccordo autostradale. Questo consentirebbe comunque di poter usufruire di una nuova viabilità a supplire delle temporanea chiusura di via Serenelli. Non può essere via Fiorane l’alternativa. Una strada di campagna, larga meno di 3 metri, con curve a gomito, non può essere una valida soluzione».

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Le richieste e il “Garante dei cittadini”

Stefano Vallani
Stefano Vallani

L’appello di Vallani: «Chiediamo con urgenza all’Amministrazione Comunale, e quindi agli assessorati alla mobilità e ai lavori pubblici che si attivino fin d’ora con i funzionari e i tecnici per affrontare gli studi viabilistici e di coordinamento dei futuri interventi dei lavori perché è necessario quanto prima agire con una dettagliata programmazione ed evitare ogni improvvisazione che può invece creare solo disagio al cittadino. Nel frattempo rimaniamo ancora in attesa di conoscere, nel dettaglio, il nodo Verona (da Porta Nuova a Porta Vescovo) del quale ancora non si hanno le progettazioni definitive».

Intanto, con la definizione a febbraio del progetto di fattibilità tecnico-economica, il Comune di Verona fa sapere che procederà all’individuazione del “Garante dei cittadini”. Si tratta di una figura a disposizione dei cittadini, che manterrà aperto il dialogo su qualsiasi problema o richiesta di informazione. Sarà attivata una mail dedicata a cui i cittadini potranno rivolgersi per qualsiasi domanda.

Su questa proposta Vallani è lapidario: «i cittadini non hanno bisogno del “garante dei cittadini”, ma cosa più importante sarebbe affrontare con velocità i problemi e prepararsi per tempo a dare le risposte che gli stessi cittadini attendono».

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Critiche dal Pd anche sugli espropri nella tratta Verona-Pescantina

vincenzo d'arienzo
Vincenzo D’Arienzo. Foto d’archivio.

Altri due esponenti del Pd, il senatore Vincenzo D’Arienzo e il capogruppo in consiglio comunale a Verona Federico Benini, si sono invece concentrati sulla questione degli espropri nella zona a ovest della città. «I continui annunci dell’Assessore Segala sul percorso TAV Verona-Pescantina (IV lotto funzionale della TAV Verona-Brennero) sono un’inutile ripetizione di quanto già conosciamo… dal 2013» scrivono in un comunicato diffuso questa mattina.

«Nulla, però, è stato ancora detto sugli espropriandi. Pare che saranno interpellati solo da febbraio prossimo. La verità, però, è che il Comune di Verona è dal 2018 che conosce bene quali sono gli immobili da espropriare, perché le schede tecniche del progetto preliminare presentato quell’anno contengono i terreni e gli immobili che saranno oggetto di espropri».

Continuano D’Arienzo e Benini: «È necessario che il Comune si assuma la responsabilità di avviare subito un tavolo con le ferrovie per regolare con un accordo di programma i rapporti patrimoniali in gioco e volgerli a beneficio della comunità, in modo da non lasciare da soli i veronesi coinvolti dagli espropri».

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