Verona città metropolitana, FDI al lavoro per la legge istitutiva

Stamane sono intervenuti in conferenza stampa a Montecitorio gli onorevoli Maschio, Mazzi, Padovani e Morgante. «Da qui inizia il percorso» dichiarano.

Padovani, Mazzi, Maschio e Morgante

«Nei giorni scorsi, anche dall’Assemblea di Confindustria, è stata riproposta l’idea di Verona città metropolitana. Ci fa piacere, perché è un tema su cui sotto traccia siamo al lavoro da tempo». Così l’on. di Fratelli d’Italia Ciro Maschio intervenuto stamane nella sala stampa di Montecitorio assieme al Sottosegretario Gianmarco Mazzi e agli onorevoli Marco Padovani e Maddalena Morgante.

«Come è noto, la città metropolitana va istituita con legge ordinaria, quindi la parola tocca al Parlamento. Per questo da inizio legislatura abbiamo lavorato ad una proposta di legge di iniziativa parlamentare che abbiamo depositato a prima firma proprio dell’on. Ciro Maschio sottoscritta dai deputati veronesi. – proseguono i parlamentari – Su questa base si aprirà un confronto con le altre forze politiche per vedere se c’è la condivisione necessaria. Proporremo di portarla avanti come proposta di legge autonoma o di collocarla nell’ambito delle riforme degli enti locali in esame».

«Sicuramente Verona città e Provincia ha tutte le carte in regola, per popolazione, infrastrutture, urbanistica, economia, turismo, cultura, etc., per ambire a raggiungere questo status e cogliere le potenzialità di crescita e di migliore utilizzo delle risorse che questo puó portare al territorio. Noi ci siamo, con un atto parlamentare concreto depositato alla Camera. Da qui inizia il percorso» conclude la nota di FDI.

Le parole di Maschio e Mazzi

La nota dell’Ordine degli Architetti di Verona

«Verona deve essere città metropolitana perché le potenzialità ci sono tutte. Ci sono, però dei nodi da risolvere, a partire dal chiarire le idee su quale deve essere lo sviluppo futuro della città, idee che vanno condivise con tutti coloro che la città la vivono e la progettano, a partire dagli Ordini professionali. Traffico e mobilità, densità ed espansione urbana, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio culturale: sono i cinque punti del manifesto degli Architetti di Verona per i 100 anni che l’Ordine compie quest’anno. Cinque punti per una città inclusiva, smart, il più possibile a misura d’uomo, dove i cittadini possano muoversi liberamente con i mezzi pubblici il più possibile, e quindi tornare ad avere un’idea della città di prossimità.

Entrando nel dettaglio, partiamo dal centro storico: si sta svuotando, occorre dare una direzione chiara agli interventi per la ripopolazione, nel rispetto delle attività commerciali e dando un indirizzo ai numerosi contenitori pubblici che ora non sono adeguatamente valorizzati. L’80% del patrimonio veronese è vincolato. Occorre cercare di valorizzarlo favorendo l’intervento in sinergia con i privati perché il pubblico da solo non ce la può fare. Veniamo a Verona Sud, per la quale serve un concorso di progettazione che includa anche l’area della stazione per completare il lavoro fatto fino ad ora. Per gli spazi verdi, va ridisegnato totalmente il parco delle Mura e messo in relazione con le altre aree verdi per una maggiore fruibilità.

Quanto al traffico, Verona sta facendo un passaggio importante: la tranvia sta diventando realtà e speriamo che ad essa si abbinino parcheggi scambiatori che possano diminuire il traffico che attanaglia la città. Per diminuire il traffico vanno fatte anche scelte impopolari come quella di allargare la ztl in determinate fasce orarie».

Matteo Faustini, neopresidente dell'Ordine degli Architetti di Verona
Matteo Faustini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona

Il commento di Traguardi

La città metropolitana è una grande occasione per Verona, uno straordinario vettore di attrattività che si aggiungerebbe a università, fiera, policlinico universitario, interporto, elementi che insieme alla sua storia e tradizione già ne fanno un polo turistico e culturale d’eccellenza.

Ma oltre a darle un riconoscimento che in qualche modo le spetta, in quanto capoluogo più popoloso del Veneto, fulcro di una delle aree più produttive d’Italia e d’Europa, lo status di città metropolitana consentirebbe a Verona di attuare una gestione integrata e più efficace di tanti aspetti che riguardano il governo del territorio nel suo complesso, dai trasporti e la mobilità, ai rifiuti e l’energia, passando per ambiente, infrastrutture, relazioni con le imprese e il terzo settore, dando grandi opportunità anche ai Comuni vicini. Sarebbe inoltre lo strumento per dotare la città di risorse economiche e poteri che aumenterebbero esponenzialmente la capacità d’azione dell’Amministrazione, anche grazie a un rafforzamento del personale.

Verona è già di per sé un capoluogo dentro l’area del Garda e come città metropolitana può diventare un punto di riferimento ancora più importante grazie anche al dialogo con le città vicine come Mantova, Vicenza, Trento e Brescia. Auspichiamo che la città sappia fare rete a tutti i livelli, unendo le forze della politica e dell’economia, per raggiungere questo importante risultato.