Verona città anziana? Bianchini: «In linea con i dati nazionali»

L'assessore ai servizi demografici del comune di Verona, Stefano Bianchini, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare della fotografia realizzata dal comune scaligero sui dati che riguardano l'età media dei cittadini.

Il 16 febbraio il sindaco Federico Sboarina ha presentato i dati demografici del 2020, sottolineando, oltre all’incremento dei decessi, che Verona è la città più popolosa del Veneto. Tuttavia l’età media delle circoscrizioni è varia: al 31 dicembre 2020 l’età media dei residenti è di 47,1 anni, i cittadini dai 65 anni sono 65.636 e rappresentano il 25,4% della popolazione totale; quelli di 80 anni sono 19.053, pari al 7,4% del totale. Il quartiere più giovane è emerso essere Veronetta, dove i residenti hanno un’età media di 55 anni, mentre il quartiere più anziano è Avesa, con un’età media di 62,2 anni. A parlarci di questi dati e ad approfondirli è stato l’assessore ai Servizi demografici, Stefano Bianchini.

Che fotografia emerge di Verona dai dati presentati dal comune?

«Nonostante il Covid e questo anno tragico, la città ha retto: la popolazione è di 258.688 persone, con un -0,45%. A differenza delle grandi città, Verona è una città ancora attrattiva. Purtroppo i nati sono solamente 1.741, a differenza dei morti, che sono aumentati del 26,6%. Una cosa da notare, parlando con AGEC e onoranze funebri, è che il mese di gennaio registrerà ancora un picco, mentre a febbraio i decessi sono diminuiti. È una fotografia che testimonia che Verona è ancora attrattiva: per quanto riguarda la cittadinanza straniera la Romania e lo Sri Lanka sono in testa, ma c’è una discrepanza tra maschi e femmine. Altro dato importante è che i nuovi nati stranieri, sui 1.741 totali, sono 506, quindi uno su tre. Un dato interessante è che il 51,6% nasce in città, mentre tanti nascono in ospedali fuori città, come Negrar, Peschiera, San Bonifacio. Un ultimo dato che posso dare è che anche nelle nascite straniere, si sta dimostrando una propensione nel dare nomi italiani, che è un passo avanti nell’integrazione per la nostra città».

Perché c’è questo squilibrio importante tra i quartiere di Avesa e Veronetta?

«Sicuramente per i costi degli appartamenti. Nel centro storico il costo di un appartamento non se lo può permettere una coppia giovane, mentre chi è proprietario resta lì. Quindi quando cominciamo a uscire dal centro storico, in quartieri come Borgo Roma, Veronetta, Santa Lucia, l’età media è più bassa perchè gli appartamenti costano meno, sono più vivibili».

Secondo lei Verona è una città anziana?

«Verona non è una città anziana, siamo in linea con i dati nazionali. Ci si sposa sempre di meno: i matrimoni quest’anno sono 500 di cui 280 in meno rispetto al 2019. C’è da dire che c’è stato il Covid, ma siamo al minimo storico per i matrimoni fatti in chiesa, che sono un terzo di quelli civili. Il fatto poi che si facciano sempre meno figli è un dato che non scopriamo oggi».