Verona: cinque anni di consiglio comunale segnati da eventi eccezionali

Il Covid e le sedute da remoto, ma anche il "voto fantasma" dell'estate scorsa. Cinque anni in consiglio comunale per 349 delibere e 153 mozioni, ma anche fatti inediti.

quinquennio cons com vr
Rossi, Sboarina, Ferrari, Vallani

Oltre 200 sedute di Consiglio comunale, che hanno portato all’approvazione di 349 delibere e 153 mozioni. Sono questi alcuni dei dati che rappresentano l’attività effettuata dal Consiglio comunale di Verona nel quinquennio 2017-2022. Il resoconto è stato presentato questa mattina a Palazzo Barbieri dal presidente del consiglio Leonardo Ferrari (Fratelli d’Italia), insieme al sindaco Federico Sboarina e i vicepresidenti Paolo Rossi (Verona Domani) e Stefano Vallani (Partito Democratico).

Un mandato, quello che si sta concludendo, particolare per molti motivi. Dal Covid alle sedute da remoto, al caso, rimarcato in particolare dal sindaco e dal consigliere Rossi del “voto fantasma” dell’estate scorsa.

All’epoca, dopo alcune ore di inteso dibattito e accuse, Flavio Tosi ammise di aver chiesto al collega Paolo Meloni di votare al posto del consigliere della Lega Andrea Bacciga per, a suo dire, dimostrare l’inaffidabilità del sistema di voto.

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I numeri

In cinque anni effettuate complessivamente 209 sedute, per 618 ore di lavori dell’aula. Approvate 349 delibere di cui 32 di iniziativa consiliare. Ancora, via libera a 153 delle 469 mozioni presentate. Infine, approvati 45 ordini del giorno e 476 accolti.

Nonostante la pandemia, che nel 2020 ha prodotto una sospensione dei lavori del Consiglio di circa 1 mese e mezzo, l’operatività non si è mai di fatto arrestata. Rimodulata con una nuova attività via web, che ha consentito per la prima volta il collegamento in diretta di tutta l’aula consiliare, dal 16 aprile 2020, infatti, ancora in pieno periodo Covid e nonostante il lockdown, il Consiglio ha potuto procedere con i lavori.

In quei mesi vengono rapidamente adottate alcune soluzioni fondamentali, come le variazioni adottate al bilancio, essenziali per consentire al Comune di intervenire in favore di una città in totale stato di emergenza.

I commenti

Particolarmente acceso l’intervento del vicepresidente Paolo Rossi (Verona Domani), che ha voluto rimarcare la propria disapprovazione per la manifestazione femminista in consiglio comunale del luglio 2018 e per il “voto fantasma”, criticato anche dal sindaco e da Ferrari.

«Abbiamo attraversato un periodo amministrativo per molti aspetti complesso e mai vissuto prima dal dopo guerra – sottolinea il sindaco –. Nonostante questo il lavoro fatto dal Consiglio in questi cinque anni è stato costante e essenziale per dare efficacia a soluzioni fondamentali per la vita e il futuro di Verona. Maggioranza e opposizione hanno collaborato, nonostante il dialogo contrapposto. L’avvento del Covid ha complicato l’incarico, ma è stato comunque possibile proseguire i lavori da remoto grazie anche alla professionalità degli uffici che hanno saputo gestire l’organizzazione e le questioni tecniche. Questo Consiglio ha saputo portato avanti il dialogo e le decisioni in un momento storico difficile, vivendo situazioni uniche e, si spera, irripetibili. Un bilancio di operatività che posso definire positivo, che ha portato all’approvazione di documenti essenziali per l’avvio di interventi sociali, urbanistici ed economici fondamentali per il futuro della città».

Leonardo Ferrari
Leonardo Ferrari

«Non posso che esprimere la mia soddisfazione per un quinquennio che, nonostante le difficoltà, dimostra nei numeri l’importante operatività prodotta» dichiara il presidente del Consiglio Ferrari. «Ringrazio tutti gli uffici per il costante impegno dimostrato, anche in occasione dell’importante mole di lavoro effettuata per gli 800 emendamenti presentati sulla Variante 29».

«Nel 2020 siamo stati fermi solo 1 mese e mezzo per la pandemia, il tempo necessario per attrezzare gli uffici ad una attività da remoto che, per la prima volta, a consentito al Consiglio di lavorare in diretta online. Un sistema sicuro ed utilizzato in gran parte delle aule consiliari d’Italia che ha consentito di esaminare e portare al voto tante e fondamentali delibere attese da tempo dalla città. Nonostante questo ricordo che sono stato costretto a fare una denuncia alla Polizia postale per un tentativo di sostituzione identità effettuata in occasione di una votazione» conclude Ferrari.

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La replica di Michele Bertucco

Michele Bertucco
Michele Bertucco

«Bisogna ricordare al vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Rossi che il più grave attacco alla democrazia avvenuto negli ultimi 5 anni in Aula Gozzi del Consiglio comunale è partito proprio dai banchi della sua maggioranza e più precisamente da quel consigliere comunale, innominabile, che oggi è sotto processo penale per aver provocato le militanti femministe con il saluto romano» afferma Michele Bertucco, consigliere e candidato per In Comune per Verona-Sinistra Civica Ecologista. Bertucco parla di Andrea Bacciga.

«Non vedere e dimenticare in fretta è tipico della destra veronese che durante il primo mandato Tosi, quando ancora era unita sotto un’unica bandiera, non ha visto né sentito nulla di quanto stava tramando sulle aree Peep il vicesindaco di Forza Italia Vito Giacino, al punto tale da evitare perfino di commentare la notizia della sua radiazione dall’albo degli avvocati decisa ieri dall’Ordine degli Avvocati di Verona a carico suo e della moglie Alessandra Lodi. Con questa decisione dell’Ordine degli avvocati si chiude una parabola con cui la destra veronese non ha mai fatto i conti davanti agli elettori. Ma forse domenica sarà il giorno giusto» conclude Bertucco.

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Delibere simbolo del mandato

Il sindaco Sboarina, durante la presentazione, ha elencato quelle che ritiene essere le delibere simbolo del mandato. Di seguito elencate nella nota inviata da Palazzo Barbieri.

A pochi mesi dall’avvio dell’amministrazione, il 28 settembre 2017, l’aula consiliare approva la revoca del project financing dell’Arsenale. Nel 2018 si chiude, con il definitivo via libera, l’esame sulla Variante 23, approvata con sostanziali modifiche al testo originario della precedente amministrazione.

Nel 2019 arriva l’approvazione del primo Piano Eliminazione Barriere Architettoniche – PEBA. Nello stesso anno viene approvato il ‘Fattore famiglia’, il primo caso in Italia per una città di medie dimensioni per rimodulare le tariffe a carico delle famiglie in base alla loro reale condizione di bisogno, considerando per esempio la presenza di persone con disabilità o il numero di figli.

Nel 2020, nonostante la pandemia, si giunge alla storica fusione per incorporazione di AIM Vicenza in AGSM Verona, che porta alla nascita di AGSM AIM S.p.A.. Una risultato atteso da più di 20 anni. Per intervenire in favore della cittadinanza colpita dalla pandemia, sempre nel 2020, vengono approvate dal Consiglio, in collaborazione con le minoranze, essenziali variazioni al bilancio. Sempre nel 2020, a pochi mesi dalla scomparsa, per ricordare l’importante operato sociale dell’assessore Stefano Bertacco, viene istituita una ‘Borsa di studio’ destinata a giovani veronesi impegnati nell’aiuto ai bisognosi.

Il 2021 è l’anno del rilancio, con l’approvazione di due aumenti di capitali in favore della Fiera e dell’Aeroporto di Verona. Una scelta volta a sostenere asset fondamentali della città, in un quadro di ripartenza che porterà la città scaligera fra le prime in Italia in termini di eventi e manifestazioni realizzate nell’estate di quell’anno.

Nel 2022, infine, arrivano ad approvazione la Variante 29, con iter amministrativo veloce e senza precedenti, e il via libera alla costituzione di una NewCo a partecipazione diretta del Comune di Verona per Amia in house.

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