Verona capitale della ricerca-azione per il benessere degli insegnanti nelle classi multiculturali
Redazione
In un contesto scolastico sempre più caratterizzato da diversità linguistica, culturale e sociale, il benessere degli insegnanti emerge come una condizione strutturale per un’educazione inclusiva ed efficace. È questo il messaggio centrale del convegno “Insegnare nelle classi multiculturali, oggi”, che si è tenuto il 29 novembre scorso presso l’Università di Verona e che ha presentato i risultati finali del progetto europeo UPWELL – Teachers Upskilling for Wellbeing in Multicultural Classrooms, cofinanziato dal programma Erasmus+ e partecipato da 6 partners provenienti da 5 Paesi e coordinati dal CESTIM di Verona: Italia, Grecia, Cipro, Croazia, Spagna.
L’iniziativa ha riunito docenti, formatori, ricercatori, mediatori culturali e rappresentanti delle istituzioni, offrendo uno spazio di confronto concreto sulle sfide quotidiane dell’insegnamento in classi multiculturali. I saluti istituzionali dell’Università di Verona, del Comune di Verona, della Rete Tante Tinte e del Presidente di CESTIM, Antonio Benetti, hanno sottolineato il valore strategico del dialogo tra mondo accademico, scuole e politiche pubbliche.
La prima parte del convegno ha fornito una cornice teorica e culturale al dibattito, con l’intervento della prof.ssa Paola Dusi, che ha richiamato l’urgenza di una scuola inclusiva capace di integrare approcci interculturali, decoloniali e intersezionali, in linea con le priorità europee in materia di equità, partecipazione e benessere nei contesti educativi.
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La seconda parte è stata dedicata alla presentazione del progetto UPWELL e dei suoi risultati. Il progetto ha sviluppato un percorso formativo innovativo per insegnanti, costruito a partire dall’ascolto diretto dei loro bisogni e sperimentato in contesti scolastici reali. I dati emersi sono significativi: l’ascolto dei bisogni ha coinvolto oltre 600 docenti mentre la fase pilota ha visto la partecipazione di 16 insegnanti e circa 459 studenti. I risultati mostrano un miglioramento del benessere percepito dal 72% dei docenti, accompagnato da effetti positivi sul clima relazionale di classe e sugli apprendimenti degli studenti.
Un elemento centrale del convegno è stato il forte protagonismo degli insegnanti, valorizzato nella terza parte dell’iniziativa attraverso casi di studio e testimonianze dirette provenienti dalla scuola primaria, dalla scuola secondaria di primo grado e dall’ambito della mediazione culturale. Le voci dei docenti hanno restituito in modo chiaro come il benessere professionale, il lavoro sulle relazioni e la disponibilità di strumenti adeguati incidano concretamente sulla qualità dell’insegnamento e sull’inclusione degli alunni nelle classi multiculturali. In particolare, le testimonianze di Marco Cressini (docente di scuola secondaria di primo grado), Ambra Pellegrino (insegnante di scuola primaria) e Dinho Rodrigues (mediatore culturale dell’associazione Terra dei Popoli) hanno portato esempi di vita vissuta, in cui molti partecipanti si sono riconosciuti, offrendo spunti e soluzioni concrete. Sono state condivise buone pratiche operative, come il coinvolgimento dei mediatori culturali nei percorsi di valutazione degli studenti NAI e l’uso di strumenti strutturati per modulare le richieste didattiche in base al livello linguistico, evidenziandone al contempo potenzialità e limiti di applicazione su larga scala.
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In chiusura, il convegno ha rilanciato un messaggio chiaro e condiviso, che trova espressione nelle Policy Recommendations, disponibili sul sito www.teacherswellbeing.eu. Esse indicano come priorità fondamentali per i sistemi educativi europei:
- il riconoscimento del benessere degli insegnanti come condizione strutturale per l’educazione inclusiva;
- l’introduzione di percorsi di formazione continua pratici e orientati all’interculturalità e al benessere professionale;
- la necessità di procedure di accoglienza realmente operative per gli studenti con background migratorio;
- la garanzia di strumenti linguistici, mediazione culturale e risorse adeguate;
- la tutela di tempi di collaborazione e riflessione all’interno del lavoro docente.
Le Policy Recommendations di UPWELL sottolineano inoltre l’urgenza di passare da interventi episodici a politiche strutturali, capaci di valorizzare il ruolo attivo degli insegnanti come attori chiave dell’inclusione e del cambiamento educativo.
Come ricorda Matteo Danese, direttore di CESTIM, «UPWELL offre un modello concreto e trasferibile per sostenere il benessere dei docenti nelle classi multiculturali. Non si tratta di sperimentazioni isolate, ma di soluzioni già testate nelle scuole, pronte per essere integrate nelle politiche educative a livello locale, nazionale ed europeo».
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