Verona: aprono le piscine comunali dopo 9 mesi di chiusura causa Covid
Aperte le piscine comunali di Verona. Dopo nove mesi di stop forzato a causa della pandemia. Sono riaperte le Belvedere di via Montelungo in Borgo Venezia, le Monte Bianco a San Michele extra, Le Grazie in Borgo Roma, il centro Castagnetti di viale Galliano e le Santini di Ponte Crencano. Per sostenere l’attività estiva, supportare i gestori in questa fase delicata di ripartenza e garantire la fruibilità dei centri da parte dei cittadini, la Giunta comunale ha deciso di sospendere i pagamenti dovuti al Comune.
In pratica la seconda rata dell’anno scorso viene congelata fino al prossimo 30 settembre, quindi ad estate conclusa. Mentre la prima rata 2021 viene posticipata al 30 novembre. Nel frattempo, come previsto dal Decreto Rilancio del luglio 2020, verranno valutate le perdite subite dai concessionari, rimodulati i piani finanziari e, caso per caso, prorogate le concessioni in essere fino ad un massimo di tre anni: per questa attività l’amministrazione si avvarrà di un advisor terzo per garantire l’assoluta imparzialità. Su tutto il territorio comunale restano chiusi solamente l’impianto Lido, oggetto di un’importante cantiere di riqualificazione, e le piscine Golosine, per le quali l’Amministrazione comunale sta comunque cercando un accordo con i gestori per ripartire nell’arco di un paio di mesi.
La dichiarazione di Andrea Bassi
«Blocchiamo rate e pagamenti per consentire ai gestori dei nostri impianti natatori di ripartire, anche se con il distanziamento e le presenze contingentate, per sfruttare completamente la stagione estiva. – spiega l’assessore all’Edilizia sportiva Andrea Bassi – Lo slittamento in un secondo momento del versamento dei canoni è la misura straordinaria che va incontro alle società. Per arrivare all’obiettivo della riapertura ho incontrato i gestori nelle settimane scorse, un confronto positivo che non era mai avvenuto e che è stato fondamentale per trovare la condivisione».
«Le nostre piscine non sono solo luogo di svago per grandi e piccoli ma anche centri per l’attività motoria. Mai come in questo momento, svolgono un’attività sociale fondamentale, un servizio irrinunciabile ai veronesi. Per questo il Comune fa la sua parte, congelando tutti i canoni fino a dopo l’estate, usando questo periodo per stimare le perdite, rivalutare i singoli piani finanziari e prorogare le concessioni a compensazione, anche per salvaguardare la stagione invernale che è da sempre quella più onerosa per i gestori. Colgo l’occasione per lanciare un appello ai parlamentari veronesi – conclude l’assessore -: queste attività sono, tra quelle colpite dalla crisi Covid, probabilmente quelle che hanno avuto perdite maggiori in quando anche con la chiusura degli impianti hanno dovuto sostenere ingenti spese. Le norme previste dal precedente Decreto Rilancio potrebbero non essere sufficienti, quindi li sollecito ad interessarsi alla questione e magari intervenire nei prossimi strumenti legislativi per prevedere ulteriori norme e/o finanziamenti per il settore natatorio. Diversamente, il rischio è che molti di questi impianti, che con grande sacrificio hanno riaperto oggi, fra qualche mese possano alzare bandiera bianca».
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