Verona, approvato in Consiglio Comunale il Rendiconto 2022

Ripresa del turismo che nel corso dell'anno ha consentito il recupero di entrate comunali importanti, in un settore determinante per l’economia veronese. Gestione 2022 condizionata dall’inflazione, frutto di un complessivo rallentamento dell’economia mondiale per i gravi effetti della guerra in Ucraina.

Michele Bertucco
L'assessore al Bilancio Michele Bertucco

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato nella seduta di ieri, con 21 voti favorevoli e dieci astenuti, il Rendiconto di gestione 2022, comprensivo di conto economico e stato patrimoniale dell’ente.

Palazzo Barbieri chiude l’esercizio con un risultato per la parte dell’entrata corrente pari a 368.206.382 euro, in crescita rispetto al 2021 dove si è registrato un risultato di 344.638.443 euro.

Il Rendiconto permetterà all’Amministrazione di disporre di circa venti milioni di euro che potranno essere utilizzati per opere pubbliche e maggiori spese straordinarie.

Turismo 2022

Nel corso dello scorso anno si è registrato un aumento delle presenze turistiche a Verona, che hanno contribuito alla ripresa di alcune entrate comunali legate a questo settore determinante, quali quelle dell’imposta di soggiorno, che torna a registrare numeri da pre Covid (2022 – 5.355.324 euro; 2021 – 2.103.136; 2020 – 1.097.343; 2019 – 5.641.798), dei musei, della Veronacard e dei parcheggi.

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Altre entrate

Entrate tributarie

L’accertamento dell’IMU per il 2022 è stato pari ad 88.015.701 euro (comprensivo di 3.075.617 da recupero evasione), mentre quello relativo alla TARI è stato pari ad 49.264.210 euro (comprensivo di 2.594.335 da recupero evasione).

La quota per addizionale IRPEF è accertata in 34.354.949 euro, a fronte dell’applicazione di un’aliquota pari allo 0.80% con la previsione introdotta per la prima volta a partire dall’esercizio 2012 di una fascia di esenzione per i redditi fino a 10.000 euro.

Altri principali tributi

Imposta sulla pubblicità e pubbliche affissioni recupero anni precedenti 348.494 euro e imposta di soggiorno, come detto, di 5.355.324 euro.

Per quanto riguarda, invece, l’ICI – in relazione alla attività di recupero dell’evasione relativa all’imposta di esercizi precedenti – è stata accertata la somma di 13.912 euro mentre per l’attività di recupero della Tasi è stato accertato un importo pari 503.218 euro.

Un segno meno registrano i trasferimenti da Governo e Regione, che ammontano a 60.717.519 euro contro i 65.742.969 euro registrati nel 2021.

Le mancate entrate derivante dalla vendita delle azioni di Veronamercato ha comunque  determinato la necessità di adottare a fine luglio 2022  il provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio, con l’utilizzo di quota dell’avanzo di amministrazione disponibile.

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Avanzo

La gestione si è conclusa con un avanzo di amministrazione di 207.745.859 euro (nel 2021 – 184.331.388; nel 2020 – 167.752.415), di cui parte accantonata pari a 107.867.692 euro, vincolata 41.842.462, destinata agli investimenti 10.553.125 e disponibile 47.482.579.

Spesa

In spesa corrente l’Amministrazione lo scorso anno ha impegnato 324.164.283 euro dei quali oltre 176 milioni per l’acquisto di beni e servizi e 78 milioni per il pagamento del personale dipendente del Comune di Verona.

Gestione del debito

È proseguita l’attività di riduzione del debito nei confronti di istituti di credito. Al 31 dicembre 2022 il debito complessivo del Comune si è attestato su un importo totale di circa 105,8 milioni che rappresenta il 29% delle entrate correnti. Nel corso del 2022 si è inoltre provveduto anche alla accensione di nuovi prestiti con il Credito sportivo italiano per un importo complessivo di 440.000 euro.

«A differenza di quanto avvenuto negli esercizi 2021 e  2020, straordinari rispetto a tutti gli esercizi finanziari precedenti a causa dell’impatto dell’emergenza covid sull’economia generale e su quella degli enti locali – ha spiegato l’assessore al Bilancio Michele Bertucco –, sull’esercizio appena concluso ha avuto un forte impatto il rallentamento dell’economia mondiale per i gravi effetti della guerra in Ucraina, a cui si sono aggiunte  evidenti difficoltà inflazionistiche, in particolar modo sui prezzi dei prodotti energetici, che hanno determinano anche per  esercizio 2022 delle pesanti ricadute sul bilancio del Comune di Verona. Gli incrementi di spesa però sono in parte stati compensati dai trasferimenti previsti dal Governo con i cosiddetti “Decreti Aiuti” il cui valore complessivo è stato pari a sei milioni di euro. Il  rendiconto della gestione riassume contabilmente l’attività annuale dell’ente locale, presentando i risultati finanziari, economici e patrimoniali conseguiti nell’esercizio appena trascorso. L’Ente ha rispettato gli obiettivi di equilibri di bilancio come fissati dalla legge di bilancio 2019, validi anche per l’esercizio 2022».

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Approvata anche l’adesione all’associazione AESS

Approvata, con 22 voti favorevoli e sei astenuti, anche l’adesione all’associazione AESS – Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile.

AESS è un’associazione senza scopo di lucro ed è indirizzata alla prestazione di servizi a imprese, operatori economici e sociali, enti pubblici e di diritto privato, altre associazioni, nei settori della razionalizzazione e del miglioramento dell’efficienza nell’uso delle riserve energetiche, del risparmio energetico, del ricorso a fonti energetiche rinnovabili, della riduzione delle emissioni di gas climalteranti, della promozione del trasporto collettivo, nella riduzione e valorizzazione dei rifiuti, della sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dello sviluppo sostenibile.

AESS è quindi in grado di offrire supporto qualificato agli associati, sia con servizi a carattere istituzionale gratuito che attraverso condizioni agevolate rispetto al mercato. Per questo l’Amministrazione ha scelto di aderirvi, con il pagamento di una quota associativa annuale pari 520 euro. Il documento è stato illustrato all’aula dall’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari.