Verona approva il nuovo Regolamento per il benessere animale
Redazione
Verona ama gli animali. Il nuovo “Regolamento per la tutela ed il benessere animali”, approvato martedì dalla Giunta, rappresenta un importante traguardo, risultato del lavoro iniziato a novembre 2022 e della collaborazione tra il Consigliere con la delega alla tutela degli animali Giuseppe Rea e le Associazioni della “Consulta per la tutela e il benessere degli animali” e che ha visto il contributo prezioso di altre figure, a partire dalla Garante per la tutela degli animali e di diversi professionisti tra Legali, Veterinari e di Autorità competenti in materia, come il Servizio Veterinario dell’Aulss 9 e l’Ordine dei Veterinari della Provincia di Verona nonché il contributo istruttorio fondamentale dell’Ufficio Tutela Animali.
Questo Regolamento andrà a sostituire quello attualmente vigente, ormai datato e la cui approvazione risale al 2010.
Negli ultimi 15 anni, infatti, sono cambiate molte cose ed è aumentata, fortunatamente, la sensibilità delle persone non solo verso i cani o gatti ma anche verso tutti quegli animali definiti d’affezione o di compagnia, perché vivono con noi, nelle nostre case e sono parte della famiglia ma anche verso la fauna selvatica che popola una città sempre più verde come Verona e verso quegli animali definiti “da reddito” ai quali si deve assicurare una vita dignitosa e senza sofferenze.
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Come ricorda il consigliere Rea, nel 2012 anche il mondo scientifico, con la sottoscrizione della “Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza” ha definitivamente riconosciuto che gli animali sono essere “senzienti”, cioè in grado di provare sentimenti e di conseguenza, di avere una coscienza. Dal 2022, inoltre, a seguito della modifica dell’art. 9 della Costituzione, la tutela degli animali è entrata a pieno titolo tra i principi costituzionali fondamentali.
Il Regolamento, oltre ad essere lo strumento che consente di tutelare i diritti e la dignità degli animali che vivono nel nostro Comune, stabilisce sanzioni verso chi li maltratta, chi non li gestisce correttamente o gli causa sofferenza, oltre ad avere la finalità, fondamentale, di favorirne la corretta convivenza con l’uomo, riconoscendogli il diritto a un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche.

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Il Regolamento svolge anche il ruolo fondamentale di formare, informare ed educare le persone, e soprattutto le generazioni future a prendersi cura degli animali.
«Chiunque conviva o detenga un animale o abbia accettato di occuparsene, è responsabile della sua salute e del suo benessere – afferma Rea -. Il nuovo Regolamento, amplia le specie di animali tutelate, quindi non solo cani e gatti ma anche mammiferi e uccelli selvatici, rondini, api, insetti impollinatori, cavalli, conigli, rettili e animali esotici, volatili, animali acquatici e anche crostacei utilizzati per l’alimentazione. Disciplina in maniera rigorosa la possibilità di utilizzo di animali in mostre e manifestazioni nonché i luoghi e le dimensioni dei recinti e dei box per la detenzione dei cani e di altri animali, vietando per esempio le recinzioni elettrificate. Vengono inoltre elencati e definiti nel dettaglio i casi di maltrattamento o di mancata cura e gestione del proprio animale, inasprendo di molto le sanzioni a carico dei trasgressori».

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Altre novità importanti del nuovo Regolamento sono:
- l’introduzione, come già fatto anche a Milano e Parma, dell’obbligo di “Patentino” per i proprietari o detentori di cani appartenenti ad alcune razze che, per la propria natura ed etologia, possono, se gestiti male, rappresentare un potenziale rischio nei confronti di altri cani e animali ma anche di persone;
- la promozione e l’agevolazione dell’accesso di persone, accompagnate dal proprio cane a luoghi pubblici e aperti al pubblico, come strutture sportive, biblioteche comunali, musei, supermercati, in particolare per persone con disabilità o affette da particolari patologie e/o sindromi;
- l’aumento delle sanzioni per chi non rispetta le regole fondamentali come condurre il proprio cane al guinzaglio o raccogliere le deiezioni;
- l’inserimento di uno specifico articolo che regolamenta l’utilizzo delle aree destinate allo sgambamento dei cani (aree cani);
- la promozione del mantenimento della relazione tra le persone e i propri animali d’affezione nelle strutture pubbliche e in particolare quelle sanitarie e sociosanitarie e in ogni tipo di struttura comunitaria (comunità per minori o per tossicodipendenti, residenze per anziani, strutture di accoglienza per donne vittime di violenza, ecc…), riservando locali, strutture o spazi per ospitare le persone che, nella malattia e/o nella vecchiaia oppure nell’indigenza, non intendano separarsi dal proprio animale nonché la presenza di spazi destinati all’accoglienza dei cani appartenenti a senza fissa dimora, che accedono come ospiti nei dormitori.
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