Verona, ancora un blitz per sgomberare edifici abbandonati: 15 espulsi

Ennesimo blitz interforze coordinato dalla Questura di Verona: quindici gli stranieri espulsi, sei con trattenimento ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio e nove con ordine di allontanarsi dal territorio.

Roberto Massucci
Roberto Massucci, Questore della Provincia di Verona da aprile 2023

Nuova puntata della serie di sgomberi di edifici abbandonati in città, coordinati dalla Questura di Verona. L’operazione di ieri, martedì 8 agosto, scattata alle 7.30 del mattino, ha coinvolto cinquanta uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, che hanno fatto irruzione in quattro stabili abbandonati della città: in via Basso Acquar, in via Verga (Stadio), in via Fiumicello (Borgo Venezia) e in via Porto San Michele (Porto San Pancrazio).

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Quindici le persone straniere trovate mentre occupavano abusivamente gli edifici: tutti di origine nordafricana – prevalentemente del Marocco – e con precedenti per reati predatori, in particolare furti e rapine, per rissa, danneggiamenti, incendio, resistenza a pubblico ufficiale, stalking e violenze sessuali.

Tutti messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione in quanto risultati irregolari sul territorio nazionale e tutti espulsi nella stessa giornata: sei con trattenimento ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio e nove con ordine di allontanarsi dal territorio entro il termine di sette giorni.

«Un approccio rigoroso contro l’irregolarità fortemente voluto dal Questore e dal Prefetto, che proseguirà costantemente nelle prossime settimane per mettere a sistema un continuo monitoraggio del fenomeno dell’immigrazione clandestina e dei reati ad esso connessi» dice la nota della Questura.

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Gli edifici abbandonati a Verona

Sono 47 gli stabili in stato di abbandono «che rappresentano dei pericolosi vuoti all’interno della città in cui si può annidare ogni sorta di rischio per la collettività» dice la Questura di Verona.

Spiegano da lungadige Galtarossa: «È una situazione pluridecennale rispetto alla quale gli interventi in atto, che proseguiranno con cadenza regolare, si pongono due obiettivi:

  1. Identificare tutti i presenti e avere quindi contezza delle presenze sul territorio.
  2. Associare ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio le persone di particolare spessore criminale certamente dedite ad attività illecite».

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