Verona, amministrazione attaccata sul PNRR. Segala: «Parole al vento»

Un vero e proprio polverone politico sul caso dei bandi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Comune di Verona non sarebbe riuscito ad ottenere. I partiti di minoranza a Palazzo Barbieri, e non solo, si sono scagliati contro l'amministrazione Sboarina accusandola di incapacità di cogliere un'opportunità irripetibile messa a disposizione dell'Unione…

Un vero e proprio polverone politico sul caso dei bandi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Comune di Verona non sarebbe riuscito ad ottenere. I partiti di minoranza a Palazzo Barbieri, e non solo, si sono scagliati contro l’amministrazione Sboarina accusandola di incapacità di cogliere un’opportunità irripetibile messa a disposizione dell’Unione Europea. Stamattina, durante una conferenza stampa, l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala ha spiegato il perché dei mancati finanziamenti a Verona, così come in quasi tutto il Veneto. E ha rinnovato l’appello affinchè tutti i progetti siano coperti dai fondi nel più breve tempo possibile.

Alberto Bozza: «Occorre voltare pagina»

alberto bozza forza italia
Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza.

Il Consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza dice: «Il Comune di Verona, sotto la guida dell’attuale Sindaco, si dimostra ancora una volta in clamoroso ritardo rispetto alla partita cruciale delle opportunità e dei fondi del PNRR. Verona ha ottenuto zero euro, rispetto ai milioni andati ai vicini Comuni lombardi o alla stessa San Bonifacio. Quindi gli alibi di chi dentro l’Amministrazione Sboarina si nasconde dietro alla geopolitica che avrebbe favorito il centro-sud Italia, è smentito dai fatti. Piuttosto è evidente la mancanza di progettualità di chi amministra oggi la città. E non si può nemmeno adottare come scusa lo zero ricevuto anche da altri Comuni veronesi (esclusa appunto San Bonifacio). Il Comune capoluogo ha ben altre risorse e possibilità rispetto a quelli della provincia. Dunque è politicamente grave che Verona non riesca a produrre idee e progetti tali da essere competitiva nel reperimento dei finanziamenti europei, ma neppure regionali. Da qui al 2026 per fortuna ci saranno altre opportunità, ma è chiaro che alla città serve un’altra guida politica».

Tommaso Ferrari: «Serve una struttura organizzativa per elaborare progetti finanziabili»

Tommaso Ferrari
Tommaso Ferrari

«Da tempo Traguardi insiste sulla necessità di essere pronti a intercettare i fondi del PNRR, fondamentali per strutturare lo sviluppo della Verona dei prossimi anni. Sembra un obiettivo scontato, ma evidentemente non lo è per il sindaco Sboarina e la sua giunta, che sui finanziamenti europei sono rimasti a bocca asciutta e ora si lamentano come se quei fondi fossero garantiti, oppure regalati (“Per accedere ai fondi PNRR la necessità principale è avere progetti già pronti e Verona li ha”, dichiara Sboarina). Non è così: vanno ottenuti con competenza, visione e progettualità. Non basta presentare una “lista della spesa”, un elenco di vecchi progetti che non si è riusciti a realizzare in altro modo, come invece sta facendo l’Amminstrazione attuale, troppo impegnata a guardare all’oggi e alle beghe di partito. Verona è già rimasta esclusa dai finanziamenti Pnrr per asili nido e strutture polifunzionali per famiglie, non è il caso di perdere altro tempo. La nostra proposta, sempre valida, è quella di istituire al più presto una struttura organizzativa interna al Comune, incaricata di elaborare un parco progetti finanziabili attraverso il PNRR».

Partito Democratico: «I progetti di Sboarina? Un minestrone che non convince nessuno»

«Se il Comune non riesce a portare casa soldi veri dai bandi del Pnrr per le grandi incompiute della città, a partire dall’Arsenale, un motivo c’è, e non riguarda il presunto complotto che il Sindaco invoca ogni volta che fa un tonfo. La stessa scomposta reazione di additare presunti favoritismi nei confronti di altri Comuni (meridionali, di centrosinistra, pluto-massonici…) Sboarina la ebbe ai tempi della partecipazione al bando di Capitale della Cultura. Oggi come allora ad una più attenta analisi emerge tutta la debolezza e l’inadeguatezza della pochissima pianificazione fatta da questa amministrazione sulle grandi opere di interesse pubblico» affermano Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani.

I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani
I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani

«L’Arsenale, in particolare, si presenta come un minestrone di funzioni che lascia tutti insoddisfatti, a partire dal quartiere, che non ha ottenuto gli spazi di cui aveva bisogno, passando per il Museo di Storia Naturale, che non ha risolto il suo problema di spazi, per arrivare fino alla parrocchia confinante, che ha denunciato più volte la mancanza di condivisione delle scelte. La maggioranza ha imposto una mix di funzioni scopiazzate da esperienze prestigiose, tipo l’Ars Electronica Center di Linz o il mercato coperto di Firenze, senza tuttavia dedicare adeguati spazi e strumenti a questi progetti che restano idee sulla carta, tra l’altro prive di finanziamenti adeguati. Come Partito Democratico sottolineiamo la debolezza di questa impostazione, i cui contenuti culturali sono pressoché inesistenti, fin dai tempi della commissione temporanea Arsenale. Non stupisce, dunque, che in tale contesto le proposte del Comune di San Bonifacio, limpidamente votate al sociale, abbiano prevalso sulla pur prestigiosa sede dell’Arsenale. Davvero Sboarina sperava di ricevere i soldi del Recovery Fund per continuare ad accatastare i reperti del Museo di Storia Naturale?».

Michele Bertucco: «Sboarina sta fecendo perdere il treno alla città»

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«La triste verità è che a causa della incapacità del Sindaco e della sua amministrazione, Verona sta perdendo anche il treno del fondi del Pnrr. Quello che dice l’assessore Toffali su presunti futuri bandi per l’edilizia scolastica è sostanzialmente falso, perché il fondo Pnrr su Asili Nido e strutture dedicate alla famiglia sono già stati assegnati a Comuni sia piccoli che grandi, tra cui Milano, e Verona non era tra questi. Quindi i leghisti nostrani si mettano d’accordo con i colleghi lombardi che parlano del Pnrr in termini lusinghieri. Del resto, Forza Italia e Lega non fanno parte dello stesso governo che sta gestendo la partita del Pnrr? Il punto vero è che bisogna avere dei progetti credibili e finanziabili ma Verona e il Veneto stanno dimostrando di non averne. Il Parco dello Skate è un progetto improvvisato spuntato soltanto per accontentare un consigliere di maggioranza, ma con il Parco delle Mura e dei Forti non ha nulla a che vedere. La riqualificazione dell’Arsenale sta purtroppo scontando l’assenza di una visione e l’effetto spezzatino che il progetto dell’amministrazione le ha impresso. Questa incapacità di collegarsi al piano di ripresa europeo è forse uno dei danni più gravi che l’amministrazione di Sboarina lascerà in eredità alla città».

Michele Croce: «Sboarina fa cilecca anche con la rigenerazione dei quartieri»

Ancora una volta a Verona sfugge l’occasione di poter sfruttare i fondi offerti dal PNRR: i contributi in questione, per gli anni 2021-2026, ammontavano complessivamente a 3,4 miliardi di euro.

«Verona ha presentato solo 3 progetti, nessuno dei quali finanziato ed uno addirittura bocciato perché non coerente con gli interventi previsti dal Decreto – spiega Michele Croce, già presidente di Agsm e leader di Prima Verona -. Un’occasione persa che dimostra come questo sindaco non abbia la capacità, e la squadra amministrativa, per progettare interventi capaci di intercettare i fondi del PNRR fondamentali per il rilancio della città in un momento come questo».

Michele Croce
Michele Croce

Nel decreto, infatti, era scritto nero su bianco che i soldi sarebbero stati destinati ad “investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale” (art. 3, comma 1, DPCM 21/01/2021).

«E il sindaco ha pensato di inserire l’Arsenale ed uno skate park, quando ci sarebbero stati progetti più urgenti e maggiormente rispondenti a quello che chiedeva il Decreto – sottolinea Croce -. Pensiamo infatti al vero focus della linea di finanziamento, ovvero la rigenerazione dei nostri quartieri che invece sono stati abbandonati da questo Sindaco, che pensa sola a opere faraoniche, sulla carta, ovviamente incompiute, dimenticandosi dei propri cittadini e dei loro borghi che sono il tessuto sociale e connettivo della città».

«Verona adesso si trova con 2 progetti non finanziati ed 1 bocciato, quando altre città, anche vicine a noi (pensiamo a Brescia), sono riuscite a farsi accettare parte dei progetti e riceveranno per questi un finanziamento statale – conclude Croce -. Noi invece restiamo a guardare gli altri crescere e diventare sempre più competitivi».

La replica dell’assessore Segala

Ilaria Segala
Ilaria Segala

«È l’applicazione di questo indice che ci ha fortemente penalizzati – ha detto Segala -, e nient’altro. Sono parole al vento quelle delle minoranze, aggrappate a mille cavilli tutti inventati. I nostri non erano progetti raffazzonati, infatti sono stati promossi dalla severa selezione, ma abbiamo presentato una parte della visione complessiva per l’Arsenale, emersa dalla grande concertazione con i cittadini. Strano che stavolta alla sinistra non piaccia il processo partecipativo. Servivano progetti di recupero pronti e cantierabili e così sono i nostri, non era una gara al progetto più bello, ma interventi in linea con i requisiti anche di realizzazione. Infatti, i nostri sono stati ammessi con un ottimo punteggio, qualsiasi altra cosa detta è solo da parte di chi parla senza sapere. Il problema di Verona sta nell’indice di vulnerabilità, che danneggia tutto il Veneto, mentre le vicine città di Bergamo e Brescia hanno evidentemente un degrado sociale maggiore, accertato dall’indicatore. Speriamo che il Governo aumenti il budget e che la graduatoria rimanga valida. Sia per l’Arsenale, di cui è pronto il progetto definitivo, che per il Parco della Cultura urbana saremmo in grado di rispettare le tempistiche del bando, a differenza di tanti altri Comuni che potrebbero ritirarsi visti i parametri stingenti. Era difficile coinvolgere prima i parlamentari perché come tutti i bandi, con parametri decisi non certo territorialmente, bisogna aspettare l’esito della gara per sapere cosa succede, non si poteva certo intervenire sulla commissione giudicatrice».

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