Verona adotta la variante verde per la riclassificazione agricola delle aree edificabili

È stata adottata dal Consiglio comunale di Verona di ieri sera una variante verde allo strumento urbanistico per la riclassificazione di aree edificabili in zone senza capacità edificatoria. Il documento, illustrato all’aula dalla vicesindaca e assessora alla Panificazione Urbanistica Barbara Bissoli, è stato approvato con 24 voti favorevoli e sette astenuti (Bertaia, Bisinella, Bozza, Lella,…

È stata adottata dal Consiglio comunale di Verona di ieri sera una variante verde allo strumento urbanistico per la riclassificazione di aree edificabili in zone senza capacità edificatoria. Il documento, illustrato all’aula dalla vicesindaca e assessora alla Panificazione Urbanistica Barbara Bissoli, è stato approvato con 24 voti favorevoli e sette astenuti (Bertaia, Bisinella, Bozza, Lella, Pisa, Rossi e Tosi).

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La variante verde consente ai proprietari di terreni dichiarati edificabili dal vecchio Prg, di richiederne la riclassificazione, affinché siano privati della potenzialità edificatoria.

Una soluzione in sintonia con gli obiettivi di contenere il consumo di suolo e di invertire il processo di urbanizzazione del territorio indicati dalla Regione Veneto, che punta ad andare anche incontro a quei proprietari di aree edificabili, soggette quindi al pagamento delle imposte locali sugli immobili, che risultano improduttive da anni e neppure più commerciabili.

In questo senso è stata accolta questa sera dal Consiglio comunale l’unica richiesta ammissibile pervenuta al Comune attraverso la ricognizione effettuata mediante avviso pubblico e conclusasi a marzo 2023.

Divieto di costruire in zone boscate o pascoli percorsi dal fuoco

Ricognizione 2023. Approvata, con 23 voti favorevoli e sette astenuti (Bertaia, Bisinella, Bozza, Lella, Pisa, Rossi e Tosi) anche l’aggiornamento 2023 del catasto comunale dei soprassuoli percorsi dal fuoco, come richiesto in ambito urbanistico dalla Legge quadro 2000 in materia di incendi boschivi.

Un obbligo di legge che, nel particolare, come indicato all’articolo 10, comma 1 della legge, implica per le aree interessate da incendi il divieto di urbanizzazione per i successivi quindici anni dall’evento. Una tutela delle zone boscate o pascoli percorsi dal fuoco.

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