Verona 2022, Michele Croce torna in campo

L'avvocato veronese, già candidato sindaco e già presidente di AGSM, ieri sera ha incontrato a Palazzo Camozzini una cinquantina tra imprenditori, docenti universitari, attivisti di comitati e consiglieri di circoscrizione per lanciare idee, progetti e prospettive in vista delle Amministrative 2022.

Michele Croce
Michele Croce

Parte da Palazzo Camozzini il progetto civico di Michele Croce. La serata, organizzata con una cinquantina tra imprenditori, docenti universitari, attivisti di comitati e consiglieri di circoscrizione, è stata l’occasione per riunire le forze civiche che in queste settimane lo hanno spinto a sciogliere le riserve e a fare il passo presentando la propria candidatura per Verona 2022. «Ma non ci sono personalismi – ci tiene a precisare Croce – dopo anni di immobilismo mettersi in gioco per il bene di Verona è un dovere civico più che una scelta e dovessi fare un passo indietro per il bene di Verona non avrei problemi a farlo».

Croce ha ricordato, in un excursus storico, i grandi nomi che hanno reso Verona, a cavallo tra l’800 ed il 900 e dopo la Seconda guerra mondiale, punto di riferimento strategico ed economico nazionale, creando enti capaci di portare ricchezza nel territorio: banche, assicurazioni, fiere, festival, agsm, zone industriali, aeroporto, etc.

Alcuni di questi asset strategici oggi non ci sono più o sono stati svenduti o sviliti,. E quindi è fondamentale puntare sulla crescita di realtà come Fiera, Aeroporto, Agsm Aim o  dei motori turistici, come il mito di Giulietta, finalmente ordinato nell’accesso e nella cornice, o il Museo degli Scaligeri nell’ambito di un grande Polo Museale Unico che unirebbe i Palazzi Scaligeri, il Palazzo del Capitanio, il Palazzo della Ragione in una cornice museale paragonabile agli Uffizi di Firenze o al Louvre di Parigi; dei motori culturali con eventi di livello che una città d’arte del calibro di Verona merita, non solo in centro ma in tutti i quartieri.

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È in gioco il futuro di Verona ovvero la città che immaginiamo fra 20 – 30 anni: una città – secondo Michele Croce – che sappia coniugare la sua bellezza storica e con essa la qualità della vita alle opportunità lavorative che in nostri figli e nipoti dovranno poter godere in tutti i campi economici: industriali, commerciali e agricoli, professionali e dei servizi, artistici e turistici.

Prima di tutto – secondo Croce – occorre ripartire dalla Verona di oggi, superare l’imperante indecisionismo di questi ultimi anni – vissuti tra stalli, lentezze e continui ripensamenti – per tornare a prendersi cura delle strade, dei marciapiedi, della pulizia e del verde pubblico in modo mirato, programmato, con risorse degne di questo nome. Sul punto il Presidente di Prima Verona ha snocciolato precisamente le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per i Comuni, sottolineando come il tornare a mettere al centro dell’azione amministrativa le attività essenziali porti beneficio ai cittadini e risparmio di costi, costituendo il modo naturale per raggiungere una Verona sostenibile.

Nell’anno della transizione ecologica nell’ottica della sostenibilità, declinata nelle tre aree ambientale, economica e sociale, non si potrà poi non mettere al primo posto dell’agenda del futuro Primo cittadino i Quartieri, investendo nella rigenerazione urbana finanziata dal PNRR. Quartieri da rinnovare, da curare, da aggiustare, da connettere, da completare con aree verdi e parchi, servizi sociali e piste ciclabili, eventi, per dare orgoglio ai residenti e vivibilità piena. Anche qui Croce ha precisato i fondi messi a disposizione dal PNRR per la rigenerazione dei quartieri, per i nuovi servizi alla disabilità e per gli anziani e per asili e scuole dell’infanzia, per la nuova edilizia residenziale pubblica, per nuovi impianti sportivi. Somme importanti, da intercettare attraverso una macchina comunale operativa, immediata, adeguata.

Questi sono i temi che Michele Croce ha posto al centro del dialogo sul futuro della città: «Più che nomi di candidati sindaco, più che coalizioni possibili o futuribili, dovremmo tutti discutere della Verona del futuro, riprendendoci cura della Verona del presente. Che città immaginiamo, che opportunità vorremmo dare alle generazioni future. Ma anche – e prima – tornare a occuparci seriamente di quartieri, strade, viabilità, pulizia, verde. Perché il presente va vissuto con dignità e il futuro preparato con serietà».

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