Verona 2022, il Pd apre al dialogo con un “centrosinistra largo”

Elezioni Comunali di Verona 2022, il Partito Democratico avvia le consultazioni: «Centrosinistra largo e dialogante. Primarie utili ma non indispensabili».

Maurizio Facincani, segretario provinciale Pd Verona
Maurizio Facincani, segretario provinciale Pd Verona

C’è fermento a Verona in vista delle elezioni amministrative del 2022. Dopo numerosi rumor, compreso il nome di Damiano Tommasi, a centrosinistra arriva forte e chiara la posizione del Partito Democratico. Il primo a muoversi con dichiarazioni esplicite era stato il movimento civico Traguardi lo scorso ottobre, poi Flavio Tosidurante la trasmissione Verona Live di Radio Adige TV 640 – aveva ribadito la propria rinnovata candidatura, e nelle scorse settimane la Lega ha dato il mandato a Vito Comencini, Paolo Tosato e Luca Zanotto di preparare la corsa elettorale.

«Un programma politico agile ma non leggero, concentrato su poche ma forti macroproposte. Interlocuzione diretta con tutte le formazioni politiche della nostra area di riferimento, dalla sinistra di Bertucco al Centro di Azione e di Italia Viva senza escludere i Cinque Stelle e le altre forze politiche alternative al centro-destra, le civiche vicine ai nostri valori e le realtà associative ed economiche della società civile. Le primarie? Quelle di coalizione possono essere utili ma non sono indispensabili» spiegano Luigi Ugoli, segretario cittadino Pd Verona, e Maurizio Facincani, segretario provinciale.

Al segretario cittadino Luigi Ugoli e a quello provinciale Maurizio Facincani è stato dato il mandato di stabilire tutte le «relazioni utili all’individuazione del migliore candidato interno (in caso di primarie di coalizione) o all’individuazione della proposta di un nome da condividere in modo unitario con la coalizione».

L’obiettivo di fondo – fanno sapere dal Pd –, prima ancora che vincere le elezioni o almeno arrivare al ballottaggio, è di riuscire a «far percepire chiaramente ai cittadini veronesi quale sia lo sviluppo della città che il Pd veronese vuole attuare».

I punti fissati dal Partito Democratico:

  • una maggiore qualità della vita (quindi con la lotta all’inquinamento dell’aria e al consumo del suolo, la promozione della mobilità dolce e del trasporto pubblico),
  • migliori opportunità per tutti, specialmente ai giovani e alle donne,
  • una proposta culturale innovativa e popolare.

Sono queste per il Pd veronese le precondizioni indispensabili a creare «una città più accogliente, inclusiva, coesa e giusta. Questo in forte ed evidente discontinuità sia con la Giunta attuale, che si è caratterizzata per un immobilismo quasi totale, che con quelle a guida Tosi».

«Il candidato sindaco della coalizione dovrà pertanto essere una personalità di riconosciuta autorevolezza in grado di allargare il più possibile l’area di riferimento e di dare valore alla proposta amministrativa in costruzione, alimentando la voglia di cambiamento che può attirare anche i voti degli incerti e di chi si astiene» concludono i rappresentanti del Pd.

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