Verona 2022, all’ex manifattura Tabacchi il progetto di trasformazione della Zai

Ieri pomeriggio l’ex Manifattura Tabacchi ha accolto la presentazione degli ultimi due capitoli del dossier "Verona 2022. La Cultura apre nuovi mondi". «Cultura e urbanistica devono viaggiare insieme. Questo luogo industriale abbandonato, non solo verrà riqualificato ma diventerà un fermento di progetti e idee» ha affermato l'assessore Segala.

da pagina facebook Verona 2022

Ieri pomeriggio l’ex Manifattura Tabacchi ha accolto i veronesi, aprendo i suoi cancelli dopo anni, in occasione della presentazione degli ultimi due capitoli del dossier “Verona 2022. La Cultura apre nuovi mondi”. Un cantiere all’interno del quale i cittadini hanno avuto la possibilità di scoprire alcuni dei progetti che sono stati inseriti nel documento per la candidatura a Capitale della Cultura 2022, depositato a fine luglio dall’Amministrazione comunale.

Una programmazione che ha disegnato cinque “mondi”, eccellenze che, a vario titolo, contribuiscono a valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città. La Zai, da Zona Artigianale Industriale che sta per essere rigenerato e diventare, così, luogo di innovazione sia urbanistica che tecnologica, ma anche di incontro e promozione del turismo.

All’appuntamento erano presenti il sindaco Federico Sboarina e gli assessori all’Urbanistica Ilaria Segala e alla Cultura Francesca Briani che hanno moderato e presentato gli ospiti. «Abbiamo tracciato la strada di una nuova Verona, ora non resta che percorrerla» ha detto il sindaco. «La crescita culturale della città deve andare di pari passo con uno sviluppo urbanistico sostenibile e a misura d’uomo, specialmente in quest’area, fin troppo martoriata negli anni passati. Per come la vediamo noi, invece, la Zai sarà baricentrica, una fucina di idee e progetti a vantaggio di tutta Verona».

«Stiamo parlando di rigenerazione, nuovi spazi verdi, collegamenti che cambieranno il volto urbano. Stiamo disegnando una città nuova, proiettata nel futuro, grazie alla collaborazione di istituzioni, privati, associazioni» ha continuato il sindaco. «Abbiamo voluto mettere insieme l’eccellenza, creare un sistema Verona in grado di far confluire forze, competenze e risorse per far crescere la città. Siamo già capitale della Cultura, nessuno ci potrà mai togliere il nostro patrimonio storico e artistico, ma questo percorso ci ha permesso di fare squadra e di camminare insieme, per progettare a lungo termine».

Durante il pomeriggio sono stati illustrati la storia e il progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi, di cui hanno parlato l’architetto Michele De Mori dell’associazione Agile e l’ingegnere Paolo Signoretti della nuova proprietà. Ad accompagnare le loro parole una mostra con foto, bozzetti e disegni di quello che è stata e sarà l’area industriale che si trova tra la fiera e la stazione. Perché la cultura si fa spazio in tutti gli ambiti cittadini e uno dei cinque “mondi” del dossier mette insieme smart city, nuovi spazi urbani e turismo.

Sono poi intervenuti i vari ospiti che, uno dopo l’altro, hanno portato testimonianza di alcuni segni che già caratterizzano la nuova Zai. Il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti, ha fatto osservare quanto la posizione di Zai sia fondamentale per il dialogo tra i vari stakeholder della città, che hanno la sede in zona. E proprio grazie a questa rete sono in cantiere i progetti delle Gallerie Mercatali e del Wine museum, consapevoli del fatto che il vino sia una delle eccellenze del territorio da valorizzare ancora di più e che grazie già al Vinitaly porta un indotto molto importante alla città.

È poi intervenuto Paolo Fiorini, docente dell’Università di Verona, che ha illustrato il progetto del Nuovo polo tecnologico, che porterà la tecnologia dall’università alle aziende. Un nuovo laboratorio per raccogliere ed elaborare dati, tra cui uno che studierà e ragionerà sulla logistica, per regolare i flussi turistici nel centro storico.

Fino al potenziamento del Consorzio Zai, con Nicola Boaretti che ha portato alcuni esempi di come il Consorzio in passato abbai già realizzato riqualificazioni molto positive per la città, come il primo Interporto alla Bassona. Ha inoltre spiegato come «sarà possibile nel 2026 far arrivare anche a Verona treni capienti e performanti attraverso il tunnel del Brennero, togliendo molti camion dalla strada».

In progetto quindi molte le idee nel capitolo “Smart city, green city – La città nuova per l’ambiente”, tra cui sostenibilità, innovazione e rigenerazione urbanistica. Dal centro a Verona Sud, dalla dimensione dell’individuo a quella dell’ambiente che lo circonda, ma anche al nuovo modo di fare urbanistica in chiave green e smart. Soluzioni che trasformeranno il contesto cittadino scaligero in un ambiente dinamico, pulito e a misura d’uomo.

Infine il turismo, con il nuovo Dms –Destination management system che mette in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Una partita che vede in campo la Dmo di Verona, ma anche tante associazioni, come quella delle Strade del Vino Valpolicella, rappresentata da Miriam Magnani. «Il Dms è uno strumento potente, per fornire nuove proposte e pacchetti esperienziali. Perché al cliente interessa il sapore dell’esperienza» ha affermato l’ultima relatrice. Il capitolo “Verona Beyond – La città fra turismo e territorio” mette, infatti, in rete una progettualità che supera i confini urbani per raggiungere il mondo che si trova al di fuori delle mura scaligere.

«Un unico grande progetto che ha visto lavorare insieme tante realtà diverse» ha commentato l’assessore Briani. «Anche per quanto riguarda il turismo, grazie al lavoro della Dmo Verona, è stato possibile aderire alla piattaforma regionale che metterà in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Un grande passo avanti per promuovere il nostro territorio e le sue eccellenze, facendo squadra per crescere assieme. Ecco che fare cultura significa programmare e progettare a 360 gradi lo sviluppo e il futuro di una intera città. È quello che stiamo facendo e che continueremo a fare anche dopo la corsa per la candidatura a Capitale della cultura 2022».

Presentando l’ultimo appuntamento a Castel San Pietro ha concluso l’assessore Segala. «Cultura e urbanistica devono viaggiare insieme. Questo luogo industriale abbandonato, nei prossimi anni, non solo verrà riqualificato ma diventerà un fermento di progetti e idee. Aperto alla e sulla città, grazie all’abbattimento del muro che oggi crea una netta separazione. Dopo tanto tempo i veronesi torneranno ad appropriarsi di spazi che, in molti, non hanno mai nemmeno visto. E la prima occasione è proprio questa. Abbiamo fortemente voluto presentare alla cittadinanza il dossier in quelli che saranno i cantieri che cambieranno il volto di Verona. Un’opportunità colta da molti che si concluderà settimana prossima a Castel San Pietro».

All’ex Manifattura tabacchi non solo riqualificazione del quartiere ma anche luogo di cultura. Il cantiere già avviato…

Geplaatst door Sboarina Sindaco op Vrijdag 2 oktober 2020