Verona 2022, a Castel San Pietro la conclusione del racconto del progetto

Ultimo appuntamento ieri per la presentazione del Dossier "Verona 2022. La Cultura apre nuovi mondi" a Castel San Pietro. «Questo percorso è una grande soddisfazione per tutti. Stiamo scrivendo la storia di Verona. Non siamo visionari, piuttosto abbiamo una visione precisa del futuro di questa città che già si sta realizzando» ha affermato il sindaco Sboarina.

Ultimo appuntamento ieri, venerdì 9 ottobre, per la presentazione del Dossier “Verona 2022. La Cultura apre nuovi mondi“, nel colle fondativo della città, Castel San Pietro, luogo in cui sono partiti i primi insediamenti abitativi di Verona. Quel sito oggi, di proprietà di Fondazione Cariverona, diventa cantiere di una nuova rinascita, culturale e urbanistica. Sulla terrazza all’ultimo piano dell’edificio austriaco, si è concluso il racconto di Verona 2022, il dossier in gara per la candidatura a capitale italiana della cultura, di cui si avrà la lista dei dieci finalisti il prossimo 16 novembre.

Proprio del presidente di Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco, è stato il saluto iniziale, con la presentazione dei lavori di ristrutturazione del Castello, richiamando il fascino del luogo per ammirare la città e al tempo stesso la grande storia che racchiude anche per la componente militare. «Verona era un centro logistico importante anche in passato, valorizzato dalla vicinanza con il nord e a questo dovremo puntare anche ai giorni nostri dal punto di vista di attrattività turistica» ha affermato. «Abbiamo accettato di contribuire all’elenco delle qualificazioni che il concorso prevede, in prevalenza sul piano architettonico e la ristrutturazione del Castello rappresenta l’opportunità per ripensare la nostra città verso il futuro, un’opportunità per la Cittadinanza, ecco perché qui sorgerà il Museo della città. Proprio sul pensiero del futuro si basa anche il nostro contributo, verso le giovani generazioni, che secondo noi rappresentano il valore conclusivo di questo concorso».

È quindi intervenuto il sindaco Federico Sboarina, affermando come «questo percorso sia una grande soddisfazione per tutti. Posso dire che stiamo scrivendo la storia di Verona, si tratta infatti di un momento che segnerà un’epoca. Con questo dossier e i progetti avviati, rifondiamo Verona attraverso il recupero di 22 siti. Non siamo visionari, piuttosto abbiamo una visione precisa del futuro di questa città che già si sta realizzando».

Un dossier suddiviso in cinque filoni che contribuiscono a valorizzare il patrimonio storico e artistico della città. «E tutto trova completezza grazie all’unione di più mondi. Lo sviluppo della cultura è un tutt’uno con quello urbanistico, ambientale, tecnologico, turistico ed economico. L’esito del prossimo gennaio quando si saprà il vincitore non cambierà niente, perché il percorso del dossier ha messo in moto qualcosa di unico, di una città che raccoglie tutti i suoi mondi verso un obiettivo comune» ha continuato il sindaco. «Tutti i cantieri saranno finalmente patrimonio dei veronesi, che potranno entrare, visitare e riscoprire luoghi che non hanno mai visto prima al loro interno».

Ultimo intervento di Paolo Dalla Sega, advisor di Ptsclas e consulente del Comune per questo progetto che ne ha illustrato i contenuti. «Il Dossier contiene un’introduzione su Verona, su cos’è e cosa vuole diventare, sulla capacità visionaria e progettuale. Nei mesi di preparazione al Dossier c’è stata molta immaginazione del futuro e una capacità di mobilitare e aggregare le risorse, nel motivare le forze della città in un’unica direzione». 

«Il perfetto legame che si è creato tra cultura e urbanistica è figlio della rete tra i tanti enti coinvolti. Un’apertura e uno slancio verso nuove relazioni, perché la cultura crea interventi sulle persone, nella comunità e nell’ambiente» ha proseguito Dalla Sega. «Abbiamo nuovi modi di vedere la città e questo Dossier è la spinta per “uscire dall’ansa”, usando i ponti per unire tutta la città fuori dal centro storico».

L’intervento è proseguito con l’illustrazione dei “mondi” del Dossier, tra cui il “Uman culture” per la crescita dell’individuo e delle diversità sociali. Con l’artherapy, il progetto delle Lettere a Giulietta, il volontariato culturale della Verona Minor Hierusalem e la moda etica di Quid. E poi, il mondo “Rigenerare una città” con l’ArsLab e l’Arsenale, il Tocatì e i festival promossi da RiVer Primavere urbane, Parco Cultuale Urbano su discipline metropolitane e Vr Mappa di Street Art.

Infine “Visitare patrimoni”, con i depositi aperti dei musei, il nuovo Museo Archeologico nazionale nell’ex caserma di San Tomaso, l’Arena come museo, la biblioteca Capitolare digitalizzata, il Museo della città a Castel San Pietro. Nel dossier si parla anche di turismo, con il nuovo Dms – Destination management system che mette in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Una partita che vede in campo la Dmo di Verona, ma anche tante associazioni, come quella delle Strade del Vino Valpolicella. Così come di ambiente, sostenibilità e smart city. Un esempio su tutti è la Zai, pronta a trasformarsi da Zona Artigianale Industriale a Zona Altamente Innovativa. Un intero quartiere rigenerato, a partire dall’ex Manifattura Tabacchi.

Paolo Dalla Sega

«Abbiamo messo in dialogo tutti gli aspetti di crescita della città» ha affermato nei saluti finali l’assessore Briani «per dimostrare che la visione deve essere unitaria e dar vita ad un progetto lungimirante e attrattivo. Verona è già protagonista della cultura nazionale e internazionale, ma questo lavoro ci ha permesso di condividere la strada da tracciare, quella via che ora non resta che percorrere. Ringrazio pertanto tutti i partner e i soggetti che ci hanno appoggiato, condividendo questo bellissimo percorso».

«Il primo successo l’abbiamo ottenuto sul campo. L’interesse dei veronesi durante queste giornate è stato davvero importante – ha concluso l’assessore Segala – un bel segnale e un’ottima risposta all’invito dell’Amministrazione. Anche oggi ben 150 persone si sono iscritte per visitare Castel San Pietro, che fino a qualche ora fa nessuno aveva mai visto dall’interno. Purtroppo non abbiamo potuto accontentare tutte le richieste, per via del contingentamento dei posti».

Nel pomeriggio, il “tutto esaurito” per i 150 posti disponibili per le visite guidate, condotte dai volontari dell’Associazione amici dei Musei di Verona, al cantiere del restauro in corso da parte di Fondazione Cariverona. Una grande adesione che ha confermato l’interesse dei veronesi per i siti cittadini da recuperare. Numerose, infatti, anche le presenze registrate ai precedenti appuntamenti di presentazione del dossier all’interno di altrettanti luoghi mai aperti al pubblico: ex Caserma Santa Caterina, Palazzo Bocca Trezza e ex Manifattura Tabacchi.