Veneto, assistenza sanitaria per ragioni umanitarie
Stanziati fondi per 450 mila euro per l’assistenza sanitaria a favore di cittadini non appartenenti all’Unione Europea. L’assessore Lanzarin: «La salute è un diritto di ogni essere umano».
Continua, da parte della sanità veneta, l’impegno assistenziale a favore di cittadini non appartenenti all’Unione Europea che necessitano di cure non effettuabili nei loro paesi d’origine per carenza di strutture sanitarie adeguate o di medici con le specializzazioni necessarie per gli interventi richiesti.
Lo ha deciso la Giunta regionale nella sua ultima seduta, approvando, su proposta dell’Assessore alla Sanità, il Programma di Assistenza Sanitaria per Ragioni Umanitarie per l’anno 2019.
Si prevedono due tipologie di stanziamento: fino a 400 mila euro per i ricoveri, e ulteriori 50 mila euro per la prosecuzione delle cure e il follow up ambulatoriale successivo alla fase acuta.
Gli interventi umanitari possono essere proposti da Enti Pubblici, Organizzazioni non Governative, Onlus, Associazioni di Volontariato, Enti e Istituzioni Religiose.
“Il Veneto – sottolinea l’Assessore alla Sanità – applica fino in fondo l’assistenza di tipo universalistico e non viene meno alla sua tradizione di umanità e solidarietà. Attenzione ai più fragili e inclusione sono caratteristiche intrinseche del Veneto. Nel corso degli anni – ricorda – abbiamo curato quasi 700 casi umanitari, nella stragrande maggioranza con patologie gravi e un quadro clinico complesso.
Molti sono i malati curati che provenivano dal zone di guerra, moltissimi i bambini. «Proseguiamo con orgoglio in questo cammino – aggiunge l’Assessore –per dimostrare che la nostra sanità cura volentieri chiunque stia male, a prescindere dallo Stato di provenienza, del colore della pelle, del credo religioso, dalle convinzioni politiche e personali. La salute è un diritto di ogni essere umano”.
Il protocollo operativo prevede, tra l’altro, che la richiesta d’intervento venga inviata dagli aventi diritto esclusivamente via Pec a area.sanitàsociale@pec.regione.veneto.it . L’intera pratica, prima dell’attivazione dell’intervento, è valutata e istruita dall’Unità Organizzativa Commissione Salute. Un gruppo di esperti attribuisce le priorità. Le principali sono la minore età e patologie che comportano pericolo di vita o di inabilità permanente.
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