Veneto, accordo tra Regione e Ca’ Foscari per una ricerca sul servizio sanitario

L'obiettivo della ricerca concordata è il miglioramento dell’efficienza del servizio sanitario regionale, basandosi su un proficuo confronto con le professionalità impegnate nella ricerca.

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La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato l’accordo con l’Università veneziana di Ca’ Foscari per il finanziamento di un progetto di ricerca comune per la riorganizzazione dei processi e dei servizi tecnico amministrativi degli Enti del Servizio sanitario regionale. L’investimento da parte della Regione è di 200.000 euro, con copertura finanziaria nei finanziamenti 2021 della Gestione Sanitaria Accentrata, che sarà destinato a rimborsare le spese sostenute dall’ateneo veneziano.

«L’accordo con Ca’ Foscari – sottolinea l’assessore Lanzarin – ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza del servizio sanitario regionale, basandosi su un proficuo confronto con le professionalità impegnate nella ricerca, che negli anni ha già sviluppato collaborazioni scientifiche con l’ateneo veneziano che, come è universalmente riconosciuto, ha una forte vocazione economica e che da tempo è impegnato in progetti formativi e scientifici in ambito di management sanitario. La collaborazione instaurata, quindi, riflette interessi comuni, a cominciare dallo scambio di competenze professionali tra il personale impegnato nel settore della sanità e le figure professionali presenti nel mondo accademico».

«Il rapporto di collaborazione tra Regione e Ca’ Foscari – aggiunge l’Assessore – consente ai docenti, ai ricercatori e agli studenti di qualificarsi e specializzarsi in maniera particolarmente specifica per quanto riguarda il management delle realtà sanitarie e sociosanitarie, entrando in contatto direttamente coi progetti di innovazione che vengono implementati dal servizio regionale. Come Regione del Veneto, la possibilità di confrontarsi con un interlocutore privilegiato ha già permesso negli anni di disporre di una importante serie di analisi ai fini della programmazione delle attività in ambito sanitario e sociosanitario, tra i quali l’Analisi sul sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria, la Ricognizione e modelli di integrazione per la copertura dei bisogni socio sanitari dei cittadini, lo Studio, progettazione e attivazione di strumenti di definizione di standard organizzativi e di valutazione delle performance per i servizi tecnico-amministrativi di Azienda Zero. Non ultimo è stato affrontato lo sviluppo di strategie di fronte ai cambiamenti legati all’invecchiamento della popolazione ed alla non-autosufficienza che saranno determinanti per innovare ed adattare il sistema di offerta regionale, soprattutto nell’integrazione sociosanitaria. Sono certa che la collaborazione appena formalizzata porterà nuovi e ulteriori risultati rilevanti».