Vendevano falsi prodotti biologici, giro d’affari per 3 milioni

È durata due anni l’indagine “Top Bio” che ha portato alla luce un’associazione a delinquere che spacciava come biologici prodotti trattati con fitofarmaci e concimi convenzionali. Il gruppo ha la sua sede principale a Roverchiara (l’azienda si chiama Top Agri).

A illustrare i particolari oggi i Carabinieri del nucleo tutela agroalimentare di Parma e l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi Nord Est. Le realtà coinvolte, tutte certificate per il biologico a livello produttivo, avrebbero utilizzato erbicidi e fertilizzanti di sintesi non ammessi nella filiera del biologico. Le aziende erano proprietarie in Italia e all’estero di migliaia di ettari di terreno (anche in Romania). I prodotti “vestiti” da biologici sarebbero stati coltivati normalmente e grazie a tecniche e processi laboratoriali  precisi, come la «miscelazione» (ovvero alla mescolatura di granaglie che presentavano residui di fitofarmaci con altre partite a residuo zero con lo scopo di abbassare la quantità di sostanze non ammesse al di sotto del limite previsto), passavano anche la verifica della tracciabilità chimica 8oltre che documentale).

Sono state emesse 7 misure cautelari, 4 persone sono finite agli arresti domiciliari (tra cui oltre ai  vertici aziendali anche alcuni dipendenti). Sono stati trovati pizzini che recavano dati sulle quantità di fertilizzanti da usare, schede dove venivano annotate le vere somministrazioni chimiche, con tanto di tecniche studiate a laboratorio per mistificare ad arte i prodotti.  le indagini sono state condotte dal pm veronese Valeria Ardito che ha contestato il reato associativo allo scopo di commettere più delitti di commercializzazione di prodotti certificati come biologici.

 

Per le operazioni svolte, a tutela dei consumatori (che, anche se non c’è nessun rischio per la salute, si sono visti “truffati”), si è complimentato anche il ministro Centinaio. «Il nostro Paese è tra i leader europei del settore – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio – e sono sempre di più le persone che scelgono i prodotti biologici nelle loro case. È fondamentale quindi tutelare un comparto in continua crescita. Siamo al fianco delle imprese oneste e dei consumatori con controlli serrati. Questa operazione è un altro tassello che si aggiunge al grande lavoro quotidiano dagli ispettori dell’Icqrf e dei Carabinieri del nucleo tutela agroalimentare. Continuiamo su questa strada e non abbassiamo la guardia.»

L’intervista al Maggiore Livio Propato, comandante del reparto tutela agroalimentare di Parma:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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