A Velo, dove da 25 anni il paese va in scena
Ha debuttato ieri al Teatro Orlandi il nuovo spettacolo “collettivo” delle Falìe. Sul palcoscenico un frammento della storia di ieri del paese montano: gli anni Sessanta, il filò che viene messo all’angolo dalla televisione, i sogni dei bambini che si fanno più densi un giorno particolare all’anno: quello di Santa Lucia. Domani la replica di Lùssia.
Non ci sono tanti paesi che possono dire di salire sul palcoscenico con tutti (o quasi) gli abitanti. A Velo Veronese è una poetica prassi dal 1993, da quando cioè il gruppo teatrale Le Falìe ha dato il là ad un’esperienza unica di teatro popolare con l’intento preciso di riscoprire insieme la propria storia. Sul palco da 25 anni finiscono i frammenti del vissuto di tutti, reso tangibile dalla forza del dialetto che non diserta mai la scena. Da sempre il demiurgo è Alessandro Anderloni che impasta ricordi e testi per riconsegnarli al paese nella forma di uno spettacolo. Il dodicesimo capitolo di questa sorta di saga paesana ha debuttato ieri al Teatro Orlandi di Velo Veronese. Tutto esaurito anche per l’altra data che è domani. Lùssia si intitola ed è un omaggio a quel periodo di transizione che furono per le vite di tutti gli anni Sessanta. La storia è nata lo scorso inverno quando Anderloni ha visto la madre preparare come ogni anno i piatti che Santa Lucia avrebbe riempito di doni nella notte. La vicenda si svolge, infatti, tutta intorno al tavolo di una cucina, dove tre generazioni di bambini e di bambine hanno scritto la lettera alla Santa. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli che si chiedono in dono, ma la trepidazione rimane la stessa. Proprio sui bambini che siamo stati, sui giocattoli che abbiamo amato è stata allestita una mostra nella Sala dei Centomila con la collezione di Carmine Lino Battista che dal 1977 cerca e salva tesori nei mercatini di antiquariato.
La mostra: I giocattoli di Santa Lucia
In occasione del debutto di Lùssia, Le Falìe hanno allestito nella loro sede, la Sala dei Centomila, la mostra I giocattoli di Santa Lucia con la collezione di Carmine Lino Battista che, dal 1977, frequenta i mercatini di antiquariato di tutta Europa alla ricerca di fonografi, grammofoni, organetti, piani melodici e piani a rullo. Più di duecento pezzi, tutti funzionanti, che restaura e conserva nel suo laboratorio-museo sulle colline di Marcellise.
Oltre a quella per le “macchine parlanti”, Lino ha un’altra grande passione, quella per i giocattoli: grammofoni giocattolo, lanterne magiche, cavallini a dondolo, macchine a pedali, tricicli, bambole, robot e macchinine di latta, marionette e burattini con la loro baracca, nonché i giocattoli “poveri” della nostra tradizione come biglie, cerchi, birilli e carrettini. Un viaggio nel tempo e nella memoria, alla riscoperta di quando tutti siamo stati bambini.
La rassegna è aperta fino al 19 agosto dalle 16.30 alle 19.30, nelle sere di spettacolo fino alle ore 21 e nei giorni festivi dalle 10.30 alle 12.30. Ingresso libero. Info su lefalie.it
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