Variante 29, tappa in Zai storica. Sboarina: «Qui il cuore della rigenerazione»

Visita questa mattina nella Zai Storica per il sindaco Federico Sboarina insieme all'assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Presenti i consiglieri comunali Paola Bressan e Matteo De Marzi e il presidente della quarta Circoscrizione Carlo Badalini.

E’ la zona della città che più si presta alla rigenerazione urbanistica avviata dall’Amministrazione. La Zai storica, già ribattezzata Zai Life (zona altamente innovativa) per le grandi potenzialità di sviluppo che la caratterizzano, è in assoluto la parte cittadina che, pur mantenendo la sua vocazione artigianale-industriale, deve rispondere a nuove esigenze commerciali ma anche residenziali, per diventare prosecuzione naturale del centro cittadino. 

Una zona che, attraverso lo strumento urbanistico della Variante 29, è pronta a fare un notevole salto di qualità, come dimostrano le numerose manifestazioni di interesse presentate dai privati, tutte in linea con i principi del recupero della aree dismesse e del contenimento di nuovo suolo. Idee e proposte anche innovative, per un mix di funzioni che è esattamente ciò che serve alla Zai per diventare città a tutti gli effetti, con quote di residenziale, commerciale e turistico ricettivo.

Oltre al verde, elemento che, secondo le indicazioni dell’amministrazione, deve qualificare ogni proposta progettuale. La superficie complessiva interessata dalle manifestazioni di interesse è di circa 112 mila metri quadrati. Il terzo e ultimo tour alla scoperta delle aree dismesse private che verranno rigenerate attraverso la Variante 29 si è concentrato proprio nella Zai storica, nel territorio compreso tra le Circoscrizioni quarta e quinta.

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Qui, di edifici da riconvertire e togliere dal degrado ce ne sono in abbondanza. Uno tra tutti, il grande scheletro in cemento armato all’angolo tra Largo Perlar e via Ferrari, di fronte al palazzo Bauli e a pochi metri dalla fiera, costruito al grezzo nei primi anni Novanta e mai terminato. Ma anche l’ex sede dell’Olivetti, diventata poi casa delle aste giudiziarie, oppure un’ex azienda che per la rinascita punta al binomio birra e arrampicata sulla roccia, grazie alle caratteristiche degli spazi a disposizione.

Non manca il residenziale, una novità per questa zona, che conferma la volontà di ampliare la sola vocazione produttiva a cui è stata legata fino ad oggi. Schema rispettato anche per l’ultima tappa, con quattro siti visitati per valutare le reali potenzialità di ciascuna area e delle opportunità che la rigenerazione offre per il territorio con servizi aperti a tutti i cittadini. Ma anche per capire se il mix di funzioni richieste dai proponenti sono adeguati allo sviluppo armonico della zona

L’autobus Atv usato per il tour si è fermato all’angolo tra Largo del Perlar e via Ferrari, in via Morgagni 20, sulla strada dell’Alpo 1 e infine in via Torricelli 41. A visitare le aree, in cui erano presenti i rispettivi proprietari, è andato il sindaco Federico Sboarina insieme all’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Presenti i consiglieri comunali Paola Bressan e Matteo De Marzi e il presidente della quarta Circoscrizione Carlo Badalini

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I siti e le relative proposte

L’edificio in cemento armato tra Largo del Perlar e via Ferrari, è un’area di oltre 7 mila metri quadrati costruito nei primi anni Novanta la cui destinazione, in origine direzionale, è rimasta inguaiata dal susseguirsi degli strumenti urbanistici. Vista la posizione strategica tra la fiera, l’autostrada e il centro cittadino e in considerazione delle modificate abitudini causate dalla pandemia, la proprietà propone la trasformazione della volumetria in turistico ricettivo, con un progetto che preservi la bellezza estetica del cemento armato a vista, ancora in ottimo stato. 

Per l’ex edificio industriale in via Morgagni 20 è stata presentata una proposta innovativa che ha trovato l’interesse dell’amministrazione, perché propone un mix di funzioni oggi assenti dal quartiere. La notevole altezza di una parte dell’edificio è infatti pronta a sfidare il coraggio degli arrampicatori, con una parete di roccia coperta usufruibile tutto l’anno.

In via Morgagni 20

Il resto del fabbricato diventerebbe invece un vero e proprio birrificio per la produzione artigianale della bevanda, con la possibilità di uno spazio dedicato alle degustazioni, anche all’aperto. Valore aggiunto della proposta è la richiesta dell’uso temporaneo, previsto dalla legge regionale, che permetterebbe al progetto tempi più brevi rispetto alla variante stessa. Qui la superficie interessata alla riqualificazione è di circa 900 metri quadrati. 

Da sede cittadina dell’Olivetti a casa delle aste giudiziarie fino a deposito di riso. Dismesso da quindici anni, l’edificio in strada dell’Alpo 1 è pronto al salto di qualità. La proprietà è disposta a più soluzioni, dallo sport ai servizi alla persona, dal co-working ad attività per il quartiere, calibrate sia esigenze delle pianificazione urbanistica sia alle nuove richieste del quartiere. Circa 2mila e 300 i metri quadrati inseriti nella proposta. 

In via Torricelli 41, due edifici in parte in disuso diventeranno nuove abitazioni. Un semplice cambio di destinazione, che tuttavia interpreta lo sviluppo avviato dall’amministrazione per questa parte della città, per un’espansione che richiede nuovi standard rispetto al passato. L’area interessata dal progetto è di circa 900 metri quadrati. 

Sella ex sede di Olivetti

Tempistica

L’intenzione è quella di procedere spediti con l’iter amministrativo. I sopralluoghi servono per vedere sul posto le aree da rigenerare, in parallelo gli uffici proseguono il lavoro con le istruttorie e l’esame di ciascuna proposta pervenuta. L’obiettivo è arrivare già a maggio all’adozione della variante in giunta, che poi andrebbe all’esame della commissione urbanistica e delle Circoscrizioni.

Quindi a giugno il primo passaggio in Consiglio comunale, poi il tempo per le osservazioni e la VAS regionale, per tornare in Consiglio entro fine anno per l’approvazione definitiva. Ciò vorrebbe dire che nei primi mesi del 2022 saranno concessi i primi permessi a costruire.  

«Questa sarà l’area che si trasformerà di più» ha detto il sindaco. «Sono tantissimi gli spazi e gli stabilimenti nel cuore della Zai storica che hanno avuto una loro storia ma che ora sono abbandonati e che non aspettano altro che tornare ad avere un ruolo nel tessuto urbano. Davvero interessanti e di varia natura le proposte che sono arrivate per questa porzione di territorio, che è esattamente ciò di cui la città ha bisogno per fare un ulteriore salto di qualità».

«Uno sviluppo la cui regia e controllo sono sempre in capo all’amministrazione – ha sottolineato il sindaco – perché la rigenerazione che vogliamo deve inserirsi correttamente e in modo armonioso nel contesto, senza generare alcun impatto negativo. Prende forma la nostra visione di città, dal Central Park scendendo dalla fiera, per arrivare ad una Zai completamente nuova, viva e riqualificata». 

«Per la zona della Zai storica sono arrivate davvero tante proposte, un numero elevato che conferma che c’è grande interesse e partecipazione verso la nostra visione di sviluppo urbanistico» ha aggiunto l’assessore Segala. «Per questa parte del territorio in particolare, abbiamo chiara una visione innovativa, che ne elevi gli standard qualitativi pur mantenendone la vocazione storica. I cittadini non solo hanno colto l’opportunità della variante, ma ci stupiscono con proposte creative di servizi e attività di cui oggi la zona è carente».

«Penso al birrificio artigianale e alla parete di roccia, un mix davvero vincente che anche i cittadini apprezzeranno. L’intenzione è quella di procedere spediti con l’iter amministrativo, arrivando già a maggio all’esame della variante in giunta. Ciò vorrebbe dire approvarla entro fine anno e concedere i primi permessi a costruire nei mesi successivi» conclude Segala.

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