Vannacci, salta la presentazione del libro all’Hotel San Marco

L'annullamento della presentazione de "Il mondo al contrario", previsto per il prossimo 11 gennaio, è stato comunicato dalla struttura alberghiera. Esulta il Circolo Pink - GLBTQE Verona, mentre di censura parlano Bisinella e Valdegamberi, che afferma che l'evento si farà comunque in altra sede.

Polverone anche a Verona per il discusso libro del generale Roberto Vannacci, che sarebbe dovuto tornare l’11 gennaio prossimo all’Hotel San Marco di via Longhena 42 a Verona per presentare il suo libro “Il mondo al contrario”. A comunicare l’annullamento dell’appuntamento letterario è stata la stessa struttura alberghiera attraverso i suoi social “per motivi di sicurezza”.

Ieri, infatti, Circolo Pink – GLBTQE Verona aveva diffuso una nota in cui minacciava un presidio davanti all’Hotel San Marco al grido “Non abbiamo bisogno del generale Vannacci”, reo, secondo lo stesso Circolo di aver ottenuto «una diffusa notorietà per via di un suo libro autopubblicato, zeppo di contenuti omofobi, razzisti, sessisti, con frasi del tipo “Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!”, “La normalità è l’eterosessualità”».

Dopo la notizia dell’annullamento dell’incontro, che avrebbe visto la partecipazione anche del consigliere regionale Stefano Valdegamberi e dell’ex parlamentare, ora presidente del Centro Studi Suvorov, Vito Comencini, moderati dalla giornalista de L’Arena Alessandra Vaccari, il Circolo Pink ha rilasciato un’ulteriore nota: «L’hotel San Marco di Verona, dopo le nostre pressioni e la comunicazione di un presidio, ci comunica tramite mail e pubblicazione sui social, che la presentazione del libro “Il mondo al contrario” del generale Vannacci del prossimo 11 gennaio è stata annullata. Il presidio verrà spostato quando sapremo dagli organizzatori la nuova location. Pare che nessuno voglia ospitare a Verona il Vannacci e il suo libro. Chissà se Valdegamberi ha una cantina da mettere a disposizione».

Valdegamberi: «L’evento si farà»

E a provocazione fatta, non è tardata la risposta, in questo caso di Stefano Valdegamberi, che conferma l’evento in una nuova sede: «E’ inaccettabile che in un Paese libero e democratico venga impedita la presentazione di un libro. E’ quello che sta accadendo a Verona, dove non è possibile ospitare la presentazione del libro del generale Roberto Vannacci “Il Mondo al Contrario”. Associazioni come Circolo Pink, Infospazio 161, Rifondazione Comunista, Paratodos, Osservatorio Migranti Verona, Sat Pink e Potere al Popolo si vantano sui loro canali social di essere riusciti a boicottare la presentazione del libro prevista per giovedì 11 gennaio. Annunciando manifestazioni, insulti, minacce e provocazioni hanno costretto i titolari dell’hotel che ospitava l’evento ad annullarlo. Attraverso i social dicono che nessuno a Verona vuole ospitare Vannacci e il suo libro. Questo non è vero, perché sono loro che con la violenza impediscono una pacifica esposizione delle idee altrui. Oltre a minacciare e intimidire hanno anche l’ardire provocatorio di dare la colpa a chi rinuncia. Ma noi crediamo nella democrazia e nella Libertà di Parola e quindi Roberto Vannacci sarà comunque a Verona, in una nuova sede che sarà resa nota nei prossimi giorni. Nessuno cede al ricatto; la presentazione del libro rimane confermata nella data e nell’ora. Giovedì 11 gennaio alle 20.30.
Queste sono azioni antidemocratiche e illiberali da parte di coloro che si dichiarano a parole non-violenti, facendosi paladini dei diritti, mentre poi si dimostrano i primi a negare in modo violento la libertà di opinione altrui. Esiste ancora il libero pensiero in questo Paese?».

Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi

Bisinella: «Atteggiamenti oscurantisti»

Sulla questione interviene anche la consigliera comunale ed ex senatrice Patrizia Bisinella: «Vannacci ha espresso delle prese di posizione che sicuramente non sono in linea con le mie idee – interviene la consigliera – ma trovo aberrante che in uno Stato di matrice liberale e democratica quale il nostro Paese venga impedita la presentazione di un libro a suon di minacce a chi ha concesso la sala o a chi organizza l’evento. Qui non si tratta di condividere o meno il contenuto di un’opera, bensì di non impedire a priori la libera espressione delle proprie idee, qualora queste idee si scontrino con una sorta di pensiero unico socialmente accettato. Questa censura preventiva ricorda molto da vicino un regime dittatoriale, quindi il pericolo non sta certamente in un libro, ma negli atteggiamenti oscurantisti di chi non rispetta le libere opinioni altrui e vuole imporre le proprie».

Patrizia Bisinella
Patrizia Bisinella