Valpantena: riapre il “Pantheon” di Santa Maria in Stelle

Racchiude scene pittoriche dell’Antico Testamento risalenti al V secolo e mosaici preziosi l’Ipogeo di Santa Maria in Stelle, che da più di dieci anni non era più accessibile ai visitatori a causa di urgenti lavori di restauro. Interventi che, a partire dal 2016, sono stati portati a termine consentendo la riapertura del sito archeologico il prossimo 9 giugno. Nel frattempo, sabato 7 e domenica 8 aprile, gli alpini dedicheranno la tradizionale Festa di Primavera al gruppo di “Giovani Volontari Ipogeo”, che ha collaborato al restauro del “gioiello”  di epoca romana, sostenendoli con i ricavati dell’evento.

Il “Pantheon” della Valpantena riapre i battenti e lo fa dopo più di dieci anni. L’ipogeo di epoca romana, che si trova a Santa Maria in Stelle, è considerato un esempio di monumento pittorico del periodo romano-paleocristiano risalente al I secolo dopo Cristo.

Il sito archeologico, chiuso da anni a causa di necessari lavori di restauro, tornerà ad affascinare i visitatori a partire dal 9 giugno grazie anche al gruppo dei “Giovani Volontari Ipogeo“, che in futuro delegherà la gestione del sito alle nuove generazioni.

Il restauro vero e proprio, partito nel 2016 dopo anni di incomprensioni tra comune e parrocchia, è ora completo e per festeggiare la riapertura del Pantheon sono in vista alcune iniziative. In particolare questo weekend, sabato 7 e domenica 8 aprile, gli Alpini di Santa Maria in Stelle animeranno il paese con la quarantesima Festa di Primavera, un evento ormai tradizionale che negli anni passati ha raccolto fondi per i terremotati, il gruppo Abeo e il centro giovanile. Quest’anno, invece, proprio in occasione della riapertura dell’Ipogeo, i ricavati della festa andranno al gruppo dei giovani volontari della parrocchia.

Il 26 maggio è prevista poi una giornata di formazione per le future guide che porteranno i visitatori all’interno del sito che sarà aperto ufficialmente sabato 9 giugno alle 11 nella chiesa di Santa Maria Assunta alla presenza del vescovo Giuseppe Zenti.