Valdegamberi su Megareti: «Politica predatoria»

Il consigliere regionale del Gruppo Misto Stefano Valdegamberi accusa la società del Gruppo Agsm Aim di applicare delle tariffe abnormi per la distribuzione dell'energia. Alle critiche del consigliere si aggiungono anche quelle di Flavio Tosi.

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi
Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi

Megareti, società del Gruppo Agsm che distribuisce in via esclusiva l’energia eclettica a Verona è da diverso tempo nel mirino di molti utenti che segnalano un prezzo della bolletta molto elevato, pur essendoci consumi ridotti a causa delle chiusure imposte dalla pandemia, proprio a causa della componente “distribuzione”.

A ritornare sul caso dopo una denuncia di un cliente che era arrivata anche alla nostra testata lo scorso 12 aprile, è il consigliere regionale Stefano Valdegamberi che dichiara: «Un commerciante o chiunque abbia un’attività chiusa per mesi nella città di Verona, con un’utenza elettrica per usi diversi, ad esempio, di soli 20Kw, si è trovato a dover continuare a pagare una bolletta molto cara ad Agsm anche se con consumi ridotti o pari a zero. Perché accade questo? – si domanda Valdegamberi – Esaminando le bollette l’anomalia è alla voce “distribuzione”. Megareti, società del Gruppo Agsm che distribuisce in via esclusiva l’energia elettrica nella sola città di Verona, a differenza di quanto fanno altre società, come AIM Vicenza – con la quale stiamo fondendoci – ed E-Distribuzione (Enel), fattura non in base ai picchi di consumo, ma in base alla potenza impegnata, a partire dai 17 Kw di potenza in su. Megareti applica la regola solo se l’utente ha un contatore di 35 Kw e non 15 kw come Aim o 17 come Enel, a prescindere dal periodo Covid».

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«Megareti deve allinearsi ad Aim Vicenza, Enel e altri! – tuona Valdegamberi – Poi è intervenuto lo Stato a bloccare temporaneamente la situazione. Ma non basta. Per le attività veronesi rimaste chiuse o con attività e consumi ridotti, la differenza per il contribuente può essere anche di diverse centinaia o addirittura migliaia di euro pagati in più, pur senza aver effettivamente consumato, rispetto alle stesse attività in provincia di Verona o nella città di Vicenza! La fatturazione di Megareti, per il tramite dei fornitori (qualsiasi essi siano), è abnorme, in quanto anche in presenza di consumi modestissimi la “spesa per trasporto e gestione contatore” e la “spesa per oneri di sistema” è del tutto sproporzionata ed eccessiva. A questa si aggiungono poi le imposte e l’iva!»

«È una politica “predatoria” nei confronti delle piccole imprese che hanno necessità di avere solo occasionalmente dei picchi di potenza più elevati per la loro attività. – conclude Stefano Valdegamberi – Questo comportamento, diverso dagli altri distributori, penalizza ulteriormente le utenze relative alle attività proprio della città di Verona, addossando costi impropri in bolletta, proprio in questo momento di crisi e di grande difficoltà per le chiusure imposte dal Covid. Chiedo, pertanto, a Megareti Agsm, se vuole aiutare realmente le attività commerciali, di rivedere il calcolo delle tariffe adeguandosi ad Aim Vicenza o di trovare delle forme di compensazione con gli utenti che hanno continuato a pagare bollette elevate, pur con consumi molto ridotti o quasi nulli! L’appello lo feci già diversi mesi fa, ahimè caduto nel vuoto».

Flavio Tosi precisa sui presunti sconti

Flavio Tosi
Flavio Tosi

«Gli sconti sulla bolletta dell’energia? Sono quasi tutti fondi statali, non di Agsm, il cui sforzo purtroppo rimane marginale e copre solo le spese del margine di guadagno per la corrente, cioè una voce che incide per poche decine di euro per singola azienda da qui a fine anno. Ed è un peccato perché se Agsm-Aim avesse davvero fatto la sua parte, gli sconti per le aziende avrebbero potuto essere più cospicui e si sarebbe soprattutto dovuta allargare la platea dei destinatari. Infatti godrà dello scontro solo chi ha contatori di potenza fino a 30 kw/h, ma molte attività commerciali colpite dalle chiusure e restrizioni anti-Covid, pensiamo ai ristoranti ed agli alberghi, hanno contatti con una soglia più alta. – sottolinea Flavio Tosi con i Consiglieri comunali di Lista Tosi e Fare Verona, che conclude – Agsm e il Comune intorbidano un po’ le acque e vendono come loro una riduzione che nasce dal contributo statale di 6 milioni di euro. Agsm invece mette solo qualche decina di migliaia di euro di risorse proprie, il nulla per una multiutility che fattura quasi un miliardo».

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