Vaccino, CGIL Verona: «Criterio incomprensibile»

CGIL Verona evidenzia l'urgenza di ampliare il raggio di vaccinati nelle prime fasi anche ai caregiver professionali o familiari e ai lavoratori a rischio.

CGIL Verona lancia un appello sull’importanza di vaccinarsi e riporta i dati emersi durante l’incontro di ieri tra i sindacati e l’assessore Lanzarin. Evidenzia inoltre l’urgenza di ampliare il raggio di vaccinati nelle prime fasi, come per esempio caregiver professionali o familiari e lavoratori a rischio.

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«Vaccinarsi è un atto di responsabilità del singolo nei confronti della propria salute, di quella dei propri cari e della collettività. Le istituzioni, ad ogni livello, debbono farsi promotrici e garanti di questo legame. Risultano pertanto poco comprensibili le incertezze che continuano a caratterizzare, al di là della effettiva disponibilità del vaccino, il piano delle vaccinazioni e le modalità di somministrazione delle dosi tra le categorie a rischio. Non è logico escludere dal novero delle vaccinazioni prioritarie i tanti lavoratori e le tante lavoratrici che, al pari del personale sanitario, hanno contatti pericolosi con il ciclo di gestione dell’emergenza Covid, ad esempio il personale dell’igiene ambientale, delle pulizie svolte in appalto nelle strutture sanitarie o gli stessi insegnanti e il personale della scuola, a partire da quella dell’infanzia. Allo stesso modo non è logico escludere i caregiver, professionali o familiari, che proteggono le persone più fragili, anziani e/o non autosufficienti».

manuela lanzarin

Prosegue riportando l’esito dell’incontro avvenuto ieri tra i sindacati e l’assessore Lanzarin: «Di questo e molto altro ieri martedì 5 gennaio come Cgil Veneto abbiamo parlato assieme a Cisl e Uil con l’assessore regionale Lanzarin. I primi dati sulle somministrazioni del vaccino nella nostra regione sono confortanti ma per arrivare a regime serve uno sforzo organizzativo straordinario e un impegno di tutti gli attori del territorio per promuovere la vaccinazione delle cittadine e dei cittadini. Servono assunzioni di più medici e personale sanitario e occorre perseguire l’obiettivo della vaccinazione di tutta la popolazione attraverso l’informazione partecipata di cittadini e cittadine, di lavoratori e lavoratrici. Servono trasparenza, informazione adeguata, partecipazione, confronto pubblico diffuso».

Conclude: «In Veneto più che altrove è ancora molto distante anche l’obiettivo del contenimento dei contagi, in forte e preoccupante crescita anche nei luoghi di lavoro. Per questo come Cgil-Cisl-Uil abbiamo chiesto alla Regione di adottare un congruo periodo di adeguate misure di contenimento. La riduzione della diffusione epidemiologica è oggi la condizione indispensabile non solo per evitare un incremento ingovernabile dell’emergenza sanitaria ma anche per ripristinare le condizioni per una ripresa e un rilancio sostanziale delle attività produttive in tutti i settori».

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