Vaccini, Zaia: «Per la terza dose priorità agli anziani»

Il presidente del Veneto Luca Zaia durante la conferenza stampa quotidiana ha informato i cittadini che sono aperte prenotazioni per i vaccini fino al 30 settembre, e che nell'eventualità di una terza dose la priorità saranno gli anziani e le persone fragili.

Manuela Lanzarin, Luca Zaia, Francesca Russo
Manuela Lanzarin, Luca Zaia, Francesca Russo. Foto d'archivio

Il bollettino

I test rapidi sono 6.577.425, i test molecolari sono 6.388.893 eseguiti dal 21 febbraio 2020. Il totale dei positivi nelle ultime 24 ore sono 637 con 41.430 tamponi. L’incidenza è dell’1,53%. I positivi ad oggi isolati sono 13.079. Numero di positivi dall’inizio della pandemia 456.975. Il totale dei ricoverati è 279, di cui ricoverati in area critica sono 225 e 54 in terapia intensiva. Il totale dei decessi è 11.693, i dimessi sono 22.929.

Il modello previsionale

Il sistema consente di visualizzare l’andamento storico e la previsione per le tre settimane successive (con range di errore) dei seguenti parametri:

  • attualmente positivi;
  • Rt;
  • occupazione terapia intensiva;
  • guariti;
  • deceduti.

Trattandosi di una stima c’è sempre un margine di incertezza, ma la curva osservata è  risultata sempre molto vicina alla curva stimata dal modello.

«Il modello non ci dà remissione della curva dell’infezione. Nulla di preoccupante, ma ci dice che da qui alle prossime tre settimane non bisogna abbassare la guardia. L’infezione c’è, ma la stiamo gestendo bene. Non c’è un pericolo di passaggio di zona, ma dobbiamo impegnarci. Teniamo le mascherine a prescindere, se c’è assembramento; distanziamento; igienizzazione e vaccinazione.

Vaccini

«I vaccinati in Veneto non sono pochi. 22.532 sono i vaccini fatti ieri. Abbiamo già inoculato 6.312.541 dosi. La popolazione veneta vaccinabile è vaccinata o in procinto di venire vaccinata per il 78,9%. Tra queste, chi ha più di 80 anni è vaccinato al 99%. 70-79 anni, 92%. 60-69 anni, 88%. 50-59 anni, 80%. 40-49 anni, 72%. 30-39 anni, 68%. 20-29 anni, 74%. 12-19 anni, 60%. Dal 13 agosto, abbiamo avuto 25.300 accessi tra i giovani. Noi abbiamo l’obbligo di garantire che la macchina vaccinale funzioni, e ci tengo a ricordare che la fascia 12-25 anni ha garantito l’accesso in qualsiasi momento senza prenotazione; in egual misura accade anche per gli over 60. La vaccinazione è volontaria, ma è innegabile che la vaccinazione abbia cambiato il corso della storia del Coronavirus. Siamo una delle regioni che sta performando meglio sul fronte delle vaccinazioni e sui giovani».

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Terza dose

«Faccio appello al Governo affinché si decida velocemente per la terza dose: dobbiamo saperlo il prima possibile. Il 21 settembre inizia l’autunno, e se è sì per la terza dose, significa che dobbiamo avere come focus fondamentale le case di riposo, che contano trentamila ospiti. Questi, anche per l’età, hanno una risposta immunitaria di gran lunga inferiori rispetto a un giovane. Bisogna fare in fretta».

«Abbiamo aperto il calendario delle prenotazioni vaccinali fino al 30 settembre, per Pfizer e Moderna. Esorto tutti coloro che non sono tra le categorie fragili o che non sono già vaccinati, di farlo adesso. Se si parte con la terza dose, dobbiamo dare priorità alle vaccinazioni agli anziani e alle persone fragili, e sono tanti. Quindi presto chi ancora non si è vaccinato, si ritroverà in fondo alla coda. Se partiamo con la terza dose, le priorità cambieranno: si darà precedenza agli anziani».

No-vax

«Se il 20% non si è vaccinato, non è perché sono tutti fondamentalisti e puristi: c’è dentro anche chi non può clinicamente vaccinarsi e coloro che hanno paura del vaccino, perché sono bersaglio di informazioni a senso unico, le classiche fake news. E poi c’è anche chi non vuole categoricamente farlo. Nell’ambito della volontarietà penso sia fondamentale fare un’informazione corretta di accompagnamento alla vaccinazione».

Obbligo vaccinale

«In Italia ci sono già 11 vaccini la cui somministrazione è in via teorica obbligatoria, poi c’è sempre chi non li vuole fare. A livello internazionale non mi risulta che tutt’oggi ci sia un Paese che abbia adottato l’obbligatorietà vaccinale per il Covid. Questo dibattito segna un po’ il nostro tempo: arrivare all’obbligatorietà è una sconfitta sociale. Se un Paese si ritrova a compiere questa scelta, significa che non c’è presa di coscienza nella popolazione. In Veneto abbiamo di gestire questa campagna vaccinale in maniera efficiente nell’ambito della volontarietà, e ci siamo riusciti. Bisogna capire come verrà interpretata l’obbligatorietà: quando si parla di obbligatorietà tendenzialmente si fa riferimento alle categorie professionali, e in quel caso c’è già, come nel caso dei medici. Il primo step sul quale si ragionerà suppongo dunque sarà quello delle categorie professionali».

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