Vaccini: in Veneto almeno una dose a 8 ottantenni su 10

Vaccini anti-Covid: in Veneto 8 ultraottantenni su 10 hanno ricevuto almeno una dose. Restano però da chiarire alcuni punti, come le 40mila dosi non assegnate a una categoria e i criteri di convocazione per i 70enni.

Vaccinazione vaccino Covid in Fiera a Verona
Vaccinazione vaccino Covid in Fiera a Verona, febbraio 2021

In Veneto, dati aggiornati a sabato sera, sono state somministrate un milione e 157mila dosi di vaccini anti-Covid. Precisamente 1.157.337. Di queste, 208.167 in provincia di Verona, fra Ulss 9 Scaligera e Azienda ospedaliera.

Nella nostra regione hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 840.506 persone, di cui 316.831 hanno completato il ciclo di due dosi. In attesa del vaccino di Johnson & Johnson che prevede una sola dose, i preparati attualmente in uso, quelli di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, prevedono tutti la doppia dose.

Nel bollettino aggiornato a sabato sera la Regione Veneto dichiara di aver vaccinato con almeno una dose l’82,5% degli over 80 e di aver utilizzato, in generale, il 91,4% delle dosi fornite.

Sono quindi 523.675 le persone in Veneto ad aver ricevuto una sola dose. In Veneto i residenti sono circa 4,9 milioni. Ad aver ricevuto solo la prima dose di vaccino è quindi circa il 10,6% della popolazione, una o due dosi il 17,2%, entrambe le dosi il 6,5%.

Veneto avanti per le “prime dosi”, più indietro sui cicli completati

Di seguito un grafico elaborato dalla Fondazione Gimbe, relativo alla percentuale di popolazione – per regione o provincia autonoma – che ha ricevuto solo la prima dose di vaccino. I dati in questo caso sono aggiornati alle 6 del mattino di venerdì 9 aprile 2021, quindi con circa due giorni di vaccinazioni mancanti rispetto al dato aggiornato fornito dalla Regione Veneto.

La nostra regione risulta essere quella con più persone che hanno ricevuto una sola dose. Veneto oltre il 10%, mentre la media italiana è al 7,8%.

Diverso il dato relativo ai cicli vaccinali completati. Anche in questo caso i dati elaborati nel grafico sono vecchi di due giorni rispetto a quelli della Regione Veneto, quindi dal 6,1% si è saliti intorno al 6,5%, ma ci sono altre regioni con popolazione paragonabile a quella veneta quali il Piemonte (circa 4,3 milioni) e l’Emilia Romagna (circa 4,5 milioni), che hanno completato più cicli di vaccinazione in percentuale.

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L’attesa delle dosi

Per quanto riguarda le forniture di vaccino, ha espresso preoccupazione – fra gli altri – il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi. Venerdì ha infatti spiegato come nella provincia di Verona ci sia ad oggi una capacità di almeno 10-12mila vaccinazioni al giorno, con il programma di arrivare anche a 20-25mila. Le disponibilità di dosi permettono però per questo mese al massimo 5mila somministrazioni quotidiane. Nella giornata di sabato sono state 4.121, negli ultimi giorni sempre intorno alle 4mila e 200.

Pietro Girardi, direttore generale Ulss 9 Scaligera
Pietro Girardi, direttore generale Ulss 9 Scaligera

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In Veneto nella settimana 22-28 marzo sono state somministrate 179.783 dosi, fra 29 marzo e 4 aprile 181.326 e dal 5 aprile a ieri sera 169.223. Numeri comunque in crescita rispetto alle 119.121 del periodo 8-14 marzo e le 94.539 del 15-21 marzo (il 15 marzo venne annunciato lo stop temporaneo ad AstraZeneca).

La polemica intorno alla voce “Altro”

«In Veneto nessuna vaccinazione anomala» aveva detto il presidente Luca Zaia, in seguito alle dure parole del presidente del Consiglio Mario Draghi in settimana. E la Regione aveva diffuso un elenco, aggiornato alle 17 di venerdì 9 aprile, che spiegava a quali soggetti sono state somministrate le 334mila e 149 dosi inserite sul portale nazionale alla voce “Altro”.

Di queste 165.797 sono 70-79enni, 62.700 soggetti estremamente vulnerabili o disabili, 14.397 operatori non sanitari delle Rsa e via via le altre categorie. Di seguito il documento della Regione.

Restano però 40mila e 141 dosi di cui non è ancora chiara la destinazione, indicate come “In fase di verifica/assegnazione alla specifica categoria”. In particolare dagli esponenti Pd è stata chiesta chiarezza su questo dato e la regione, in una nota, ha specificato che «il Presidente Luca Zaia e l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin hanno dato mandato di verificare e incrociare i propri dati e catalogare i soggetti che compongono quel macro gruppo».

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Il Pd all’attacco sulla campagna vaccinale

Si fanno insistenti le richieste di chiarezza da parte degli esponenti del Partito Democratico, in particolare veronesi, sulla campagna di vaccinazione.

Oltre al tema delle 40mila dosi “in fase di verifica”, «un problema ancora irrisolto sono le vaccinazioni ai non dambulabili; a Verona ancora 20mila allettati non autosufficienti e domiciliari stanno aspettando il vaccino. Chi deve procedere a vaccinare queste persone? I medici di base? Le USCA? In questa indecisione, molti, spesso anziani o i più fragili, non hanno ancora ricevuto il vaccino» dicono la deputata Alessia Rotta, la consigliera regionale Anna Maria Bigon e il consigliere provinciale, nonché sindaco di Belfiore, Alessio Albertini.

Gli esponenti del Pd chiedono inoltre chiarezza sulla situazione della campagna per i 70-79enni. Per quanto riguarda la prenotazione sul portale regionale «ci sono pochissimi posti liberi e negli ultimi giorni è stato praticamente sempre privo di disponibilità» dicono.

Per quanto riguarda i punti di vaccinazione attivati nei Comuni, puntano il dito su una apparente disparità: «se sei un 70-79 e abiti nel Comune giusto, puoi vaccinarti. Se abiti nel Comune sbagliato, non solo non puoi vaccinarti nel tuo paese, ma non puoi accedere all’hub perché i vaccini da lì sono stati spostati nei comuni “fortunati”».

Alessia Rotta
Alessia Rotta

I comuni “fortunati”, secondo i dem, sono appunto quelli dove sono state attivate le vaccinazioni con i medici di base, ovvero Cologna Veneta, Nogara, San Giovanni Lupatoto, Bovolone, Cerea, Isola Rizza, Castel d’Azzano con Buttapietra, insieme ad altri comuni aggregati a questi.

«Perché in altri comuni non sono stati attivati i centri vaccini, nonostante la disponibilità dimostrata?» continuano Rotta, Bigon e Albertini. «Non si tratta di Sindaci che non si sono dati da fare e altri più volenterosi. ad esempio ad Isola della Scala, con Nogarole Rocca e Trevenzuolo, sono pronti a partire da giorni; tuttavia non ricevono vaccini. A Bosco Chiesanuova, dopo un sopralluogo di oltre un mese fa con l’ASL, nessuno ha più saputo nulla. A San Giovanni Ilarione, Caldiero, Belfiore, dopo le manifestazioni di disponibilità inviate per iscritto dai Sindaci all’ASL e alla Provincia, nessuno ha mai risposto».

Il sindaco di Isola della Scala Stefano Canazza, durante una diretta Facebook di ieri, ha voluto tranquillizzare i cittadini, ribadendo che la carenza di dosi non permette di estendere la campagna di vaccinazione, senza recriminare su disparità rispetto ad altri paesi.

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«La parità di trattamento tra i cittadini non è rispettata, perché non è chiaro il criterio secondo il quale si scelgono i comuni a cui inviare i vaccini. Ci rifiutiamo di pensarlo, ma dobbiamo constatare, in nome e per conto dei cittadini, quanto risulti evidente il filo politico verde che lega la scelta sui comuni più fortunati. Tutto ciò si traduce in una discriminazione territoriale a danno dei cittadini, specialmente quelli più fragili. La Regione e l’ASL devono delle spiegazioni chiare a tutti i cittadini veronesi su questa inaccettabile disparità di trattamento» concludono i tre esponenti del Partito Democratico.

Il tema del giorno di Verona Network lunedì 12 aprile

L’avanzamento della campagna vaccinale in Veneto e a Verona sarà proprio il tema del giorno di Verona Network di domani, lunedì 12 aprile, con gli ospiti in diretta a Buongiorno Verona, nella fascia fra le 12.30 e le 13.30 sul canale 640 del digitale terrestre Radio Adige TV.

Ospiti Guglielmo Frapporti, della Federazione Italiana Medici Medicina Generale di Verona, Denise Signorelli, direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera, ed Elena Di Gregorio dello Spi Cgil Veneto.

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