Vaccini, il prossimo passo del Veneto è per gli operatori del turismo
Vaccini agli operatori del turismo: l’annuncio della Regione Veneto
Il prossimo passo nella lotta al Covid in Veneto sarà somministrare i vaccini agli operatori del turismo. Lo hanno annunciato oggi il presidente della Regione Luca Zaia e l’assessora alla Sanità Manuela Lanzarin. «Abbiamo intenzione di aprire al mondo del turismo» ha dichiarato Zaia. «Un turismo “Covid-free” non è un miraggio».
Si tratta di «Tutto il mondo del turismo di mare, montagna, lago e terme» ha spiegato Lanzarin. «Sono circa 60mila persone del settore alberghiero e ricettivo. Altre 9.500 sono quelli “all’aria aperta”, ovvero campeggi, e stiamo raccogliendo gli ultimi dati sui parchi divertimento (tra cui i circa mille di Gardaland). In totale intorno a 73-74mila. Sono stime basate sui dati di Veneto Lavoro, ancora da confermare».
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Per quanto riguarda l’aspetto tecnico della prenotazione, sarà adottata sul portale regionale la modalità della “forzatura” del sistema, come è stato per i conviventi di persone fragili. Sarà infatti possibile procedere indicando la propria appartenenza alla categoria “operatori turistici”, da certificare attraverso un contratto o una dichiarazione del datore di lavoro.
Per quanto riguarda il tipo di vaccino, l’obiettivo della Regione è utilizzare quello di Johnson&Johnson. Questo ha infatti il vantaggio di prevedere una sola dose, a differenza degli altri in uso in Italia (Pfizer, Moderna e AstraZeneca) che richiedono una seconda inoculazione a distanza di qualche settimana.
Spiega Zaia: «Abbiamo già 20mila dosi di Johnson&Johnson, la prossima settimana ne dovrebbero arrivare altre 40mila. Stiamo facendo una verifica per valutare il grado di utilizzabilità di questo vaccino sotto ai 60 anni». Come per AstraZeneca, il vaccino Janssen di Johnson&Johnson è infatti “raccomandato” solo alle fasce d’età più anziane. «È fondamentale che Ema chiarisca questa “raccomandazione”».
Aggiunge il Presidente: «Al più tardi la prossima settimana partiamo con questa operazione sul mondo del turismo. Se riusciamo con Johnson&Johnson abbiamo subito 60mila dosi pronte, altrimenti non partiremo a pieno regime, perché mancherebbero i vaccini».
Il tema è quello. «Oggi in Veneto abbiamo 32mila vaccini, ma potremmo farne il triplo. Spero che le forniture di giugno siano davvero poderose come annunciato».
Per quanto riguarda le vaccinazioni nel periodo estivo: «Stiamo cercando di programmarci affinché le due settimane centrali di agosto vincolino il meno possibile i cittadini che vogliono fare vacanza. Prevediamo pochi richiami, solo prime dosi, per chi volontariamente le vuole fissare».
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