Uso DPI, le linee guida dell’Ordine dei Medici di Verona

Distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani, uso delle mascherine, uso dei guanti. Sono queste, in ordine di efficacia, le azioni di prevenzione del rischio di contagio da Covid-19. L'emergenza sanitaria sta rientrando, ma con lo sblocco progressivo delle restrizioni è necessario continuare a proteggere se stessi e gli altri, per prevenire nuovi contagi anche in…

Distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani, uso delle mascherine, uso dei guanti. Sono queste, in ordine di efficacia, le azioni di prevenzione del rischio di contagio da Covid-19. L’emergenza sanitaria sta rientrando, ma con lo sblocco progressivo delle restrizioni è necessario continuare a proteggere se stessi e gli altri, per prevenire nuovi contagi anche in vista dell’autunno e di una possibile seconda ondata della malattia.

A questo proposito l’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona ha stilato alcune linee guida indirizzate ai cittadini per chiarire qual è il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali e sfatare alcuni luoghi comuni sulla loro igiene e pulizia. Il documento è stato elaborato dalla commissione Sviluppo professionale continuo e Cultura, con una breve premessa sulle caratteristiche del virus curata dal dottor Massimo Valsecchi, già direttore del dipartimento di Prevenzione della ex Ulss 20. Il testo può scaricare liberamente dal sito dell’Ordine dei Medici www.omceovr.it.

«L’uso dei guanti può comportare dei rischi, per esempio quello di sentirsi protetti dal contagio per il solo fatto di usarli – commenta il presidente dell’Ordine, Carlo Rugiu – Questa falsa sicurezza si può tradurre nella potenziale contaminazione di oggetti come il telefonino, le chiavi o il bancomat. Oppure, ancora peggio, può propiziare il contagio se le mani vengono a contatto con occhi, naso e bocca. I guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani, che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per almeno 60 secondi. Adoperarli all’interno dei negozi e luoghi pubblici è obbligatorio, ma bisogna fare attenzione che siano puliti al momento dell’ingresso. È comunque indispensabile cambiarli dopo ogni utilizzo e smaltirli correttamente tra i rifiuti indifferenziati».

Per quanto riguarda le mascherine, «il loro utilizzo non azzera il rischio di trasmissione del virus, ma lo riduce del 95 per cento», chiarisce Rugiu. «Le mascherine di stoffa proteggono meno di quelle chirurgiche, soprattutto quando gli strati sono sottili e le trame del tessuto lasciano traspirare. Ci sono studi sulla loro efficacia che comunque mostrano come siano meglio di niente. In qualche modo trattengono le particelle virali emesse da una persona malata. Lo stesso discorso vale per le sciarpe, ma siccome una buona parte della sicurezza delle mascherine viene dall’aderenza al viso, va da sé che la sciarpa è la scelta meno indicata tra tutte».

Nel documento sono sintetizzate le differenze tra una tipologia e l’altra di Dpi, in più è specificato che il medico può certificare l’esenzione dall’indossare le mascherine per i pazienti con problemi di funzionalità respiratorie che potrebbero aggravarsi, per esempio asma grave e Bpco. Oltre a Rugiu e Valsecchi, alla stesura hanno collaborato il professor Ercole Concia, i dottori Fulvia Mazzaferri, Maria Sole Migliorini, Francesco Orcalli e Donato Pace, e il professor Giovanni Pizzolo.

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