Urbano (Azione): «Terzo polo è la rinuncia ai vantaggi personali»

Massimiliano Urbano, del direttivo locale di Azione, plaude all'accordo trovato fra i partiti di Carlo Calenda e Matteo Renzi, Azione e Italia Viva.

Massimiliano Urbano, ex coordinatore Buona Destra Verona
Massimiliano Urbano

«L’unione di Calenda con Renzi a favore della nascita del “Terzo Polo” è la prova inequivocabile della rinuncia a vantaggi personali immediati pur di provare a vincere una scommessa sul futuro per il bene dell’Italia». Lo dice Massimiliano Urbano, membro del direttivo locale di Azione e già attivista di Buona Destra Verona, movimento da poco confluito nel partito di Calenda.

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«È un dato di fatto inconfutabile che Azione, alleandosi con il PD, avrebbe potuto tranquillamente eleggere il doppio dei parlamentari, ma ha scelto di non farlo. A sua volta Italia Viva avrebbe potuto approfittare della situazione per un’eroica corsa solitaria, ma ha invece scelto di non farlo. I leader e fondatori di questi due movimenti avrebbero potuto contendersi il ruolo di frontman, ma non l’hanno fatto. Tutte queste rinunce a vantaggi immediati implicano una scommessa sul futuro».

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Secondo Urbano, «Sono il segno dell’esistenza di un chiaro progetto che viene prima d’interessi personalistici: finalmente cominciare a costruire un polo liberale che si caratterizzi per realismo, competenza e metodo. Oggi è nato qualcosa di importante, di concreto, di nuovo. L’unica vera novità di questa sgangherata e demagogica campagna elettorale».

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