Università di Verona protagonista della Biotech Week 2025
Redazione
Torna la 13ª edizione della European Biotech Week, una settimana di eventi dedicati a raccontare il ruolo centrale delle biotecnologie per la salute, l’ambiente e la sostenibilità. Anche il dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona sarà protagonista con due appuntamenti di rilievo, inseriti nel ricco calendario nazionale promosso da Assobiotec–Federchimica.
Il primo evento in programma a Verona si è tenuto oggi, venerdì 3 ottobre, nella Sala Verde di Ca’ Vignal, in Strada Le Grazie 15. L’incontro è stato dedicato al tema “L’importanza della fenotipizzazione nell’agricoltura di domani” e ha inaugurato una nuova infrastruttura acquisita nell’ambito del Progetto di dipartimento di eccellenza, rafforzando il ruolo dell’Ateneo veronese come centro di riferimento per la ricerca agro-biotecnologica.
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La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali di David Bolzonella, direttore del dipartimento di Biotecnologie. A seguire la presentazione del Progetto di Eccellenza 2023-2027 da parte di Antonella Furini, docente di Genetica agraria e project manager del progetto.
È poi intervenuto Francesco Loreto, presidente di Phen-Italy e docente dell’Università di Napoli Federico II, con una relazione su “La fenotipizzazione delle piante in Italia: nascita e sviluppo del nodo nazionale Phen-Italy”. Nicola Coppedé, responsabile per IoT e sviluppo sostenibile dell’Imem-Cnr di Parma, ha presentato un intervento dedicato al monitoraggio in tempo reale dei parametri fisiologici delle piante tramite l’uso di sensori in vivo. Infine, Davide Quaglia, docente del dipartimento di Informatica Univr, ha parlato di “Gemelli digitali per l’agricoltura di precisione”.
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La mattinata si è conclusa alle 12 con la visita nella serra del dipartimento di Biotecnologie, dove Elisa Fasani, ricercatrice di Genetica agraria, ha mostrato l’impianto di fenotipizzazione in funzione. Si tratta di una nuova tecnologia all’avanguardia grazie alla quale i ricercatori possono raccogliere grandi quantità di informazioni sul comportamento delle piante in modo continuo, preciso e oggettivo. Questo accelera il lavoro di ricerca, facilitando l’analisi dei legami tra il patrimonio genetico delle piante, l’ambiente in cui crescono e le loro caratteristiche osservabili.
La Biotech week continuerà da lunedì 6 a mercoledì 8 ottobre, dalle 16 alle 18, nell’aula magna di Ca’ Vignal 3, con il miniconvegno divulgativo “Biotecnologie a Verona: ieri pionieri, oggi protagonisti dell’innovazione”, aperto alla cittadinanza e a studentesse e studenti delle scuole superiori e universitari. Durante i tre pomeriggi, trentacinque docenti presenteranno altrettanti progetti attraverso brevi interventi di dieci minuti, affiancati da poster divulgativi esposti per tutta la durata dell’evento. Le tematiche affrontate spazieranno nei quattro ambiti cardine della Biotech week: biotecnologie per l’agricoltura, per la salute, per l’ambiente e per la bioeconomia circolare. In questi ambiti, ad oggi, il Dipartimento di Biotecnologie ha in corso 44 progetti di rilevante interesse nazionale (Prin e Prin-Pnrr, bando 2022). L’iniziativa vuole anche ricordare che proprio a Verona, nell’anno accademico 1992-1993, è stato attivato il primo corso di laurea in Biotecnologie d’Italia.
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La European Biotech Week è un importante evento internazionale che ha l’obiettivo di raccontare le biotecnologie nei loro diversi settori di applicazione e di celebrarne il ruolo chiave nel migliorare la qualità della vita di tutti. Con quasi 100 appuntamenti in programma, l’Italia si conferma il Paese con il maggior numero di eventi a livello europeo. Nel 2015 la manifestazione ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e, quest’anno, gode del patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero dell’Università e della ricerca. Qui il programma completo .
Le biotecnologie – ovvero l’insieme delle tecnologie che utilizzano organismi viventi, cellule o loro componenti per creare prodotti, processi o soluzioni – rappresentano oggi una leva strategica per affrontare le sfide globali. Dal cambiamento climatico alla sicurezza alimentare, fino alla prevenzione e gestione delle pandemie, il biotech offre risposte concrete e sostenibili. Si tratta di un settore trasversale, che va dalle tecnologie tradizionali, come la fermentazione o la selezione genetica in agricoltura, alle soluzioni più avanzate basate su bioingegneria, biologia sintetica ed editing genomico. Secondo il rapporto dell’Area Studi di Assobiotec, il comparto rappresenta un vero motore di innovazione per il Paese. Nel 2023 ha generato un fatturato di oltre 47,5 miliardi di euro, pari al 2,23% del Pil nazionale, con 4.888 imprese attive e circa 80.000 addetti concentrati soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Il settore abbraccia ambiti che vanno dalla sanità alla bioeconomia, dall’agricoltura all’ambiente, in linea con l’approccio integrato One Health, che considera la salute umana, animale e ambientale come strettamente interconnesse.
L’impianto di fenotipizzazione del dipartimento di Biotecnologie
Una nuova piattaforma per “fotografare” la crescita delle piante
Il dipartimento di Biotecnologie ha installato una moderna piattaforma per lo studio delle piante, realizzata grazie ai fondi del programma “Dipartimento di Eccellenza 2023-27”. L’investimento complessivo è stato di 561 mila euro.
Questa infrastruttura, costruita su misura dall’azienda Phenospex, si trova all’interno di uno spazio dedicato della serra del dipartimento. L’ambiente è stato adattato appositamente, con un nuovo impianto di illuminazione realizzato dall’Ufficio tecnico dell’Ateneo per garantire le migliori condizioni di lavoro.
Come funziona la piattaforma
La struttura è composta da un telaio portante che sorregge due sensori mobili, posizionati sopra i banconi dove crescono le piante. Questi sensori, chiamati PlantEyes, svolgono due funzioni principali:
- Misurazioni multispettrali
I sensori “leggono” la luce riflessa dalle piante in diversi tipi di onde luminose (RGB e vicino infrarosso). Da questi dati vengono calcolati indici, come l’NDVI, che servono a capire lo stato di salute della pianta (ad esempio se è in buona crescita o sotto stress). - Scansione 3D
I sensori effettuano una scansione laser dell’intera superficie di coltivazione, permettendo di ricostruire le piante in tre dimensioni e di misurare parametri come l’altezza o la superficie delle foglie, in modo preciso e automatico.
Capace di ospitare centinaia di piante
La piattaforma può contenere fino a diverse centinaia di piante, a seconda delle dimensioni, distribuite su quattro banconi. Può analizzare piante molto piccole (alte pochi centimetri) ma anche esemplari più sviluppati, fino a oltre un metro. Questo è particolarmente utile per il dipartimento, che studia sia piante modello per la ricerca di base sia specie agricole di interesse pratico.
Automazione e dati sempre disponibili
Uno dei punti di forza di questo sistema è il suo alto livello di automazione. Le misurazioni e l’elaborazione dei dati avvengono in modo autonomo e standardizzato, e i risultati possono essere consultati anche a distanza.
Grazie a questa tecnologia, i ricercatori possono raccogliere grandi quantità di informazioni sul comportamento delle piante in modo continuo, preciso e oggettivo. Questo accelera il lavoro di ricerca, facilitando l’analisi dei legami tra il patrimonio genetico delle piante, l’ambiente in cui crescono e le loro caratteristiche osservabili.
Facile da usare, ma con grandi potenzialità
Il sistema è semplice da utilizzare: i dati vengono forniti già elaborati secondo parametri predefiniti, pronti per essere usati dagli studiosi del dipartimento. Allo stesso tempo, le informazioni raccolte possono servire come base per analisi più avanzate, realizzabili in collaborazione con il dipartimento di Informatica.
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