Università di Verona, il Consiglio studentesco: «Partecipazione e diritto allo studio al centro»

Redazione

| 05/03/2026
All’inaugurazione dell’anno accademico la presidente del Consiglio studentesco Irene Lupi ha richiamato l’ateneo a rafforzare partecipazione, diritto allo studio e ruolo pubblico dell’università. Appello anche contro disuguaglianze e militarizzazione.

Durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 dell’Università degli Studi di Verona, la Presidente del Consiglio Studentesco Irene Lupi è intervenuta a nome della componente studentesca, portando all’attenzione della governance e delle istituzioni presenti una riflessione articolata sullo stato della partecipazione democratica, sul diritto allo studio e sulla funzione pubblica dell’università.

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«La democrazia esiste solo quando è possibile incidere realmente, prendere parola, costruire luoghi autentici di confronto. Se questi spazi si restringono, si indebolisce anche la nostra capacità di progettare il domani. Spesso veniamo raccontate come disinteressate o poco presenti, ma ogni giorno dimostriamo il contrario assumendoci responsabilità e impegno. Tuttavia, la partecipazione richiede strumenti, tutele, un diritto allo studio effettivo che metta tutte e tutti nelle condizioni di poter esserci. Il diritto allo studio è un principio costituzionale: quando l’accesso all’università dipende dalla disponibilità economica, il cosiddetto merito finisce per diventare un criterio selettivo che riproduce le disuguaglianze», ha dichiarato Lupi.

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«Sogniamo e resistiamo insieme alle tante giovani studentesse d’Italia e d’Europa che non vogliono essere considerate carne da cannone, per opporci al piano di riarmo promosso dall’Unione europea e ai progetti di leva militare volontaria. Perché vogliamo ancora credere che la guerra non sia il mezzo di risoluzione dei conflitti», ha aggiungo.

In chiusura, la presidente ha rivolto un appello alla nuova governance dell’ateneo: «Crediamo fortemente che l’Università possa e debba essere lo spazio in cui è possibile immaginare l’impossibile: vi chiediamo di poter fare tutto ciò a partire da qui. Perché a problemi congiunti servono risposte congiunte, e a sogni impossibili serve un noi che li renda possibili».

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