Torna Univerò, il festival del placement dell’Università degli Studi di Verona. Con un nuovo formato: in considerazione dell’emergenza sanitaria in atto, l’evento sarà digital, in streaming nel solo pomeriggio di giovedì 6 ottobre. A parlarne, nella trasmissione “Mattino Verona” di Radio Adige TV, Thomas Andreatti, presidente del consiglio studentesco dell’Università degli Studi di Verona.

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«L’università in generale fornisce delle conoscenze, e un’opportunità come Univerò dà competenze che un laureato o laureando può spendere nel mondo del lavoro. Il collegamento il più possibile diretto potrebbe portare ad una mancanza di questo Festival, ma sicuramente il fatto di avere una versione digital sta a significare che c’è la volontà di andare incontro alle esigenze del mercato lavorativo, dove a seguito della quarantena tutto si è trasformato ed è diventato più in diretta. Credo – prosegue Andreatti – che la possibilità di fare qualcosa di maggiormente digital serva a fornire competenze da sfruttare il più possibile nel mondo del lavoro e a vedere con occhi nuovi anche le opportunità lavorative che si vanno a creare. Guardiamo anche il positivo della situazione, non soltanto il negativo, che deve essere guardato per migliorarlo».

Andreatti accenna quelle che, secondo lui, potrebbero essere le criticità di questa edizione: «Fino allo scorso anno Univerò era articolato su più giornate, era un evento più grande e con più ospiti; credo che la formula “concentrata” di quest’anno potrebbe portare ad alcune mancanze e ad una minore concentrazione sulla tematica se venisse affrontata in giornate separate. Dall’altra parte credo che, avendo visto Univerò dal vivo, poter avere un confronto con gli altri studenti partecipanti sia interessante perché crea un network tra le realtà degli studenti universitari».

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Continua Andreatti: «Premetto che secondo me gli studenti universitari hanno superato questa situazione nel migliore dei modi, perché abbiamo fatto capire come siamo in grado di adattarci e di superare determinate situazioni. Ora c’è la fase della ripartenza, e sono convinto che riusciremo a vivere al meglio anche questo momento, tra video lezioni e didattica online, e a dare il nostro contributo. Avendo vissuto l’università a 360° sono un po’ di parte perché, per me, l’università, va vissuta in presenza: dall’altra parte, da studente pendolare, la didattica online permette di non perdere lezioni anche in caso di inconvenienti legati ai trasporti. Sto dando – conclude – molta fiducia a questa modalità di fare lezione, consapevole tuttavia che a mio parere la didattica in presenza è preferibile perché l’università va vissuta nel suo complesso».