Un anno di Covid (anche) in carcere nella relazione del Garante

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 sono stati 1.691 gli eventi critici all’interno del carcere, dei quali 1 suicidio e 2 decessi per cause naturali. Ben 8.874 le prestazioni sanitarie, di cui 2.933 visite specialistiche.

Ieri sera, in Consiglio comunale, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Margherita Forestan ha presentato la relazione 2020. Prima di lasciare ufficialmente l’incarico, un anno prima della scadenza naturale. Una sintesi della condizione carceraria durante la pandemia e del lavoro fatto per attuare la funzione rieducativa, riabilitativa e di reinserimento sociale del carcere.

«Un anno difficile – ha detto Forestan -. Il Covid ha governato l’intera annata con radicali cambiamenti all’interno del carcere. Su sei sezioni, tre sono state paralizzate e convertite per ospitare contagiati, asintomatici e persone in quarantena. Ad inizio pandemia numerosi rivoltosi delle altre case circondariali d’Italia sono stati trasferiti a Montorio. Il nostro carcere, che ha 335 posti, è arrivato ad ospitare 520 persone. Scese poi a 380 durante l’anno grazie allo specifico decreto governativo. In tutto sono stati fatti 800 tamponi molecolari. Solo 1 ricovero tra i detenuti, sui 58 contagiati, e uno tra i poliziotti, sui 44 casi. Oggi siamo praticamente Covid free. Un anno che ha influito sugli episodi critici quindi, ma anche sulla formazione e la scuola dei detenuti, così come sulla possibilità di lavorare all’esterno del carcere, attività di cui il Comune di Verona è leader. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnata in questi anni di lavoro, lascio questo incarico portando con me le tante esperienze umane straordinarie. In vista della fine dell’incubo Covid è giusto che qualcuno inizi a pensare e avviare progetti nuovi per il prossimo triennio, lavorandoci fin d’ora».

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 sono stati 1.691 gli eventi critici all’interno del carcere, dei quali 1 suicidio e 2 decessi per cause naturali. Ben 8.874 le prestazioni sanitarie, di cui 2.933 visite specialistiche. Dopo la sospensione delle attività scolastiche in primavera, a settembre 90 studenti hanno ripreso a frequentare i corsi di alfabetizzazione. La direzione della Casa Circondariale e il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Aulti CPIA, durante la scorsa estate, si sono attivati per dotare il carcere di strumentazioni e connessioni finalizzate a garantire la fruizione delle lezioni a distanza e la continuità della relazione con i docenti. Sono ben 35 gli iscritti alla scuola secondaria superiore a cura dell’Istituto Alberghiero “Berti” e 11 quelli che frequentano il corso liceale in collaborazione con l’Istituto Livia Mondin. Tre gli studenti che stanno preparando gli esami per l’Università di Verona, a cura dell’Associazione di volontariato La Franternità. Ben 24 le persone che partecipano ad attività lavorative fuori dal carcere.