Ucraina, Medici Senza Frontiere: «Scarseggiano le forniture in ospedale»
In molti ospedali dell’Ucraina cominciano a scarseggiare forniture mediche, in particolare per cure e interventi chirurgici d’emergenza. L’approvvigionamento di nuove forniture è molto difficile per l’elevato numero dei pazienti e perché il conflitto su larga scala rende gli spostamenti difficili, pericolosi e talvolta impossibili. Medici Senza Frontiere (MSF) è in contatto con gli ospedali che hanno in cura i feriti di guerra ed è pronta ad inviare nuovi kit di assistenza nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Personale medico specializzato nelle emergenze di MSF sta entrando in Ucraina e continuerà ad arrivare nei prossimi giorni per supportare i team già presenti nel paese. Le équipe di MSF sono inoltre in azione per donare le poche scorte mediche ancora a disposizione in Ucraina agli ospedali in aree attualmente in conflitto o che ne hanno bisogno.
MSF sta lavorando per aumentare rapidamente la risposta medico-umanitaria in Ucraina, mentre in Polonia, Moldavia, Ungheria, Romania e Slovacchia diversi team sono pronti a rispondere ai bisogni umanitari delle persone in fuga.
La città di Mariupol è tra le aree al momento pesantemente colpite dalla guerra in Ucraina. Diversi membri dello staff di Medici Senza Frontiere (MSF) sono ancora nei rifugi in città con le loro famiglie: «La situazione oggi è la stessa dei giorni scorsi. Questa notte i bombardamenti sono stati più intensi e ravvicinati. – spiega un membro dello staff – Ieri abbiamo raccolto neve e acqua piovana per avere un po’ di acqua. Abbiamo cercato di prendere l’acqua nei punti di distribuzione ma la coda era enorme. Volevamo anche avere del pane ma non sono chiari gli orari e i luoghi di distribuzione. Secondo alcuni racconti, diversi negozi di alimentari sono stati distrutti dai missili e i beni rimanenti sono stati presi dalle persone in disperato bisogno. Non c’è ancora elettricità, acqua, riscaldamento e la connessione per i telefoni cellulari. Nessuno ha ancora sentito parlare di evacuazione. Le farmacie hanno finito le medicine».
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