Turismo, Caner: «Aspettiamo ristori e indennizzi immediati»

Il turismo è il comparto che nel 2020 è stato, forse, il più flagellato dalla pandemia di Covid-19. Ne abbiamo parlato con l'assessore regionale al turismo Federico Caner.

Il turismo è il comparto che nel 2020 è stato, forse, il più flagellato dalla pandemia di Covid-19. Secondo quanto dimostrano i dati della Regione Veneto l’anno scorso si è chiuso con un – 61,1% degli arrivi e un – 54,4% delle presenze. Tra le più colpite ci sono le città d’arte, come Venezia, e anche la nostra Verona ha registrato numeri in netta discesa, con il 58,4% delle presenze in meno. Un’altra grande vittima di questa pandemia, però, è stata la montagna. Le piste e gli impianti sciistici, che sarebbero dovute tornare operative il 17 febbraio in Veneto, sono state chiuse ancora prima di riaprire dall’ultimo provvedimento governativo, causando perdite ancora più ingenti al settore. Per parlare di questo siamo in collegamento con l’assessore regionale al turismo Federico Caner.

«Il 2020 è stato davvero molto duro, dal punto di vista turistico, con circa il 63% in meno di arrivi e presenze, con al primo posto nei danni le città d’arte, poi il termale, il Lago di Garda, la montagna e la costa Veneta» afferma. «Noi stiamo aspettando l’intervento del nuovo ministro Garavaglia, non solo per l’importanza di avere un ministero dedicato al turismo ma soprattutto perché si ha bisogno di un piano vaccinale importante per poter ripartire e aiutare le imprese turistiche per essere tenute in vita per poter ripartire speriamo in estate».

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«Non vorrei intervenire sul Piano sanitario che sicuramente è legato a difficoltà sanitarie, ciò che contesto è la modalità con cui è stato detto. Perché una settimana prima del 17 febbraio avevamo pronto il Protocollo di sicurezza e poi a poche ore dall’apertura ci viene comunicata la chiusura degli impianti» prosegue. «Questa è stata davvero una mazzata per il settore ed è per questo che chiamo indennizzi e ristori immediati».

Una vetrina importante i Mondiali di sci. «Un bilancio estremamente positivo, nonostante l’assenza di pubblico che però ci ha permesso di spingere dal punto di vista mediatico per Cortina e per tutta la montagna, in particolare per tutto il Veneto, ricevendo i complimenti da tutta la stampa estera. Un ottimo preludio per le prossime olimpiadi 2020-2026».

La replica di Caner alla proroga del divieto di spostamenti tra regioni

«La proroga al divieto di spostamento tra le regioni al 27 marzo prossimo sancisce la fine alla stagione turistica invernale. Ora si pone l’esigenza di intervenire velocemente, mettendo ristori e indennizzi immediati a disposizione delle attività del settore. Per far conoscere da vicino le difficoltà che sta attraversando anche la nostra regione, fino al 2019 la più turistica d’Italia, porterò i dati e le stime relative al calo del fatturato all’attenzione del Ministro Garavaglia già nell’incontro convocato per il 24 febbraio con gli assessori regionali» afferma Federico Caner.

«Come ho già avuto modo di dire in passato – prosegue l’assessore Caner – non spetta a noi entrare nel merito delle decisioni che possiamo solo rispettare. Abbiamo però tutti avuto modo di leggere i dati relativi all’andamento turistico della nostra regione che, prima dello scoppio della pandemia, aveva fatto registrare un vero e proprio record con 71 milioni di presenze annue. Presenze che alla fine dell’anno sono scese a 32,5 milioni».

«Un tonfo che si traduce nella chiusura di attività e nuove perdite di posti di lavoro. Va forse ricordato che in Veneto, la regione che fino all’anno scorso aveva il tasso più basso di disoccupazione pari al 6,6 per cento, la filiera del turismo comprendeva oltre 30mila imprese e occupava oltre 163mila persone» conclude. «Davanti però a questa situazione la strada maestra appare una sola: quella di un piano vaccinale molto più rapido rispetto a quello che stiamo vivendo. Inoltre alla tempestività delle decisioni dovrà corrispondere una chiara e tempestiva comunicazione al settore, evitando così di ripetere errori come quello commesso con gli operatori del mondo della montagna».